Sport e visione del futuro

Il piano statale di sviluppo “Azerbaigian 2020 – La visione del futuro” dedica un intero paragrafo, più precisamente il 7.5, allo “Sviluppo del potenziale dei giovani e dello sport”, da attuare adottando integralmente i programmi statali Strategia di sviluppo giovanile 2013-2023, Strategia nazionale per lo sviluppo della cultura fisica e dello sport 2012-2020 e Programma statale 2013-2016. Il paragrafo chiude con l’obiettivo primario: «entro il 2020, tutte le federazioni sportive, tutti i club sportivi (professionistici) e tutte le scuole per lo sport giovanile, saranno specializzate nell’addestramento di base. Il materiale e le infrastrutture tecniche delle istituzioni sportive continueranno ad essere aggiornate, la formazione del personale sarà ulteriormente migliorata e i sistemi di previdenza sociale saranno rinforzati» (1).
Nell’anno delle ultime Olimpiadi londinesi, nelle quali la squadra azera ha conquistato il record di 2 ori, 2 argenti e 6 bronzi (2), un decreto del presidente Ilham Aliyev stabiliva che il 2012 sarebbe stato l’Anno dello sport e punto di partenza del piano di sviluppo.
Il potenziamento delle infrastrutture sportive è all’ordine del giorno: in vista dei Giochi Europei sono in costruzione il Villaggio Olimpico, l’arena ginnica nazionale, il centro acquatico-natatorio e il poligono di Baku, oltre che lo Stadio Olimpico che potrà contenere 68.000 spettatori e si affiancherà allo Stadio Repubblicano Tofiq Bahramov (già Stadio Stalin, fra il 1951 e il 1956, e Stadio Lenin, fra il 1956 e il 1993), rinnovato ed ampliato nel 2011. Ma oltre al piano legato ai Giochi, che rimane il fiore all’occhiello delle infrastrutture nazionali, negli ultimi 10 anni sono stati costruiti 35 centri sportivi, per garantire alla popolazione giovanile (il 40,9 % della popolazione è al di sotto dei 24 anni) di poter svolgere attività sportive in strutture di livello olimpico. Secondo Azad Rahimov anche i Giochi di Baku serviranno a coinvolgere i giovani azeri nelle attività sportive: «È molto importante per un Paese giovane come il nostro, indipendente da soli 21 anni, occupare questa posizione nel mondo e far parte dell’Europa. Moltissime persone, in particolare i giovani, impareranno e cresceranno molto grazie ai Giochi. Per loro, per il loro futuro, sarà un’esperienza fantastica» (3).

Solidità economica per lo sport azero

A fianco dello stato si schierano anche i magnati che stanno investendo grosse cifre per portare lo sport di alto livello in Patria. A fianco agli sport legati alle tradizioni ancestrali azere e al passato sovietico, come la lotta libera (14 medaglie olimpiche), il pugilato (6 medaglie olimpiche), il judo (2 medaglie olimpiche), il tiro con la pistola (3 medaglie olimpiche), il sollevamento pesi (1 medaglia olimpica), l’atletica leggera, la scherma e gli sport acquatici, come vela e canotaggio (4), si stanno sviluppando i movimenti sportivi legati al calcio a 5 e alla pallavolo, in particolare femminile. I cosiddetti “nuovi ricchi” hanno oleato gli ingranaggi con milioni di Manat (la moneta locale) per accaparrarsi numerosi talenti dei due sport, in particolare per le squadre Araz Naxçivan e Rabita Baku. I primi, di proprietà di Ikram Kerimli, hanno centrato il terzo posto della UEFA Futsal Cup sia nel 2010 sia nel 2014 e sono possono contare sull’asse portante della nazionale azera, tra naturalizzati brasiliani e giocatori autoctoni, che ha raggiunto il quarto posto agli Europei del 2010. Nell’Araz ha giocato la leggenda del futsala italiano Adriano Foglia. Le pallavoliste del Rabita, invece, hanno vinto il FIVB Club World Championship nel 2010 (seconde nel 2012) e due medaglie d’argento nella CEV Champions League (2010/11 e 2012/13).
Praticamente impossibile, oltre che molto dispendioso (come dimostra l’impulsivo caso dei vicini daghestani dell’Anži Machačkala), è inserirsi nel “salotto buono” di sport come calcio e pallacanestro, ben più conservatori in quanto a meriti acquisiti nella storia e agli equilibri di potere sportivo-economico. Ci ha provato il magnate Mubariz Mansimov nel tentativo di fare del Khazar Lankaran una potenza calcistica mondiale (offrendo, tra l’altro, un contratto mostruoso al russo Andrej Aršavin), ma i risultati sono ancora lontani dai desideranda. Altri importanti uomini d’affari che hanno investito nel calcio sono Hafiz Mamedov (proprietario dell’FK Baku), Jahangir Hajiyev (Inter Baku) e Tale Heydarov (FK Gabala). La squadra più importante è il Neftchi Baku, già più volte protagonista del campionato sovietico (un terzo posto nel 1966 guidati dalla leggenda Anatoli Banishevski) (5) e vincitore di 8 edizioni del campionato nazionale. L’ultimo campionato è invece stato vinto dal Karabakh di Agdam, squadra che gioca in esilio, vista la perdurante crisi azero-armena nella regione del Nagorno-Karabakh: il primo titolo della squadra dei “cavalieri” è datato 1993, anno in cui Agdam cadeva sotto il controllo dell’esercito armeno (6). Oltre agli attuali campioni, solo l’FK Baku e l’Inter Baku, altre squadre della capitale, negli anni recenti sono riuscite a rompere il ciclo di vittorie dei “petrolieri” del Neftchi (7). Una cosa però è certa: la solidità economica del campionato azero non potrà non portare risultati nel lungo termine, obiettivo dichiarato delle alte sfere della Federcalcio locale, presieduta da Rovnag Abdullayev, anche amministratore delegato della SOCAR.
Lo sviluppo sportivo del paese caucasico viaggia su un doppio binario, con l’interconnessione tra pianificazione e controllo statale e via libera all’investimento e alla passione e all’iniziativa dei privati, miscelando il meglio dell’esperienza sovietica con il meglio proveniente dall’Occidente: una strategia comune ad altri paesi ex-sovietici, o comunque ex-socialisti(8), che sta sconvolgendo la geopolitica dello sport internazionale.

Marco Bagozzi

1. Developemente Concept “Azerbaijan 2020: The vision of the future”
2. Edizioni precedenti: Atlanta ’96: 0-1-0; Sidney ‘00: 2-0-1; Atene ’04: 1-0-4; Pechino ’08: 1-2-4. Si noti uno sviluppo costante delle medaglie conquistate con una piccola, ma significativa, eccezione positiva nel 2012: 1, 3, 5, 7, 10.
3. Baku 2015: il vento del cambiamento viene dagli “European Games”, http://www.cafebabel.it/societa/articolo/baku2015-il-vento-del-cambiamento-viene-dagli-european-games.html
4. Gli sport acquatici furono particolarmente sviluppati durante il periodo sovietico: Baku era l’unica capitale di una Repubblica Socialista Sovietica ad affacciarsi su un mare caldo e l’Azerbaigian era una delle sei Repubbliche ad affacciarsi su un “mare caldo” oltre a Kazakistan e Turkmenistan sul Mar Caspio e Georgia ed Ucraina sul Mar Nero e naturalmente Russia su entrambi.
5. Il Neftçi è fondato il 18 marzo 1937. Ha giocato 27 stagioni nella Prima Divisione sovietica, in tre distinti periodi 1949-50, 1960-72 e 1977-1988. Il giocatore con il maggior numero di reti della storia (138) è Samir Alakbarov, mentre il primatista di presenze (338) è Nikoai Smolnikov. Oltre agli 8 titoli nazionali, ha vinto 6 volte la Coppa dell’Azerbaigian, 2 volte la Supercoppa e in un’occasione la CIS Cup (2006).
6. Damiano Benzoni, Azerbaigian, Karabakh campione per la seconda volta nella sua storia, http://www.tuttocalcioestero.it/2014/05/09/azerbaigian-karabakh-campione-per-seconda-volta-sua-storia/65041
7. Albo d’oro: 1992 Neftchi; 1993 Karabakh Ağdam; 1993-94 Turan, 1994-95 Kapaz Ganja; 1995-96 Neftchi; 1996-97 Neftchi; 1997-98 Kapaz Ganja; 1998-99 Kapaz Ganja; 1999-00 FK Şamkir; 2000-01 FK Şamkir; 2001-02 FK Şamkir; 2002-03 non giocato; 2003-04 Neftchi; 2004-05 Neftchi; 2005-06 Baku FC; 2006-07 Khazar Lankaran; 2007-08 Inter Baku; 2008-09 Baku FC; 2009-10 Inter Baku; 2010-11 Neftchi; 2011-12 Neftchi; 2012-13 Neftchi; 2013-14 Karabakh Ağdam, fonte: RSSSF – Azerbaijian List of Champions, http://www.rsssf.com/tablesa/azerchamp.html
8. Vedi ad esempio: Marco Bagozzi, Lo sport kazako, un ponte tra Europa ed Asia, in Eurasia 3/2012 “Il perno geografico della storia” e Marco Bagozzi, Vincere con Gengis Khan. Lo sport in Mongolia fra tradizione, cultura e politica, Anteo Edizioni, 2014

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