La Russia ha notificato alla coalizione guidata dagli americani, che adesso Mosca colpirà l’ISIS anche partendo da un campo d’aviazione in Iran. Ciò al fine di evitare incidenti, data la prossimità delle rotte di volo degli aerei della coalizione occidentale.

I bombardieri russi a lungo raggio Tu-22M3 hanno effettuati i primi attacchi aerei contro obiettivi appartenenti ai terroristi in Siria, operando da Hamadan, un campo d’aviazione in Iran. Gli attacchi hanno eliminato cinque grandi depositi di armi e vari campi di addestramento, tre posti di comando e un numero significativo di terroristi nelle province di Aleppo, Deir-ez-Zor e Idlib.

I bombardieri erano protetti dai Su-30sm e da Su-35 che operano da Khmeimim, una base russa in Siria. Una chiara misura rivolta a proteggersi da altre pugnalate alle spalle, dato che l’ISIS e le altre formazioni terroristiche, fra cui (l’ex) Al Nusra, non dispongono di caccia.

Il numero di aerei militari dispiegati a Hamadan non è stato comunicato. Nel frattempo, l’Iraq ha annunciato che gli aerei militari russi possono attraversare lo spazio aereo iracheno “a determinate condizioni.”

“Abbiamo aperto il nostro spazio aereo per i russi, a determinate condizioni” ha dichiarato il primo ministro iracheno ai media locali, senza fornire ulteriori dettagli.

Mosca e Teheran hanno firmato un accordo militare che consente agli aerei russi di usare l’aeroporto di Hamadan nell’Iran occidentale. I media russi hanno riferito che Mosca ha ancora una volta chiesto a Iran e Iraq di permettere ai missili da crociera di volare attraverso i rispettivi spazi aerei per effettuare attacchi contro obiettivi terroristici in Siria.

Allo stesso tempo, la Russia e gli Stati Uniti sono attivamente impegnati in colloqui diretti volti a risolvere la crisi umanitaria ad Aleppo, in Siria, secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa russo Sergey Shoigu, aggiungendo che le due parti stanno lavorando in modo concreto e organizzato.

A metà giugno, il Washington Post ha riferito che gli Stati Uniti stavano presumibilmente pianificando di creare un quartier generale congiunto con la Russia per condividere le informazioni e coordinare la lotta contro i terroristi in Siria.

Tuttavia, nulla di simile si è visto sinora: da parte Usa, probabilmente, si fatica a realizzare che ormai l’iniziativa in Medio Oriente è in mano ai russi.

La coalizione a guida americana non ha ancora deciso “cosa fare da grande” o forse l’ha deciso e cioè continuare a pretendere che Assad venga deposto, ma il costo politico e mediatico di un aperto sostegno ai ribelli, che ormai si fa fatica a distinguere dai terroristi di Isis e al-Nusra si è fatto troppo pesante. Pesano inoltre anche i ricatti da parte saudita e qatariota (che vogliono Assad fuori per vari motivi, dalla possibilità di costruire un gasdotto che ne attraversi le terre, a motivi religiosi) e turca: ad Ankara hanno infatti il terrore di una crescita dei curdi e, in generale, non si sentirebbe al sicuro con una Siria ostile.

Massimiliano Greco

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