CONDIVIDI

La Thailandia ha annullato un contratto di fornitura di carri armati ucraini e ha deciso di puntare su quelli cinesi.

Nel 2011, la Thailandia ha firmato un contratto da 241 milioni di dollari con l’Ucraina per la fornitura di 49 T-84 ‘Oplot’ ( ‘Stronghold’) MBT, destinati a fungere da spina dorsale delle forze corazzate thailandesi, in rimpiazzo degli ultraobsoleti M-41 americani in dotazione fino a quel momento.

Tuttavia, a causa dei continui ritardi nella consegna, il Ministro della Difesa ha commentato che questo stava diventando un problema serio: a fine 2016, sono stati consegnati solo 20 tank, nonostante il contratto scadesse nel 2014. Nel 2015, l’Ucraina non è stata in grado di produrne neppure uno. E così i thailandesi hanno annullato il contratto e ne hanno stipulato uno nuovo con i cinesi, per la fornitura di 28 VT-4, MBT di terza generazione.

Secondo i thailandesi, il rapporto qualità/prezzo dei tank cinesi era migliore rispetto a quelli americani, oltretutto difficili da ottenere dopo le sanzioni messe in atto da Obama, che impongono restrizioni alla vendita di armamenti alla Thailandia, dopo il colpo di stato del 2014.

Questa non è la prima volta che gli ucraini affrontano problemi di consegne. Nel 2014, l’Iraq ha annullato il suo contratto per la fornitura degli APC (veicoli cingolati per il trasporto delle truppe)  restituendo 42 veicoli a causa di problemi alla blindatura.

Massimiliano Greco

CONDIVIDI
Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto "Battaglia per il Donbass" (Anteo Edizioni, 2014) https://pagineirriverenti.wordpress.com/

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO