CONDIVIDI
L'evoluzione tattica del calcio: il 4-2-4

Il 4-2-4 (1945 – oggi)

Come abbiamo visto nelle scorse puntate l’avvento del Sistema nel continente europeo in Italia provocò una reazione in chiave conservativa, che causò l’adozione del Catenaccio mentre in Sudamerica (Uruguay escluso) l’adozione del Diagonal sfociò in un calcio ancora più fantasioso ed offensivo.

Restava aperta però la questione dei continui uno contro uno che si venivano a formare in difesa e che fu risolta definitivamente con il ripristino di una linea difensiva a quattro a zona sul modello del vecchio Metodo. Nacque così il primo modulo zonale definito con una sequenza numerica e non più con un termine, il 4-2-4.

L’MM magiaro e la Grande Ungheria (Aranycsapat)

L’Ungheria fu una delle prime nazioni mitteleuropee a sperimentare il WM, anche se i magiari non amavano l’essenzialità e l’assenza di trame geometriche e fantasiose causate dai continui duelli uomo contro uomo ai quali portava la formula tattica ideata da Chapman.

Fu così che il tecnico dell’MTK Budapest, Márton Bukovi decise di mantenere in difesa la classica M formata dai tre difensori e dai due mediani, mentre in attacco, per scompigliare le rigide marcature sistemista, decise di rovesciare la W formando così un’altra M. Con questo nuovo schieramento le due ali partivano leggermente arretrate nello schieramento offensivo, il centravanti da puro finalizzatore arretrò il proprio raggio d’azione divenendo un centrocampista offensivo a tutti gli effetti mentre le due due mezzali nominali divennero i terminali più avanzati della M di attacco.

L’MM fu sublimato dalla Nazionale Ungherese dei primi anni Cinquanta guidata da Gusztáv Sebes, la famosa Aranycsapat (squadra d’oro), che trovò in Nandor Hidegkuti un grandissimo centravanti arretrato, che con il suo movimento a pendolo apriva spazi per gli inserimenti delle due mezzali (solo nominali) Kocsis e Puskás e di tutti i suoi compagni di squadra. Sulle fasce i due terzini iniziavano a sganciarsi in avanti come delle ali mentre quest’ultime in fase di non possesso iniziavano la fase difensiva arretrando la loro posizione. Nacque così la seconda versione del cosiddetto “calcio totale”.

La Grande Ungheria

Dall’MM al 4-2-4

Dall’MM al 4-2-4 il passo fu molto breve e semplice. Per compensare i continui duelli uomo contro uomo della M difensiva, in fase di non possesso palla, un mediano (in Ungheria quello sinistro) scalava in difesa, formando così una linea a quattro, mentre il centravanti arretrato si abbassava ulteriormente a centrocampo ad affiancare l’altro mediano di centrocampo. In attacco così rimanevano quattro elementi: le due ali sugli esterni e le due finte mezzali in mezzo che fungevano rispettivamente da prima e da seconda punta.

Il 4-2-4

Il 4-2-4 brasiliano e la Seleção del 1958

La versione brasiliana del 4-2-4, messa in mostra per la prima volta a livello internazionale dalla nazionale verdeoro di Vicente Feola vincente ai mondiali di Svezia del 1958. Nacque all’inizio degli anni Cinquanta, però se gli ungheresi emendarono il Sistema, i brasiliani modificarono il Sistema Diagonale.

Così nel 4-2-4 brasiliano fu il mediano destro (che giocava leggermente arretrato rispetto al centromediano) a scalare definitivamente sulla linea di difesa. In attacco invece il centravanti partiva in linea con l’interno sinistro, che continuando ad agire come una seconda punta, si muoveva in diagonale, sfruttando i movimenti volti ad aprire gli spazi del numero nove.

Il sistema delle diagonali, che continuò a rappresentare il nocciolo della fase difensiva del 4-2-4 sudamericano, fu perfezionato dal movimento a rientrare dell’ala sinistra che, a differenza di quella destra, si trasformò in un vero e proprio centrocampista aggiunto in fase di copertura che doveva formare la seconda diagonale difensiva con il centromediano ed il terzino destro. Nel Brasile del 1958, campione del mondo in Svezia, fu di particolare importanza il ruolo giocato dall’ala tattica Zagallo. In fase di non possesso il brasiliano si trasformava in un vero e proprio mediano aggiunto, per proteggere la difesa e permettere sia le proiezioni sulla fascia dei due grandi terzini Djalma e Nilton Santos, che il movimento sul fronte offensivo della giovane stella Pelé.

Il Brasile del 1958

Declino del 4-2-4

Alla fine degli anni Sessanta in Europa il 4-2-4 entrò in crisi: il gioco sempre più fisico e i ritmi sempre più frenetici del calcio europeo obbligarono molte squadre a infoltire il reparto mediano e a utilizzare ali e centrocampisti con compiti sempre più difensivi. Nacquero così, come vedremo nei prossimi capitoli, i primi emendamenti in senso difensivo del 4-2-4, cioè il 4-4-2 britannico e il 4-3-3 olandese. Oggi il 4-2-4 puro è un modulo che di fatto continua ad essere praticato solo nel continente Sudamericano.

Riferimenti bibliografici: Tattica: Principi Idee, Evoluzione (Francesco Scabar 2015)

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: redazione@opinione-pubblica.com

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here