Una concentrazione del Falun Gong a New York nel 2014.

Se vogliamo capirne di più di quale sia l’aria che si respira dentro il Falun Gong, basterebbe anche soltanto guardare a quanto siano stridenti le differenze in termini di condizioni di vita fra Li Hongzhi, il guru che ha fondato la setta del Falun Gong e che nuota nell’oro, e i suoi seguaci, non soltanto alienati e svuotati in termini psicologici ma anche sfruttati e depredati in termini economici.

Recentemente ha destato scalpore, soprattutto fra gli utenti della rete, la notizia secondo cui Li Hongzhi avrebbe messo in vendita una delle sue lussuose dimore, per l’esattezza quella che ha nel New Jersey, per un valore di 2,39 milioni di dollari. La notizia è stata diramata dal sito Kaiwind.com.

L’edificio, estremamente signorile, dispone di tutte le comodità: uffici, piscina, palestra, e tutto quel che si può desiderare per una vita tranquilla e di piena soddisfazione, ovviamente a patto di essere quantomeno dei milionari. Subito è venuto in mente, a più di un esperto di Falun Gong, la miserevole situazione dell’adepto Ye Hao, ridotto praticamente alla condizione di senzatetto, quella del prematuramente scomparso Li Dayong, anch’esso completamente ridotto sul lastrico, così come quella di tanti altri anonimi seguaci della setta, che hanno sostenuto Li Hongzhi e i suoi insegnamenti anche sacrificando cospicue porzioni dei loro patrimoni personali.

Sempre in base al sito Kaiwind.com, pare che Li Hongzhi disponga di almeno undici abitazioni di questo tipo, vere e proprie ville in cui non ci si fa mancare nulla. Nel frattempo, il 20 luglio 2015 uno dei massimi esponenti della setta, Ye Hao e la sua moglie Jiang Xuemei sono stati visti da numerosi testimoni mentre praticavano i rituali del Falun Gong nella Dodicesima Strada di Manhattan, a New York, ridotti in condizioni a dir poco miserevoli.

Il ruolo di Ye Hao dentro la setta è stato importantissimo, perché oltre a versare al maestro Li Hongzhi consistentissime quote dei propri beni mobili ed immobili ha anche partecipato più volte a delle importanti raccolte di fondi a beneficio della setta. Ye Hao e sua moglie erano addirittura ritenuti i “numero due” dentro la setta subito dopo Li Hongzhi. Se pensiamo che queste sono le condizioni a cui sono state ridotte personalità che un tempo si potevano definire incontestabilmente come membri dell’alta borghesia, possiamo allora facilmente immaginarci quali siano quelle degli altri membri della setta, più comuni e già in partenza meno abbienti.

Per tornare a parlare della casa nel New Jersey, occorre sottolineare come essa non sia stata comunque comprata da Li Hongzhi coi soldi guadagnati sfruttando gli altri membri della setta, ma che addirittura sia essa stessa una donazione da parte di un altro ricco seguace che, dopo il lavaggio del cervello subito, ha deciso di separarsi di un’importante quota dei suoi beni a beneficio del proprio maestro. Il donatore in questione è Sun Johnson, che l’ha intestata a Li Hongzhi attraverso una vendita fittizia dove l’acquirente era la moglie del guru, Li Rui, nel 1999. Quindi, senza aver speso un solo spicciolo, il guru ha avuto una casa che oggi vende per 2,39 milioni di dollari, pari a 16,4 miliardi di yuan, tutti soldi che vanno direttamente nelle sue tasche.

Li Dayong, altro “devoto seguace” di Li Hongzhi, morto nel 2014, ha lasciato in accordo con la moglie Liu Mingming la propria casa in eredità al Falun Gong, ovvero a Li Hongzhi. La vedova, oggi ridotta nella miseria più nera, vive in un piccolo appartamento in affitto, e spera sempre di avere sufficiente denaro per non perdere anche quella modesta sistemazione. A quel punto diventerebbe una “homeless” a tutti gli effetti. Oggi è pentita di quella scelta maturata insieme al marito e versa lacrime amare, ma è troppo tardi.

Il maestro Li Hongzhi vende le sue case per fare denaro, mentre i seguaci del Falun Gong vendono le loro per il “bene” del loro maestro: già in tutto questo c’è una stridente differenza. Non mancano poi quelle persone che, dedicando sempre più tempo alla propaganda e alla pratica delle dottrine del Falun Gong, hanno finito col perdere il loro lavoro, e quindi anche la loro casa e la loro famiglia, finendo anch’esse per strada. La comunità cinese negli Stati Uniti, da questo punto di vista, offre numerosi esempi del genere.

Insomma, mentre Li Hongzhi si gode queste belle case, che vende quando poi lo hanno annoiato, e si ristora con qualche bel tuffo in piscina, una schiera sempre più fitta di praticanti del Falun Gong si riduce sempre più in miseria finendo col chiedere l’elemosina per strada. Il problema rappresentato dal Falun Gong sta ormai diventando sempre più grave anche in termini sociali e non più soltanto in termini pseudo-religiosi.

L’abitazione nel New Jersey messa in vendita da Li Hongzhi.

 

UN COMMENTO

  1. Buon servizio. Ottima informazione. Per affinità di fenomeno e per motivi anagrafici ricordo i primordi del business del “misticismo” ai tempi dei Beatles, con gli strascichi successivi negli USA e in Europa (v. “cultura” beat col boom delle droghe agevolanti “trip”). Arricchimenti di “guru” anche allora non mancavano. Tutto in chiave indiana all’epoca. Da alcuni anni – per ovvie strumentalizzazioni politiche – si è passati alla Cina. Ma da napoletano e con Totò mi va di ripetere: “Ccà nisciuno è fesso!”.

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