L’intervista con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, trasmessa domenica scorsa da un programma di Rete 4, Zona Bianca, ha destato grandi polemiche da parte dei sedicenti difensori della stampa libera e democratica. Secondo costoro, infatti, Lavrov, in quanto esponente del governo russo, non avrebbe neppure dovuto vedersi concesso il diritto di parola!

Anziché utilizzare quest’opportunità per meglio comprendere il punto di vista russo, i fedeli servi dell’atlantismo hanno concentrato le proprie attenzioni su alcuni punti specifici del discorso di Lavrov, alla ricerca della pietra dello scandalo, prontamente trovata nella seguente frase: “[Zelens’kyj] avanza un argomento: ‘Che tipo di nazificazione possiamo avere se io stesso sono ebreo? Se ricordo bene, ma potrei sbagliarmi, anche Hitler aveva origini ebraiche, quindi non significa assolutamente nulla. Da qualche tempo abbiamo sentito dal saggio popolo ebraico che i maggiori antisemiti sono proprio gli ebrei”.

Le dichiarazioni di Lavrov formulate in questo modo possono senza dubbio essere considerate infelici, tuttavia vanno notate due cose che sono state taciute dai mass media antirusse: in primo luogo, Lavrov specifica di non essere sicuro di ricordare bene circa le possibili origini ebraiche di Hitler; in secondo luogo, il senso generale del discorso, ovvero che le origini ebraiche del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj non possano essere considerate come una garanzia di antinazismo, resta pienamente valido.

Circa le possibili origini ebraiche di Adolf Hitler, i mass media italiani e occidentali si sono affrettati a bollare la cosa come “teoria del complotto”. Seppur mai provata completamente, tale teoria era però stata data praticamente per certa da tutta la stampa occidentale nel 2010, quando uno studio pubblicato dal giornalista Jean-Paul Mulders e dallo storico Marc Vermeeren, entrambi belgi, aveva affermato che il DNA degli eredi del Führer contenesse con certezza tracce di un’origine ebraica.

Il 25 agosto 2010, il Fatto Quotidiano titolava: “Adolf Hitler aveva origini ebraiche e africane. Adesso c’è la prova del Dna”. Nel breve trafiletto del giornale allora diretto da Antonio Padellaro, che abbiamo prontamente purificato dai numerosi errori ortografici e grammaticali, leggiamo: “L’analisi del Dna di Adolf Hitler, ottenuto da campioni di saliva di 39 parenti del dittatore nazista, dimostra che aveva origini ebraiche e nordafricane. In particolare è stato trovato un cromosoma, l’Aplogruppo Eib1b1, raro tra gli occidentali ma comune nei berberi in Marocco, Algeria e Tunisia, così come tra gli ebrei ashkenaziti e sefarditi. È quanto scrive il Daily Telegraph citando la ricerca di un giornalista e di uno storico belgi, Jean-Paul Mulders e Marc Vermeeren. L’ Aplogruppo Eib1b1 è legato al cromosoma Y del 10-20% degli ashkenaziti e tra l’8,6 e il 30% dei sefarditi. In passato era emerso che il padre di Hitler, Alois, fosse il figlio illegittimo di una cameriera di nome Maria Schickelgruber e di un 19enne ebreo, noto come Frankenberger”.

Il 26 agosto, un articolo a firma di Dino Messina appariva sulle pagine virtuali del Corriere della Sera con il titolo “Le origini ebraiche di Adolf Hitler”. “Fatta la tara a questo tipo di ricerche, è senz’altro paradossale che sangue ebraico venga trovato nel più razzista e antisemita degli individui, a dimostrazione che la razza pura, ariana o altra, non esiste”, scriveva allora Messina, firma storica del Corriere e autore di numerosi libri storici.

Messina fa a sua volta riferimento ad un articolo pubblicato su Il Giornale da Domizia Carafoli: “Studio shock su Hitler: aveva origini ebraiche e la prova è nel suo Dna”. Carafoli, a sua volta autrice di libri storici riguardanti in particolare il ventennio fascista, spiega che il cognome da nubile della nonna paterna di Hitler, Schickelgruber, era “comune fra gli ebrei ai quali l’imperatrice Maria Teresa concesse la cittadinanza austriaca dopo la loro conversione al cattolicesimo. Dunque la nonna paterna di Hitler molto probabilmente era un’ebrea convertita. Hitler aveva almeno un buon quarto di sangue ebreo nelle vene”.

Ma la teoria sulle possibili origini ebraiche di Hitler non è certamente emersa nel 2010, bensì ha radici molto più antiche. A rivelare questa possibilità fu per primo Hans Frank, avvocato personale el leader nazista e governatore della Polonia occupata tra il 1939 ed il 1945, il quale affermò, prima della sua condanna a morte da parte del tribunale di Norimberga nel 1946, che il leader nazista era segretamente in parte ebreo. Tali affermazioni sono riportate anche nelle sue memorie, pubblicate postume nel 1953, sebbene in molti le considerino una fonte poco affidabile.

Secondo la ricostruzione di Frank, Hitler aveva seri dubbi circa le sue possibili origini ebraiche, al punto che chiese al proprio avvocato di ricostruire il suo albero genealogico. Infatti, un nipote di Hitler, sempre secondo quanto riportato da Frank, aveva ricattato il Führer minacciando di rendere pubbliche le prove delle sue origini ebraiche.

Ancora oggi, la vicenda non trova affatto il parere unanime degli storici. Secondo alcuni, il padre di Hitler sarebbe come detto il figlio illegittimo dell’ebreo Frankenberger, il che corrisponde a quanto raccontato dall’avvocato Hans Frank; altri, invece, bollano la storia come una leggenda, ma affermano che le origini ebraiche di Hitler sarebbero rivelate dal cognome della nonna materna, Schickelgruber, come spiegato da Domizia Carafoli.

Più di recente, alcuni studiosi, come lo psicologo Leonard Sax, autore del documento “Rivisitare la questione del nonno paterno di Adolf Hitler”, affermano con certezza che Hitler avesse origini ebraiche, e che ciò, lungi dal rappresentare una contraddizione con l’olocausto, ne fornisce una chiara spiegazione psicologica: “Sostengo che un fattore che ha guidato il suo antisemitismo è stato il suo intenso bisogno di dimostrare che non fosse ebreo”, afferma l’accademico statunitense.

Al contrario, lo stesso Sax fa notare che le prove apportate da coloro che smentiscono categoricamente le teorie sulle origini ebraiche di Hitler derivano da scritti come quello di Nikolaus von Preradovich, uno storico austriaco che aveva chiare simpatie naziste. Nei suoi scritti, Preradovich afferma che “non c’erano ebrei a Graz [la città austriaca dove probabilmente viveva la nonna paterna di Hitler, ndrprima del 1856”. Tuttavia, Sax dimostra la falsità di questa affermazione attraverso gli scritti di uno dei leader della comunità ebraica austriaca della seconda metà dell’800, Emanuel Mendel Baumgarten, autore di un libro sulla storia della comunità ebraica in Stiria, la regione dove si trova Graz, nel quale si legge il contrario. Gli studi di Sax sono stati riportati anche da quotidiani israeliani come il Jerusalem Post.

Gli ebrei sono spesso offesi dall’idea che Hitler avesse un nonno ebreo, perché odiano Hitler. Ma ora, poiché è trascorsa quasi una vita dalla fine del Terzo Reich, forse siamo finalmente liberi di chiederci – non cosa è offensivo, o cosa non lo è – ma cosa è vero? E cosa significa per la nostra comprensione di Adolf Hitler e dell’Olocausto?”, ha dichiarato Sax in un’intervista rilasciata al Daily Mail nel 2019.

In generale, la storiografia occidentale prende per buona le genealogia pubblicata nel 1937 dallo scienziato nazista Rudolf Koppensteiner con il titolo “Il pedigree del Führer”, sebbene si trattasse palesemente di un’opera di propaganda. Indubbiamente, Koppensteiner non avrebbe mai potuto pubblicare un testo nel quale venisse anche solo sollevato il dubbio sulle origini ebraiche di Hitler, infatti vi si legge che la famiglia del leader era composta unicamente da tedeschi austriaci, e che Hitler aveva un pedigree puramente “ariano”.

Quello che possiamo dire è che tra gli storici non c’è affatto unanimità di vedute circa le origini della famiglia paterna di Hitler, e che di conseguenza le dichiarazioni di Lavrov non possono essere considerate come “fake news” o una “teoria del complotto”, termini che la propaganda occidentale utilizza con l’unico scopo di mettere a tacere il dissenso. A questo, possiamo aggiungere invece che Lavrov ha perfettamente ragione quando afferma che l’essere ebrei non è garanzia di antinazismo, come si può facilmente scoprire leggendo gli studi di Bryan Mark Rigg, che dimostrano come nell’esercito nazista vi fossero numerosi soldati che avevano almeno un nonno ebreo, fatto che, secondo le leggi di Norimberga del 1935, avrebbe dovuto portarli dritti ai campi di concentramento.

BIBLIOGRAFIA

Rigg, B. M. (2002). Hitler’s Jewish Soldiers: The Untold Story of Nazi Racial Laws and Men of Jewish Descent in the German Military. University Press of Kansas.

Sax, L. (2019, 2 Maggio). Aus den Gemeinden von Burgenland: Revisiting the question of Adolf Hitler’s paternal grandfather. Journal of European Studies.

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