Settore del gioco

Secondo quanto indicato nel dossier del Servizio Studi di Camera e Senato, grazie al maxiemendamento 1.9000 alla manovra di Bilancio per l’anno finanziario 2019, il settore del gioco d’azzardo legale dovrebbe portare nelle casse dello Stato un totale di 450 milioni di euro all’anno, per gli anni 2019, 2020 e 2021.

Le misure approvate ed inserite nella legge di bilancio mirano a produrre un incremento del prelievo fiscale sul settore dei giochi, andando a colpire sia le attività di gioco tradizionale che quelle che invece operano online.

Per quanto riguarda gli apparecchi slot e videolottery, è in arrivo un altro aumento del Preu, dopo quello che era già stato inserito nel Decreto Dignità. Dal 1° gennaio del prossimo anno, la tassazione sarà del 1,35% sulle awp e del 1,25% sulle VL. Per compensare questo intervento, è stato ridotto il payout minimo degli apparecchi che si riduce al 68% per le slot e all’84% per le videolottery, una decisione che alla fine andrà a ripercuotersi direttamente sui cittadini, con una diminuzione delle loro possibilità di ottenere una vincita giocando. Anche il gioco a distanza è chiamato a dare il suo contributo, ed infatti la tassazione unica che riguarda i casinò, il poker e sale bingo online passerà dal 20 al 25%.

Questo incremento, unito al divieto di pubblicità imposto dal Decreto Dignità, complica seriamente la vita ai nuovi operatori di gioco che dovrebbero entrare nel mercato italiano nel 2019. Dopo la pubblicazione del bando per il rilascio di 80 nuove licenze, come si legge in diversi articoli presenti su https://www.nuovicasino.it/, ci si attende il lancio di almeno 30 nuove sale da gioco a distanza, che però a questo punto potrebbe non avvenire. Le scommesse sportive non hanno ricevuto un trattamento più favorevole, le agenzie sul territorio si troveranno a pagare un’aliquota del 20%, i bookmaker online pagheranno il 24%, mentre le puntate sugli sport virtuali saranno soggette al 22%.

L’atteggiamento del governo è stato invece più morbido per quanto riguarda le concessioni, le cui proroghe sono state confermate per gli operatori di scommesse sportive, Superenalotto e Bingo. Viene posticipata anche la dismissione delle slot, che dovranno ora essere sostituite dai nuovi apparecchi awp da remoto entro il 31 dicembre 2020.

Non ha invece superato l’esame del Senato, la norma che proponeva di stabilire a livello nazionale dei criteri per regolamentare in modo omogeneo gli orari di gioco e la localizzazione delle sale sul territorio. Questo elemento avrebbe permesso di creare uniformità tra i numerosi provvedimenti amministrativi approvati nell’ultimo anno e mezzo in Italia. In assenza infatti di una chiara legislazione nazionale, sindaci e consigli comunali preoccupati per la diffusione del gioco patologico, hanno approvato ordinanze che regolamentano gli orari di funzionamento degli apparecchi di gioco e anche la distanza di questi dai cosiddetti luoghi sensibili. La mancanza di uniformità tra queste ordinanze ha fatto che sì che territori confinanti o vicini, approvassero norme differenti, creando fenomeni di “migrazione” dei giocatori dai comuni più restrittivi verso quelli con regole più favorevoli ai giocatori.

La legge di bilancio approvata in Senato ha chiaramente suscitato reazioni contrastanti. Da un lato c’è chi esprime soddisfazione rispetto al fatto che il settore del gioco venga chiamato a contribuire in modo consistente al bilancio statale, dall’altro molti operatori lamentano che le nuove tassazioni potranno decretare la chiusura di numerose attività imprenditoriali legali ed autorizzate.

Non mancano anche le voci che intravedono una certa incoerenza del governo rispetto all’azzardo: da un lato infatti lo si combatte e dall’altro lo si utilizza per fare cassa.

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