Il tabellino

LAZIO (4-3-3): Strakosha; Basta, de Vrij, Hoedt, Radu (86′ Patric); Parolo, Biglia, Milinkovic; Felipe Anderson (86′ Lombardi), Immobile, Keita (64′ Lulic). All.: S. Inzaghi

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate, Zapata, Gomez, Vangioni; Poli (77′ Mati Fernandez), Locatelli (52′ Sosa), Pasalic; Suso, Deulofeu, Ocampos (62′ Lapadula). All.: Montella

MARCATORI: 46′ pt Biglia (L, rig.), 80′ Suso (M)

DIREZIONE DI GARA. Arbitro: Damato (sez. Barletta). Ass: Barbirati-Posado. IV: Manganelli. Add: Mazzoleni-DI Bello.

NOTE. Ammoniti: 24′ Vangioni (M), 62′ Radu (L), 81′ Mati Fernandez (M), 88′ Milinkovic (L).

La partita: Montella sorride, ma restano gli interrogativi in casa rossonera. Lazio beffata

Lazio-Milan di ieri sera, il match che ha chiuso la 24esima giornata del Campionato di Serie A, ci lascia in eredità alcuni, importanti, punti chiave di lettura.

Il risultato, innanzitutto. È un pareggio che fa strappare i capelli a Simone Inzaghi, che ha visto la sua squadra giocare bene e meglio per gran parte del match non facendo i conti con la giornata (l’ennesima, quest’anno) di grazia di Gigio Donnarumma, vera saracinesca umana dinanzi a Felipe Anderson e compagni.

Il punto, invece, fa sorridere Vincenzo Montella, perché esce imbattuto da una trasferta insidiosa, affrontata con molte assenze (quante volte l’Aeroplanino avrà sudato freddo contando le volte in cui Anderson superava sulla fascia Vangioni come fosse un whisky di seconda mano?) e si gode, ancora una volta, il carattere dei suoi, mai domo e da vero diavolo. E che ha portato quattro punti in cascina per nulla da buttare, visto il periodo di vacche magre in via Turati.

Lazio, con le “grandi” non va. I biancocelesti hanno confermato di saper giocare a calcio e di conoscere cosa significa tenere la palla tra i piedi. Hanno macinato gioco, occasioni, azioni (soprattutto nel secondo tempo, alcune anche ben costruite), ma sono stati troppo spreconi quando contava non esserlo.

Certo, abbiamo già detto della serata di gala del giovane numero uno rossonero, ma in più di qualche circostanza si poteva essere più cattivi e più lucidi. La “X” di ieri sera, però – che non scalfisce di una virgola l’egregio lavoro di Inzaghi junior – conferma un difetto cronico della squadra del patron Lotito: con le grandi non si vince. Doppia sconfitta contro la Juventus, ko nel derby contro la Roma, pareggio contro il Napoli, debacle contro l’Inter, soltanto un punto in due sfide contro il Milan.

Per crescere davvero, insomma, bisogna scardinare questa fastidiosa tendenza.

Milan, oltre il carattere c’è poco di più. Ma Montella deve guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Da salvare, tornando dall’Olimpico, c’è il risultato. La grinta e il carattere. Le parate di Donnarumma. La buona prestazione di Suso, e non solo per il goal.

Ma se non fosse stato per la bella giocata del centrocampista spagnolo, cosa avremmo ricordato di questo Milan?

L’assoluta nullità in fase offensiva (e qui l’ex allenatore di Sampdoria e Roma deve spiegare perché ha schierato un tridente d’attacco – Suso, Deloufeu, Ocampos, davvero improponibile) e la scarsa, scarsissima qualità in mezzo al campo.

Il centrocampo rossonero è stato ravvivato dall’ingresso di Sosa, non certamente un fenomeno o un fulmine di guerra, ma che fino a ieri sera era (continuerà a esserlo?) un oggetto misterioso.

La pochezza della metàcampo milanista esiste da anni, non è mai stata risolta, e in questa stagione, con una delle rose più povere di qualità, si manifesta ancora di più. E le assenze pesano davvero come macigni.

E un centrocampo che non esiste non serve né alla difesa né all’attacco.

E Silvio Berlusconi avrà sorriso? Al patron pare che Montella gli sia indigesto sempre più, ma sono i soldati che fanno la guerra.

E quelli, a Milanello, mancano da troppo tempo.

I Top e i Flop

LAZIO – Biglia 6,5: segna il calcio di rigore che porta la squadra di casa in vantaggio ed è il migliore dei suoi.

Felipe Anderson 6: è il protagonista dell’azione offensiva dei biancocelesti, delizia con la sua classe, ma risulta spesso inconcludente.

Immobile 5,5: si procura il rigore (forse un po’ troppo generoso), la sua partita è giocata bene, ma poi si fa ipnotizzare troppo da Donnarumma.

MILAN – Donnarumma 7: il Portierone di Castellammare tiene in galla i rossoneri chiudendo la saracinesca sull’1-0. Gran parte del pareggio è merito suo.

Suso 6,5: l’unica vera azione pericolosa della partita del Milan proviene da lui, che insieme a Donnarumma confezionano un punto insperato per Montella e i tifosi.

Deulofeu 5,5: servito poco e male fa un passo indietro rispetto a Bologna. Chi lo ha paragonato a Messina deve ricredersi un po’. Forse…

Locatelli 5: soffre troppo la vivacità della mediana biancoceleste e raramente riesce a impostare.

 

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.