infortuni sul lavoro

Dopo i due morti dell’incidente del porto di Livorno, un operaio della linea aerea delle ferrovie ha perso la vita la notte scorsa, mentre era intento a riparare un guasto al bivio di Navile, nella periferia di Bologna.

L’operaio di 56 anni lavorava per una ditta appaltatrice, la Sifel, ed era originario di Napoli. Secondo l’osservatorio delle morti sul lavoro di Bologna, dall’inizio dell’anno saremmo già a 146 morti bianche, un dato che tiene conto soltanto degli incidenti mortali sul posto di lavoro, ma che potrebbe essere ancora più alto se nella statistica venisse incluso il dato dei morti in itinere.

Da alcuni anni infatti la statistica annuale sulle morti bianche è tornata ad aumentare, un altro effetto della crisi e dell’arretramento dei diritti del Lavoro. Nell’anno 2017 i morti sul posto di lavoro avevano raggiunto quota 632, 1350 contando i morti durante il trasferimento sul luogo di lavoro. Numeri che avevano fatto registrare un aumento di circa lo 0,5%.

In Italia ogni anno sono oltre 30 mila gli infortuni con danni permanenti, 600 mila gli incidenti che provocano danni temporanei. In merito a questa strage silenziosa che ogni anno avviene nel nostro paese il Partito Comunista ha rilasciato stamattina la seguente nota: “Ancora morti sul lavoro. Nel 2017 oltre 1.000 lavoratori hanno perso la vita, in dieci anni sono stati oltre 13.000. A questi andrebbero aggiunti i morti per le conseguenze a medio e lungo termine dell’esposizione a materiali e ambienti tossici, cancerogeni spesso già noti prima che si intervenga”.

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