L’ex presidente egiziano Mohamed Morsi è morto oggi durante un’udienza in tribunale. A dare la notizia è stata la televisione di stato egiziana. Morsi aveva 67 anni, ed era stato un esponente dell’organizzazione islamista dei Fratelli Musulmani. Salito al potere il 30 giugno 2012, fu rovesciato dai militari del generale e Ministro della Difesa Abdel Fattah Al Sisi il 3 luglio del 2013.

Entrò nel Parlamento egiziano nel 2000. Nel 2011, quando al potere c’era Mubarak e i Fratelli Musulmani erano in una condizione di clandestinità, fu arrestato. Evase e dopo la caduta di Mubarak si candidò a presidente nel 2012 con il partito Giustizia e Libertà, il braccio politico dell’organizzazione islamista. Al ballottaggio ebbe la meglio, diventando il primo presidente egiziano eletto democraticamente.

La sua presidenza fu caratterizzata da grandi proteste, arrivate ad un punto di non ritorno nel giugno del 2013, quando l’esercito decise di schierarsi dalla parte dei manifestanti deponendo Morsi con un colpo di stato. Le contromanifestazioni successive dei sostenitori dei Fratelli Musulmani furono represse con violenza, e fu nominato un presidente ad interim. Al Sisi avrebbe poi vinto l’anno successivo le elezioni presidenziali. Da allora per Morsi si erano riaperte le porte del carcere  e in questi giorni stava testimoniando per difendersi dalle accuse di spionaggio a suo carico per un presunto legame con i palestinesi di Hamas.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che lo chiamava “il nostro fratello Morsi”, l’ha definito “un martire”.

La sua morte rischia di far salire la tensione nel Paese, in un momento già delicato per il via alla Coppa d’Africa previsto per venerdì. Sono elevati i timori di tra i sostenitori di Morsi e i militari

 

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