Non sarà certamente sfuggita ai più la notizia riportata da varie testate giornalistiche internazionali: Kim Jong Un, il leader nordcoreano, non avendo apprezzato i lavori per il nuovo aeroporto di Pyongyang, ha fatto uccidere l’architetto insieme a dei suoi collaboratori. Quasi tutti i giornali occidentali hanno sbandierato acriticamente questa “rivelazione”, senza verificarne l’autenticità. Ma è davvero successo così, o si tratta di una bufala?

Innanzitutto, quando si parla di Corea del Nord, ci si trova sovente di fronte ad innumerevoli fandonie, spesso diffuse da agenzie sudcoreane o da giornali satirici, ma ritenuti vere e credibili, e perciò diffuse senza filtri dai quotidiani occidentali. Gli esempi di “cantonate” sono innumerevoli, ed in questa sede ci limiteremo a citarne alcuni tra quelli più noti al pubblico occidentale.

Il 4 ottobre 2014, l’autorevole organizzazione Nessuno tocchi Caino pubblica sul proprio sito un drammatico appello per “liberare” i calciatori della nazionale nordcoreana, che rischierebbero la morte per aver perso una partita contro la Corea del Sud. La notizia, che circolò anche sul Corriere, sulla Repubblica e su tutti i maggiori quotidiani, si rivelò nient’altro che un’invenzione del giornale satirico statunitense “National Report”, una specie di “Lercio” americano, che aveva creato questa storiella per motivi puramente goliardici. Caso analogo quello della truculenta morte di Jang Song-thaek, zio di Kim Jong Un: secondo le “rivelazioni” è stato condannato a morire “sbranato da 120 cani”. Questo fatto ebbe una vasta risonanza sul pubblico occidentale, e fu strumentalizzato per dimostrare l’essenza “malata” del governo coreano. Purtroppo, furono pochissimi i giornali a riferire che questa “rivelazione” proveniva da un giornale semi-satirico di Hong Kong, il Wen Wei Po, che non riporta alcuna fonte ma, al contrario, aggiunge particolari volutamente raccapriccianti alla notizia, e che la notizia era stata ritenuta una bufala artefatta da tutte le più importanti testate internazionali(1).

L’ultima eclatante bufala sulla Corea, che nonostante tutto ancora circola, è quella sulla presunta fucilazione della ex fidanzata di Kim, Ri Sol Ju, rea aver “girato un video porno”. Ri si disse fosse stata fucilata nell’agosto 2013, notizia diffusa dall’“affidabilissima” intelligence sudcoreana, e ovviamente presa per vera e diffusa anche in Italia. Tuttavia, nel maggio 2014, la stessa Ri ricomparve, viva e vegeta, in un concerto dopo presenziava lo stesso Kim, segno che la storia della fucilazioni era tutta un artificio, e che le due personalità erano in ottimi rapporti, tanto da farsi riprendere al medesimo evento mediatico(2). Anche qui, non si diede alcun risalto alla smentita, ma si preferì corroborare le vecchie bufale ancora incise nella coscienza collettiva.

Nel caso dell’architetto, tale Ma Won Chun, la notizia è stata diffusa unicamente dall’agenzia sudcoreana Diplomat, e va quindi presa assai criticamente, considerando lo stato di relazione tra i due paesi e le necessità della propaganda sudcoreana. Mentre i media mainstream riferiscono che la “delusione” di Kim per il progetto è stata addirittura riportata dalla KCNA (Korean Central News Agency), a ben guardare non risulta nulla di tutto ciò. Anzi, la KCNA ha esplicitamente riportato che il Premier nordcoreano Pak Pong Ju, in data 1° luglio 2015, ha definito il nuovo terminal «il cristallo della nobile lealtà, dell’ardente volontà patriottica e degli incessanti sforzi del Maresciallo Kim Jong Un, che ha voluto far diventare il trasporto aereo del paese di livello internazionale, fedelmente al volere del leader Kim Jong Il», e poi «edificio simbolo dell’era del Songun(3) ed un orgoglioso risultato ottenuto dall’esercito e dal devoto spirito di combattimento del popolo»(4).

Ci sembrerebbe ben strano che, in un paese dove un architetto che progetta un nuovo terminal “sgradito” al leader e viene ucciso, il Primo Ministro si permetta di pronunciare elaborati elogi dello stesso in modo così altisonante ed a microfoni accesi! Un altro dettaglio della vicenda: secondo quanto riferito dai sudcoreani, Ma Won Chun sarebbe stato fucilato ancora il 1° novembre del 2014, ma con l’accusa di «corruzione», e non di aver costruito un aeroporto sgradito al leader. Se fosse anche vero ciò, il fulcro della notizia, ovvero l‘“arbitrio criminale” del leader coreano, non sarebbe stata la causa della fine dell’architetto.

Se ammettiamo che di conferme al 100% non ve ne siano ancora, siamo abbastanza sicuri di potere affermare che i modi attraverso i quali questa notizia ci è giunta solo quelli tipici di una bufala fatta e finita, mancante sia di qualsiasi riscontro oggettivo sia di elementi realmente probanti che non siano la malafede dei lettori.

Leonardo Olivetti

1. Persino alcuni autorevoli quotidiani occidentali, prima ancora che fosse resa nota la fonte della notizia, già misero in dubbio la “versione dei cani”, facendo notare particolari tanto ridicoli da rendere il tutto una montatura: Washington Post – No, Kim Jong Un probably didn’t feed his uncle to 120 hungry dogs
2. La notizia comparve anche in Italia, qui ad esempio: Nordcorea, riappare in tv ex fidanzata Kim Jong-Un “giustiziata”
3. Il Songun è la dottrina militare nordcoreana dell’“esercito per primo”, in vigore dai primi anni ‛00.
4. Terminal of Pyongyang International Airport Opens

2 COMMENTI

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