Vladimir Putin

Mosca ha appena venduto il 19,5% del pacchetto azionario della più grande compagnia petrolifera russa, la Rosneft. Gli acquirenti sono la Glencore International, trader di risorse naturali, e un  fondo sovrano del Qatar. Il prezzo supera gli 11 miliardi di dollari. I due investitori hanno creato un consorzio al 50%, quindi sia il Qatar che la Glencore riceveranno poco più del 9,5% delle azioni acquistate. Complessivamente, i due investitori eguagliano BP, dato che possiede anch’essa il 19,5% delle azioni, mentre la maggioranza resta saldamente nelle mani di Rosneftegaz, di proprietà statale.

Si tratta della più grande privatizzazione nel settore del petrolio e del gas a livello mondiale, per il 2016, secondo Vladimir Putin.


Igor Sechin, presidente di Rosfnet, ha informato Putin circa la chiusura dell’affare. Rosfnet ha anche acquisito il pacchetto di maggioranza della compagnia petrolifera russa Bashneft, un’operazione da 6 miliardi di dollari.

Sechin ha inoltre informato il presidente russo che Rosneft ha avuto colloqui con più di 30 fra aziende, fondi sovrani, investitori professionali, e istituti finanziari, di ogni parte del mondo,  prima di firmare l’accordo.

Igor Sechin, CEO di Rosneft
Igor Sechin, CEO di Rosneft

Putin si è congratulato con lui per il successo ottenuto, e ha espresso la speranza che l’attrazione di nuovi investitori e manager possa migliorare le procedure aziendali, aumentare la trasparenza e contribuire a una maggiore capitalizzazione.

Rosneft è la più grande compagnia petrolifera russa. Nel marzo 2013, dopo l’acquisto di TNK-BP – un’altra compagnia petrolifera russa, la terza per importanza – Rosneft è diventata anche la più grande compagnia petrolifera quotata in Borsa al mondo.

La firma si presenta come il Cremlino sembra per raccogliere fondi per affrontare il più grande deficit di bilancio della Russia dal 2010. L’obiettivo iniziale era quello di ridurre al tre per cento del PIL, ma diverse agenzie stimare il deficit potrebbe colpire 3,6-3,9 per cento quest’anno, riducendo lentamente 3,1 per cento l’anno prossimo e 2,2 per cento nel 2018.

Con questa cessione, che comunque lascerà il controllo della Rosfnet nelle mani della Russia, Mosca può ridurre il deficit di bilancio, dovuto alla guerra petrolifera da poco cessata con Arabia Saudita e USA.

Massimiliano Greco

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