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tulsi gabbard

La Gabbard – famosa senatrice democratica – si è recata in Siria, a gennaio, allo scopo di apprendere la verità con i propri occhi. Ha incontrato il presidente Assad, e ha visitato Aleppo – liberata dai russi e dai regolari siriani – fino a un mese prima nelle mani di Al Qaeda, alias Fatah Al Sham, alias Al Nusra.

Il Pentagono ha buttato al vento 500 milioni di dollari per addestrare e armare i sedicenti ribelli moderati, per farli combattere contro l’ISIS e Assad, ma la maggior parte di loro si è o arresa o è passata armi e bagagli con l’ISIS.

Il programma ha così potuto produrre solo 5 o 6 miliziani, per la costernazione del Congresso americano.

La Gabbard si è così recata ad Aleppo per cercare di comprendere meglio la situazione, ma questo ha prodotto in patria una levata di scudi e una sequela infinita di accuse nei suoi confronti, fra le quali quella di essere una marionetta di Assad.

“La questione più importante” dice la Gabbard “è che bisogna colpire la causa che costringe queste persone a fuggire dalle proprie case. Per anni, il nostro governo ha fornito supporto diretto e indiretto a miliziani armati che prendono ordini, direttamente o meno, da Al Qaeda e dall’ISIS, nel tentativo di rovesciare il governo Assad.”

La Gabbard ha presentato una legge al Congresso in cui si chiede il divieto di finanziamento di terroristi affiliati ad Al Qaeda o all’ISIS. La Gabbard dimostra coraggio e determinazione, nel tentare di distruggere la narrazione dei media mainstream.

Tuttavia, politicamente parlando, la Gabbard è una mosca bianca, isolata e difficilmente riuscirà nel proprio tentativo di cambiare le cose. L’unico politico importante che la sostiene è Ron Paul, da sempre voce critica – nonché solitaria – della politica guerrafondaia americana.

Tuttavia, la Gabbard – e Ron Paul – meritano comunque rispetto perché le loro critiche non sono unilaterali. Altri, come Michael Moore, feroce critico di Bush e Trump, sono pacifisti e anti-interventisti quando al potere vi sono i repubblicani, ma poi difendono le politiche di Obama e dei Clinton, costellate di colpi di stato, finanziamento a gruppi terroristi e bombardamenti “umanitari.”

Massimiliano Greco

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Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto “Battaglia per il Donbass” (Anteo Edizioni, 2014)
https://pagineirriverenti.wordpress.com/

UN COMMENTO

  1. Una persona che va a guardare direttamente come stanno le cose è una persona intelligente e che vuole capire.
    Evidentemente le balle raccontate dai media americani non la hanno convinta.
    E’ strano (ma mica tanto) che un paese che fa della “libertà di stampa” e di espressione la sua bandiera poi inveisca contro chi si va a accertare come stiano veramente le cose.
    E’ una donna coraggiosa e giusta.
    Chi la accusa è non solo ipocrita ma soprattutto connivente con i terroristi.
    Alp Arslan

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