Il 3-5-2 (1980 – oggi):

Fino ad ora abbiamo esaminato moduli a zona che avevano come base una linea difensiva a quattro. Dall’inizio degli Anni Ottanta però la zona incominciò a farsi più complessa e fecero capolino i primi moduli con una difesa a tre/cinque giocatori a seconda delle fasi del gioco.

Il primo modulo con queste caratteristiche che analizzeremo è il 3-5-2 è un modulo di chiara origine metodista poiché il suo scopo principale è quello di coprire al meglio gli spazi sul campo e creare la superiorità numerica in tutte le zone del campo, esattamente come nel Catenaccio, soprattutto nella sua versione a zona mista.

Gli altri elementi che accomunano questo sistema di gioco ai moduli di derivazione metodista sono il centrocampo a tre,  la presenza di un difensore centrale con mansioni simili a quello del vecchio libero e di un centrocampista centrale con compiti simili a quelli del centromediano.

Il 3-5-2 tedesco e il “catenaccio totale”

La prima versione del 3-5-2 fu sperimentata in Germania nei primi anni Ottanta, questo perché le squadre tedesche possedevano giocatori eclettici e dalle grandi doti fisiche che sapevano interpretare lo schema catenacciaro in maniera più “totale” e flessibile.

Così sulle due fasce, davanti al classico libero e ai due marcatori, invece che la classica coppia terzino fluidificante/ala tornante furono posti due cursori a tuttafascia, i giocatori chiave del 3-5-2 in quanto dovevano saper interpretare correttamente sia la fase difensiva che quella offensiva.

Il centrocampo del 3-5-2 tedesco era asimmetrico come quello del Catenaccio italiano: una cerniera di due mediani copriva le avanzate del libero, che nella sua versione tedesca spesso slittava a centrocampo a fungere da regista aggiunto, mentre le due punte erano sorrette alle spalle da un’ala d’appoggio o da un trequartista che, in fase di difesa, aveva a sua volta il compito di scalare a centrocampo.

Il 3-5-2 asimmetrico in fase offensiva, grazie alle proiezioni offensiva del libero e dell’ala d’appoggio, diventava spesso una sorta di 4-3-3 o un 3-4-1-2.

Il 3-5-2

Varie declinazioni del 3-5-2 da Bilardo a Scala

Attorno alla metà degli anni Ottanta nacquero le prime versioni di 3-5-2 con il centrocampo simmetrico in linea. I padri putativi di questo nuovo assetto tattico furono il belga Guy Thys e l’argentino Carlos Bilardo che diedero due interpretazioni radicalmente opposte di 3-5-2 (o 5-3-2 come era più spesso definito all’epoca).

Nel 1986 Bilardo vinse i mondiali messicani con l’Argentina schierando la sua squadra con un inedito 3-5-2 con due marcatori rudi, un libero staccato, un centrocampo folto di cinque elementi in linea con un classico “volante” come Batista, due interni di sostanza e due esterni diligenti che coprivano l’estro di Diego Armando Maradona, l’anello di congiunzione tra la robusta difesa e l’unica punta Valdano. Il 3-5-2 di Bilardo può quindi essere visto come una versione aggiornata e con meno fronzoli del Catenaccio italiano.

Nel 3-5-2 belga invece i due marcatori erano scaglionati in linea con il libero e giocavano a zona pura senza compiti specifici di marcatura applicando con sistematicità la trappola del fuorigiocoin fase di possesso uno dei due difensori usciva spesso dalla linea difensiva trasformando il 3-5-2 in un 4-4-2 a rombo o in un 4-3-3, il giocatore chiave che trasformava il modulo era il centrale difensivo di destra Georges Grün.

Lo stesso Grün poi attivo nel Parma di Nevio Scala, una delle prime squadre italiane ad utilizzare il 3-5-2 a zona con discreto successo, soprattutto in Europa (leggi alla voce vittorie in Coppa delle Coppe nel 1993 e in Coppa UEFA nel 1995). Oltre a Grün, i cardini tattici di quella squadra erano i cursori a tuttafascia Di Chiara e Benarrivo ed il metronomo tascabile Daniele Zoratto che ricoprivano i ruoli chiave del 3-5-2 (esterni di fascia e centrocampista centrale).

L’Argentina di Bilardo e il Parma di Scala

 

Ascesa e declino del 3-5-2

Per tutti gli anni Novanta il 3-5-2 fu usato in contrapposizione all’imperante 4-4-2 di stampo sacchiano soprattutto dalle squadre dotate di minore cifra tecnica, ciò era dovuto al fatto che la difesa schierata con tre centrali risultava particolarmente efficace contro squadre che giocavano con le classiche due punte fisse.

In fase difensiva i due centrali esterni della difesa a tre così si appiccicavano sui due attaccanti mentre il centrale della difesa a tre giocava praticamente da libero senza compiti di marcatura. In mezzo al campo inoltre il centrocampo a tre garantiva una costante ed efficace superiorità numerica contro la mediana a due tipica del 4-4-2 in linea.

Il passaggio pressoché definitivo dal rigido 4-4-2 ai moduli flessibili ad una sola punta alla metà degli anni Duemila mise in forte crisi a livello europeo il 3-5-2, questo perché i tre difensori centrali si trovavano a mal partito contro squadre che schieravano una sola punta di ruolo, inoltre il centrocampo folto del 4-5-1 annullava la superiorità numerica conferita dal 3-5-2 contro il 4-4-2.

È soprattutto il 4-2-3-1, il sistema di gioco che mette più in difficoltà il 3-5-2 perché i suoi esterni di centrocampo più alti ed aggressivi rispetto a quelli del 4-4-2, i due cursori di fascia del centrocampo a cinque tendono a rimanere bassi rendendo così la squadra troppo schiacciata e a trazione posteriore.

E’ anche per questo motivo che il 3-5-2 a livello europeo, con la sola eccezione dell’Italia dove i moduli di derivazione catenacciara hanno ancora un certo seguito, è caduto notevolmente in disuso in favore dell’universalizzazione della difesa a quattro.

Il risveglio del 3-5-2 e il caso Conte

L’attuale tecnico che ha tratto le maggiori fortune professionali dal 3-5-2 è senza dubbio Antonio Conte, che ha saputo ottenere ottimi risultati con questo modulo prima con la Juventus, poi con la Nazionale italiana ed adesso con il Chelsea in Inghilterra. Il caso di Conte è paradossale perché il tecnico leccese aveva iniziato la sua carriera utilizzando un 4-4-2 molto spregiudicato (da lui ribattezzato 4-2-4) mentre dall’esperienza juventina in poi, inizialmente per sfruttare al meglio le caratteristiche del terzetto difensivo Barzagli-Bonucci-Chiellini (due marcatori puri ed un regista difensivo) e proteggere la regia di Pirlo, ha adottato quasi sempre la difesa a tre.

La Juventus di Conte edizione 2012/13

Il 3-5-2 contiano è caratterizzato da una grande organizzazione corale e da schemi semplici ma ripetuti alla perfezione che riescono ad esaltare squadre che fanno dell’aggressività e della fisicità la loro arma principale.

Riferimenti bibliografici: Tattica: Principi Idee, Evoluzione (Francesco Scabar 2015)

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