In relazione ai fatti di Vasto, dove Fabio Di Lello, vedovo di Roberta Smargiassi, ha ammazzato a colpi di pistola Italo D’Elisa, 22 anni, che aveva ucciso sua moglie investendola con l’automobile, il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri ha affermato che “quanto è avvenuto è inaccettabile”.

Ma questo cosa significa? Se tra le varie sfumature della parola “accettare” il magistrato si riferisce, come sembra, al significato “acconsentire”, la sua frase risulta essere una pura ovvietà. Un altro significato connesso allo stesso vocabolo è invece “constatare”, come Fabio ha dovuto fare di fronte alla certezza che non avrebbe mai più potuto abbracciare la propria moglie, costretto perciò ad accettare, per l’appunto, un dolore devastante, insopportabile.

Ferri ha poi aggiunto che “ogni cittadino deve avere fiducia nella giustizia ed evitare, nel modo più categorico, di ricorrere a vendette personali che non sono mai giustificabili: la giustizia fai da te è inammissibile”.

Siamo di fronte ad affermazioni che davvero lasciano il tempo che trovano. Non ha nessun senso, da un punto di vista psicologico, la stessa idea di “dovere avere fiducia”, poiché nessun genere di sentimento potrà mai essere imposto né negato da una legge. Sono piuttosto coloro che operano all’interno delle istituzioni che devono fare ogni sforzo possibile per meritarsi e conquistare la fiducia dei cittadini.

Nella storia dell’umanità l’idea di vietare la vendetta da parte di chi ha ricevuto una grave offesa ha un’origine piuttosto recente. Si tratta di una conquista civile, che però non può prescindere da uno stato che faccia giustizia: quando coloro che hanno perso dei cari in seguito ad atti criminosi non vengono tutelati, si generano quindi nuovi sentimenti d’ingiustizia e di perdita di fiducia verso le istituzioni.

Così è accaduto a Fabio, che ha aspettato per sette lunghi mesi senza che i tribunali comminassero una punizione al colpevole. Molto spesso, in situazioni simili, soltanto dopo una sentenza può iniziare una vera elaborazione del lutto, un percorso che l’uomo, evidentemente, non era assolutamente pronto ad affrontare.

I genitori hanno infatti raccontato che nei giorni successivi alla morte di Roberta rimaneva tutto il giorno in cimitero e talvolta scavalcava il muro allo scopo di restare la notte.

Proviamo pena per tutti i protagonisti di questa storia e i loro cari, nessuno escluso. Pensiamo in particolar modo, in questo frangente, ai poveri genitori di Italo che hanno perso il loro figlio dopo che era stato sottoposto a una terribile campagna d’odio.

Proviamo un senso di disgusto, invece, per gli incitamenti alla vendetta, le espressioni di esultanza per la morte di Italo, gli insulti a lui diretti apparsi sul web: i ‘leoni da tastiera’ sono sempre meschini. E quando non si fermano di fronte a questo genere di dolore, lo sono ancora di più.

Anche il gusto di certa stampa nel riportare parola per parola alcuni di questi interventi postati sui social ci lascia però alquanto interdetti.

UN COMMENTO

  1. Questo atto e’ la conseguenza certo non piacevole ne auspicabile di una giustizia italiana che non sa arrivare rapidamente ad una giusta conclusione anche di fronte a situazioni cosi evidenti come in questo caso, dove esiste un colpevole, dove i fatti sono stati accertati e per cui non si comprende per quale ragione il giudizio definitivo non arriva.
    Sette mesi ma ne sarebbero passati anni come in molti altri casi e alla fine con condanne ridicole.
    Se non si vuole che alla fine la gente si faccia giustizia da soli il Ministro farebbe bene a parlare di meno e operare di piu’ … Questo e’ la vera vergogna italiana, politici che sanno solo parlare e le cose restano esattamente come sempre.
    Nessuno auspica la vendetta ma non possiamo biasimarla oppure chiamarla eccesso di difesa (nei tanti casi di gente che difendendosi da aggressioni hanno poi subito la beffa di sentirsi accusare e alla fine da aggrediti sono diventati loro gli aggressori) nei casi di aggressioni in casa o in strada.
    Se si vuole evitare una escalation in questa direzione faccia no rapidamente provvedimenti per accelerare le procedure.
    Non credo che questo avverra’, da noi e’ piu’ facile sdegnarsi per un atto cosi e poi lasciare le cose come sono … la situazione attuale e’ cio’ che sono state le chiacchere dei politici precedenti (tutti) . Per questo credo che non avremo alcun provvedimento e le cose resteranno esattamente come ora…fino alla prossima vendetta che potrebbe arrivare molto presto.

Comments are closed.