Nel 1968 la Volvo estese verso l’alto la gamma della fortunata e riuscita Serie 100 presentando la 164. Pensata per contrastare le grosse berline europee a sei cilindri rappresentate soprattutto da Jaguar, Mercedes e BMW, la 164 ricopriva il ruolo di ammiraglia della Casa svedese, e aveva anch’essa un motore a sei cilindri in linea, un 3.0 cc da 140 CV alimentato da due carburatori inglesi SU.

La Volvo 164 si distingueva dalla più piccola 144, oltre che per la meccanica, per il frontale più grande e prominente (esigenza dovuta al maggior ingombro in senso longitudinale del propulsore), per il passo allungato di 10 cm e per gli interni più lussuosi. Come la 144, anche la 164 venne interessata da un restyling nel 1972, con cui cambiarono la parte posteriore, le targhette identificative e gli interni. Inoltre, il frontale venne leggermente rivisto, arrivarono nuovi paraurti e il motore venne aggiornato con l’iniezione meccanica, determinando un incremento di potenza di 30 CV passando così a 170 CV.

La 164, pur valida, deluse le aspettative dei vertici Volvo: l’auto, infatti, fu un flop e passò totalmente inosservata. I motivi dell’insuccesso sono da ritrovare soprattutto nel motore, affidabile ed elastico ma giudicato insufficiente in quanto a potenza e prestazioni; e nella linea, decisamente appesantita dalla grossa mascherina, dallo stile decisamente un po’ troppo “british”. Sempre parlando di linea, era poi ben evidente la stretta parentela con la più “povera” 144, cosa che fece storcere e non poco il naso ai più esigenti.

La 164 era disponibile solo in versione berlina quattro porte; era stata prevista anche la familiare 165 ma rimase allo stadio di prototipo e non venne mai messa in produzione: come da “tradizione” Volvo, infatti, il nome a tre cifre del modello seguiva una regola precisa (anche se non sono mancate alcune eccezioni), dove il primo numero identificava la serie (Serie 100), il secondo il numero dei cilindri (6) e il terzo il numero di porte (4). Nel 1974 la Volvo 164 uscì di produzione per lasciare spazio alla nuova 264.

Nell’immaginario italiano, quando si parla di 164 tutti pensiamo all’omonima berlina Alfa Romeo nata nel 1987, dopo che la Casa milanese era passata sotto il controllo della FIAT, e strettamente imparentata con la Fiat Croma e la Lancia Thema (e pure con la Saab 9000, altra svedese…), ma come vediamo vent’anni prima c’era stato anche questo modello a fregiarsi dello stesso nome. Per il resto nulla in comune, ma solo il nome: in fondo le omonimie sono sempre state un fatto molto comune, anche nel mondo dell’auto!

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