Un tonfo terribile, poi la paura. Un forte sisma ha squarciato il silenzio della notte tra Lazio, Marche e Umbria. La terra ha tremato per 142 secondi. A questa scossa ne è seguita un’altra di magnitudo 4,4 , alle 3,56, con epicentro ad Amatrice, in provincia di Rieti, durata 60 secondi. Poi ne sono seguite altre 39 in poco più di 3 ore tra Perugia, ancora Rieti, Norcia (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata).

AGGIORNAMENTO DELLE 7:15: Il bilancio dei morti è salito a 247. Nella notte, vi sono state oltre 60 scosse, la più forte delle quali di magnitudo 4,5.

AGGIORNAMENTO DELLE 02:26: Il bilancio dei morti sale a 159, di cui 106 nel Reatino, e 53 nell’Ascolano.

AGGIORNAMENTO DELLE 23:00: Sale ad almeno 124 il bilancio dei morti. Le ambulanze hanno cominciato ad andar via. Segno che, purtroppo, non ci sono concrete speranze di salvare altre persone.

AGGIORNAMENTO DELLE 18:00: i morti sono almeno 73, i feriti qualche centinaio. Ad Amatrice, un bambino sarebbe ancora vivo sotto le macerie, mentre purtroppo non ce l’ha fatta la bimba di Arquata del Tronto estratta viva dalle macerie: è deceduta in ospedale.

Nella stessa zona del centro di Amatrice, in cui si troverebbe il bimbo ancora vivo sono stati estratti 4 cadavere e due ragazze ancora vive, il che lascia comunque sperare nel salvataggio del piccolo.

Il sisma è stato avvertito anche a Bologna, Roma e Napoli, dove non si sono registrati danni. Altre scosse sono state avvertite anche dopo le 6 della mattina.

Amatrice, nel Reatino, e una frazione, Pescara del Tronto nelle Marche, sono ridotte a cumuli di macerie. Le vittime accertate finora sono 38 ma il bilancio è ancora del tutto provvisorio e purtroppo destinato a salire. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma ha avuto una magnitudo di 6.0, una profondità di 4 km ed è stato registrato alle 3.36 con epicentro ad Accumoli, vicino Rieti.

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Ad Amatrice la via principale è crollata quasi completamente e le strade di accesso al paese sono inaccessibili. Inagibile l’ospedale. Medici e paramedici stanno soccorrendo decine di feriti all’aperto, nel parcheggio del nosocomio. Drammatiche le parole del sindaco Sergio Pirozzi: “Decine di morti, tanti sotto le macerie, stiamo allestendo un luogo per le salme. Metà paese non c’è più”.

Riunito a Roma il comitato operativo della Protezione Civile. Il responsabile, Fabrizio Curcio, ha paragonato il sisma di questa notte a quello de L’Aquila: “Questo è un terremoto di magnitudo importante, è un terremoto superficiale che ha provocato uno scuotimento rilevante. Il valore è paragonabile al sisma de L’Aquila anche se qui cambia lo scenario nel senso che L’Aquila era una città capoluogo di Regione e importante dal punto di vista numerico. Qui c’è una popolazione più diffusa, quindi immaginiamo che l’impatto sia meno gravoso in termini di vite umane. Ma un evento di assoluto rilievo”.

Intanto sono esplose le prime polemiche per la lentezza dei soccorsi e non mancano le preoccupazioni sul versante dell’assistenza farmaceutica

Ho chiamato tutti i presidenti regionali e provinciali di Federfarma. La situazione più difficile è in provincia di Rieti. Già da questa mattina alle 7 i colleghi si stanno adoperando nelle diverse province perché sia garantita l’assistenza farmaceutica”, ha spiegato Annarosa Racca, presidente della federazione dei farmacisti titolari.

Stiamo cercando di fare il massimo per assicurare il servizio tutte le farmacie saranno aperte. Di due esercizi del Reatino, però, al momento non abbiamo notizie. Stiamo vagliando la loro situazione”, ha concluso Racca, esprimendo solidarietà alla popolazione e cordoglio per le vittime.

Sono stati attivati i numeri di emergenza della Protezione Civile 800840840 e della sala operativa della Protezione Civile Lazio: 803555.

Mobilitati vigili del fuoco, protezioni civili locali, polizia, carabinieri, Corpo Forestale dello Stato e anche l’esercito. Il 6/o reggimento Genio di Roma, con mezzi speciali, è partito verso le zone colpite dal sisma. Squadre della scuola interforze Nbc di Roma sono a disposizione delle autorità. Il Dipartimento della Protezione civile è in contatto con tutti i territori colpiti. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha seguito da Palazzo Chigi gli sviluppi della situazione fin dalle primissime ore del mattino, ha annullato tutti gli impegni previsti.

Condoglianze e pronta offerta di aiuti dal presidente russo Putin. “La Russia è pronta a fornire all’Italia l’assistenza necessaria per affrontare le conseguenze di questo disastro”, ha scritto Putin al premier Renzi.

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