La Rosneft ha raggiunto un accordo per comprare il 30% del gas naturale dei giacimenti egiziani di Shorouk e Zohr, scoperti dall’ENI. Quest’ultima, ne ha prima ceduto il 10% alla BP, poi un altro 30% ai russi della Rosneft.

La Rosneft ha anche ottenuto una opzione per acquistare un’ulteriore quota del 5%. L’affare è fruttato all’ENI 1,3 miliardi di dollari, per il 30% iniziale: qualora i russi volessero anche il 5% aggiuntivo il costo aumenterebbe.

Lo hanno dichiarato l’ENI, la Tass e Bloomberg.

Come già detto in un nostro articolo, la Rosneft, a sua volta, ha ceduto il 20% delle proprie azioni a un consorzio paritario composto dalla Glencore e da un fondo sovrano del Qatar. Tuttavia, il pacchetto di maggioranza della Rosneft è saldamente nelle mani dello stato russo.

La Rosneft per quell’affare ha ottenuto 11 miliardi di dollari. La Rosneft è stata molto attiva: negli ultimi anni ha acquistato la Bashneft e la TNK-BP, due compagnie petrolifere russe (l’ultima era la terza per importanza), divenendo la prima compagnia petrolifera quotata in Borsa al mondo. Produce i 40% del greggio e oltre il 10% del gas russi.

La Rosneft è già coinvolta nel commercio di gas con l’Egitto, a cui quest’anno ha fornito 4 cargo di GPL, secondo quanto racconta la Tass.

L’Egitto ha deciso di usare le riserve di Zohr, stimate in 30 trilioni di piedi cubi, esclusivamente per il consumo domestico, per rimpiazzare le importazioni.

BP ne ha acquistato il 10% dall’ENI, altra operazione molto fruttuosa per la compagnia italiana, che ha guadagnato 375 milioni di dollari.

I giacimenti diventeranno operativi l’anno prossimo.

Massimiliano Greco

 

 

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Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto "Battaglia per il Donbass" (Anteo Edizioni, 2014) https://pagineirriverenti.wordpress.com/