Antonio è un professore d’inglese e latino. E’ un uomo di mezza età, vive in modo modesto ma continua a insegnare con passione. Insegna inglese e compie sforzi quotidiani per evitare di ripetere quel clima autoritario che lo circonda. Insegna inglese come ho detto ma in modo molto originale. Il film è ambientato nella Spagna perbenista dell’epoca di Franco. Siamo per l’esattezza nella seconda metà degli anni 60, la scuola è un istituto cattolico. Lo spirito che si vive in quel contesto è quello autoritario, quel clima nel quale non si discute. Ogni obiezione è sedata da puntuali manrovesci, ogni discussione sacrificata dalla logica dell’obbedienza cieca.

locandinaAntonio invece è aperto, insegna inglese tramite le canzoni dei Beatles. Gruppo del quale è un amante appassionato. Sa essere comprensivo, coltiva in privato il sogno di poter incontrare il suo idolo, John Lennon. L’occasione non tarderà ad arrivare, John Lennon è nel sud della Spagna. John Lennon sembra che stia girando un film, solo a sentire la notizia si sente rianimato. Decide quindi di partire alla volta di Almeria. Vuole chiedere aiuto a John Lennon in quanto i testi che ha disposizione li ha ricavati dall’ascolto delle canzoni dei Beatles alla radio e non sa se siano giusti. Insomma vuole chiarezza per lui, per i suoi studenti e perché ama ciò che sta facendo. Durante il tragitto si imbatte in una giovane ragazza in fuga da un ritiro punitivo collegiale , la giovane e attraente Belen. Non passerà molto tempo ed incontrerà un altro ragazzo, Juanjo, in fuga da un padre opprimente e vecchio stile. I due ragazzi oltre ad essere in fuga hanno una caratteristica in comune, sono autostoppisti. I tre condividono il viaggio, quest’esperienza sarà l’occasione per capire molti aspetti della vita che i giovani ancora non conoscono. Sarà un’occasione per capire, ma anche per capirsi. Il tutto in attesa, in trepidante attesa di John Lennon. Una fuga insomma, una fuga nella quale però si vuole capire, si ha ancora speranza. Una fuga nella quale non c’è un saccente pseudo insegnante ma una specie di fratello maggiore arrivato per caso sulle strade delle loro vite con un carico di speranza e di voglia di vivere e di capire la vita nonostante tutto. Un invito a vivere insomma, donato a loro in modo privo del tutto dei toni paternalistici ai quali gli spagnoli dell’epoca erano abituati. Film che ha vinto svariati premi in Spagna, premi che io reputo del tutto meritati. Film che potrebbe aiutare molte persone che lo vedranno ad opere introspettive diverse. Mi spiego meglio, se da un lato molti spettatori rivivranno le passioni musicali della loro giovinezza e quindi ricorderanno e saranno contenti, dall’altro magari persone giovani o più giovani rivivranno dei viaggi che hanno compiuto, viaggi nei quali hanno sperato, hanno atteso qualcuno o qualcosa. Magari hanno ricordi di dibattiti esistenziali conditi da bevande o quello che sia. Insomma un viaggio, quando si viaggia si spera sempre.

660x330x01-la-vita-e-facile-ad-occhi-chiusi.jpg.pagespeed.ic.l-cqo_vVQSQuando il viaggio è compiuto assieme alle persone giuste è il coronamento di una speranza e del senso di speranza. Lo consiglio anche a tutti coloro che a vario titolo sono insegnanti, nel film si può osservare come l’educazione dell’epoca franchista fosse limitata e opprimente. Ebbene adesso che tutto è cambiato talvolta non si sa più come insegnare. Il tutto è più che comprensibile, le informazioni sono forse più fruibili e questo processo secondo molti rende gli insegnanti dei mediatori culturali rispetto alle ferme autorità di un tempo. Bene , saranno anche disponibili le informazioni per molti ma siamo davvero sicuri che i giovani sappiano come fare a selezionare queste informazioni e in seconda ratio quindi a capirne l’attendibilità delle fonti? Ad osservare i profili virtuali di molti giovani e giovanissimi pare proprio di no. Non perdete la speranza cari insegnanti, il vostro ruolo non finirà mai di essere importante, cerchiate sempre o almeno spesso, di essere originali nei vostri insegnamenti come vedrete Antonio. Così avrete sempre soddisfazioni nonostante svariate difficoltà che spesso vi donano i cari nuovi italiani, svogliati dall’apprendere e molto spesso veri e propri disprezzatori della nostra Italia…. Non demoralizzatevi, tenete gli occhi aperti e magari capirete che l’Italia dei politici non vi ama proprio per avervi lasciati insegnare in queste condizioni. Il film in questione vede l’esordio dell’attrice Natalia de Molina. Esordio che le ha regalato un David, premio equivalente al nostro Donatello, come miglior attrice. Non è mai bene sbilanciarsi troppo in un giudizio, diciamo che la sua interpretazione sa essere molto coinvolgente. Oltre a ciò possiamo anche affermare che sa regalare agli spettatori scorci di una bellezza acqua e sapone alla quale molto spesso non siamo abituati. Regalatevi la visione di questo film e un po’ di speranza.

Dario Daniele Raffo

PANORAMICA RECENSIONE
Giudizio Finale

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