Quella che volge al termine è stata, senza ombra di dubbio, la settimana della grande rissa per le Olimpiadi del 2024. Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha detto “no”, come fece quattro anni fa, precisamente il 14 febbraio 2012, l’allora premier tecnico Mario Monti con i Giochi del 2020. Allora il Pd la ritenne un’assunzione di responsabilità, oggi un’occasione persa per la Capitale.

“E’ da irresponsabili dire sì a questa candidatura”. Così Raggi ha seppellito le residue speranze di vedere assegnate a Roma le Olimpiadi 2024. La spiegazione è stata data durante una conferenza stampa, ma l’atto ufficiale che metterà la parola fine al progetto olimpico, arriverà in consiglio comunale con la mozione per il ritiro ufficiale della candidatura di Roma.

“Il no alle Olimpiadi è uno schiaffo al futuro di Roma: così i romani perdono opportunità di sviluppo, di crescita, di lavoro”, ha cinguettato il responsabile del Pd per Roma, Matteo Orfini, su Twitter. Di opportunità sprecata ha parlato anche Maria Spilabotte, senatrice Pd e vicepresidente della Commissione Lavoro, che ha parlato di una “tutta allegra mentre dice no ad una grande occasione per Roma e per l’Italia”.

Sembra passato un secolo da quando Pierluigi Bersani, salutava così su Twitter la decisione del premier Monti: “Una scelta da leggere come segno di responsabilità e non di sfiducia. #Roma2020”.

E’ stata anche la settimana della buca data al presidente del Coni Giovanni Malagò. La prima cittadina M5s non si è presenta all’incontro ed un Malagò visibilmente contrariato, è andato via dopo 35 minuti d’attesa.

Il Coni aveva chiesto che il colloquio in Campidoglio fosse trasmesso in streaming. La versione ufficiale fornita dal M5s è che il portavoce della Raggi, Teodoro Fulgione, avrebbe chiesto a Malagò di pazientare ancora, con il presidente del Coni che, constatato l’orario di convocazione della conferenza stampa della sindaca, si è sentito offeso e ha preferito abbandonare il Campidoglio insieme al presidente del comitato Paralimpico Luca Pancalli.

Il primo cittadino, ha spiegato successivamente che l’incontro con Malagò non si è tenuto perché lei ha avuto un contrattempo: “Poi appena sono entrata in Campidoglio ho chiesto di avvisare il presidente, ma lui ha preferito andarsene. Vi assicuro che non erano 40 minuti di attesa”.

Durante la conferenza stampa del gran rifiuto, su uno schermo passavano le immagini degli sprechi delle precedenti edizioni, a partire dalle Vele di Calatrava, la grande incompiuta progettata per i Mondiali di nuoto del 2009 ma rimasta incompiuta. Ed è proprio lì che il Comitato promotore avrebbe voluto far sorgere il Villaggio Olimpico.

“I soldi da investire sono quelli dei romani, su progetti lontani dagli interessi dei cittadini” ha detto il sindaco, che poi ha ricordato come “all’interno della gestione commissariale, un miliardo di euro di debiti derivano dalle Olimpiadi del 1960”.

“Noi non abbiamo nulla contro le Olimpiadi e contro lo sport, che è parte integrante del nostro programma, ha aggiunto Raggi, ma non vogliamo che lo sport sia utilizzato come pretesto per nuove colate di cemento sulla città. Ricordiamo come sono andati i mondiali di nuoto del 2009, con altri scheletri sulla città. No alle olimpiadi del mattone”. Per la grillina “le olimpiadi sono un sogno che si trasforma in un incubo“.

Il primo cittadino, poi, ha attaccato il Pd: “Si schierò a favore scelta di Monti per il no ai giochi, ma dopo 4 anni ha cambiato bandiera”.

Malagò ha bollato le tesi della Raggi come “populismo”, evidenziando che il “budget della candidatura è meno di un decimo del budget di Sochi 2014”. Il presidente del Coni ha poi punzecchiato il primo cittadino con un “motivo” molto caro ai grillini: “Non si vogliono fare le Olimpiadi, ma non c’è un motivo vero. Se il motivo erano le ruberie noi diciamo gestitele voi. Quale migliore garanzia per chi è un baluardo della legalità?”.

Dello stesso tenore le parole sul social facebook del presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Questo il duro post di Meloni: “Virginia Raggi dice di non volere le “olimpiadi del mattone” ma non ha il coraggio di organizzare una candidatura che non prevede la speculazione edilizia. Dichiara il buona sostanza di essere una incapace. Il m5s poteva avere l’occasione di dimostrare cosa significa gestire con “onestà” un grande evento come le Olimpiadi che avrebbero portato soldi e risalto internazionale a Roma e all’Italia.Ci aspettavamo che il movimento cinque stelle dicesse “ora vi facciamo vedere come si gestisce un grande evento senza consentire sprechi e ruberie e garantendo un indotto importante”.

“Ma evidentemente, rincara la dose il presidente di Fdi, i Grillini non sono capaci di fare la rivoluzione tanto annunciata. Per la loro politica è solo uno slogan e evitare figuracce hanno rinunciato. La Raggi è una pecora che si spaccia per leone. E a pagare è ancora una volta Roma, la città Eterna che dopo il no alle olimpiadi del pessimo Monti oggi incassa quello della codarda Raggi, scappata con la coda tra le gambe e che non avuto nemmeno il coraggio di incontrare i rappresentanti del comitato Roma 2024 e del nostro Comitato Olimpico Nazionale per dire “no”.

Critiche al sindaco Raggi sono arrivate anche dal Codacons che, in una conferenza stampa, ha illustrato i risultati del sondaggio secondo cui l’85% dei romani è favorevole a candidare Roma alle Olimpiadi del 2024, inviando una richiesta urgente a tutti i consiglieri comunali della capitale, al Coni e al Cio.

“Abbiamo chiesto un incontro urgente tra consiglieri comunali, Coni e Cio, prima del Consiglio comunale che dovrebbe ratificare il “no” alla candidatura di Roma, volto ad un approfondito confronto sulle Olimpiadi, attraverso una analisi dei progetti presentati dal Codacons e dal del Comitato promotore di Roma 2024”, ha spiegato il presidente Carlo Rienzi.

“Ciò, ha aggiunto Rienzi, non per far cambiare idea sui giochi olimpici all’amministrazione comunale, ma perché qualsiasi decisione sia presa nella piena consapevolezza e sulla base di scelte ragionate e basate sulla documentazione prodotta. L’esperienza delle passate Olimpiadi e dei più recenti Mondiali di calcio è e resta negativa, ma alla luce delle nuove regole fissate dal Cio e della tanto pubblicizzata capacità del M5S di garantire il rispetto delle norme, i Consiglieri devono conoscere bene i termini della questione Olimpiadi prima di adottare qualsiasi decisione definitiva”.

In caso contrario, il Codacons ha annunciato un ricorso al Tar del Lazio “contro qualsiasi delibera del Consiglio comunale che ritiri la candidatura di Roma senza aver prima valutato i progetti e ascoltato l’opinione dei romani, per carenza dell’obbligatoria partecipazione dei cittadini che potrebbe annullare le decisioni in materia”.

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