Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che la Russia sosterrà la Siria e le truppe di terra siriane nell’area di Aleppo con il più efficace supporto aereo possibile, al fine di impedirne la conquista da parte dei terroristi.

“Prenderemo una decisione su come le nostre forze aree dovranno agire a seconda della situazione”, ha detto Lavrov in una conferenza stampa a seguito dei colloqui con il suo omologo finlandese. “Non sarà una sorpresa per gli Americani”.

Al-Nusra, filiale di Al-Qaeda in Siria, ha lanciato un’offensiva su Aleppo la scorsa settimana. I militari russi hanno accusato gli Stati Uniti di ostacolare le operazioni aeree contro i gruppi terroristici nella regione, quando i portavoce statunitensi hanno dichiarato che i gruppi dei ribelli moderati si sono mescolati ai terroristi in alcune zone del fronte e che la Russia avrebbe dovuto usare cautela e non colpire quei gruppi per errore.

Lavrov ha aggiunto: “Noi crediamo che ci sia stato tempo in abbondanza per l’opposizione ‘moderata’ per lasciare le zone controllate da Al-Nusra fin da Febbraio. Coloro che non si sono separati dai terroristi devono rimproverare solo se stessi.”

Mosca spera che Washington non stia agendo all’insaputa della Russia, ha commentato Lavrov. “Speriamo che i nostri alleati cooperino con noi onestamente e non cerchino di utilizzare i nostri regolari contatti per procedere a piani B, C o D alle nostre spalle.”

La Russia e gli Stati Uniti sono impegnati insieme per un processo di pace in Siria che miri a un governo di transizione approvato sia dai cosiddetti ”ribelli moderati” che dal governo siriano. In Febbraio fu stabilita, negli accordi di Ginevra, una tregua tra le parti coinvolte che perseguono questo obiettivo, e la violenza della guerra nel circondario di Aleppo si è effettivamente ridotta.

I gruppi terroristici di Al-Nusra e dello Stato Islamico non fanno parte del processo di pace e non sostengono la tregua. La Russia ha accusato altri gruppi islamisti operanti in Siria di slealtà e di alleanza coi terroristi, ma gli Usa hanno deciso di non considerarli come bersagli legittimi per attacchi militari, col pretesto che tali formazioni hanno il supporto dell’Arabia Saudita e un loro posto al tavolo delle negoziazioni a Ginevra.

La situazione è così resa ancora più complessa dal gran numero di gruppi armati in Siria e dal loro reticolo di alleanze e rivalità interne, il che contribuisce a rendere molto problematica la distinzione tra terroristi e ”ribelli moderati”.

Federico Pastore

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