In passato non era andata sempre così: si pensi, per esempio, a Slobodan Milosevic, che addirittura per risparmiarsi l’imbarazzo di un proscioglimento o di un’assoluzione si preferì far morire in cella in circostanza misteriose. Ma, ormai, la legittimità e la credibilità internazionale della Corte Penale Internazionale de L’Aja sono talmente compromesse che l’unica cosa che possono fare i suoi giudici è riconoscere la loro impotenza di fronte all’inopportunità degli arbitri giuridici che fino ad oggi hanno voluto portare avanti, in nome di precisi interessi politici.

Si prenda il caso della Costa d’Avorio, dove nel 2011 il legittimo presidente Laurent Gbagbo venne detronizzato dall’intervento militare dei francesi. A quel tempo all’Eliseo c’era Nicolas Sarkozy e quell’invasione dell’esercito francese in Costa d’Avorio, con conseguente “regime change”, fu soltanto un’anticipazione di quello che di lì a breve sarebbe successo, sempre per mano del Presidente francese e degli alleati NATO (e non solo), nei confronti della Libia. Anche in Libia i francesi, gli inglesi e gli americani intervenirono, secondo un criterio che era stato collaudato con successo proprio poche settimane prima in Costa d’Avorio.

Come sappiamo, l’arrivo dei francesi in Costa d’Avorio (ovvero il loro ritorno), comportò la cattura di Gbagbo, che di lì a poco venne deportato a L’Aja con l’accusa di “crimini contro l’umanità” (grande classico fra le accuse, quando non si sa bene cosa inventarsi). Fatto sta che da allora è rimasto imprigionato a L’Aja per tutto questo tempo, e che solo oggi è stata dichiarata la sua liberazione. Stando ai siti in lingua francese, in primo luogo africani, la notizia sarebbe stata accolta con un’enorme ovazione in tutta la Costa d’Avorio, dove ormai nessuno ne può davvero più del successore di Gbagbo, Ouattara, che è stato messo al potere dai francesi nel 2011.

L’annuncio è stato dato per prima da Simone Gbagbo, moglie dell’ex Presidente ivoriano, e riconfermato da tutte le altre fonti nazionali, cominciando dal movimento d’opposizione, il Fronte Popolare Ivoriano (FPI) e dal Partito Democratico della Costa d’Avorio (PDCI). Quest’ultimo era stato pure molto attivo nel chiedere la liberazione di Gbagbo a L’Aja. In tutta la Costa d’Avorio, in questo momento, la popolazione starebbe festeggiando per la liberazione del suo ex Presidente.

Laurent Gbagbo resterà in libertà vigilata in Belgio fino a marzo del prossimo anno, quando la libertà diventerà totale. A quel punto potrà ritornare anche in Patria. La resa totale ed incondizionata della Corte Penale Internazionale fa capire come il vento sia oggi enormemente cambiato negli equilibri internazionali e che serva quindi a ben poco ammantare di una pretestuosa patina di giurisprudenza quella che, da sempre, si definisce soltanto come coloniale e neocoloniale “politica delle cannoniere”: una politica che era già superata ben prima di Sarkozy e del 2011, figurarsi oggi.

UN COMMENTO

  1. Molto bello l’articolo direi,è la dimostrazione che l’Europa non c’è la fa,è la dimostrazione che il mondo sta cambiando. Sono anni che ci lamentiamo dell’Europa, della sua politica in Africa,delle sue guerre di interessi.in Libia si è parlato di instaurare la democrazia ma,vediamo solo morti,torture,fame.oggi in Costa d’Avorio de crimine contro l’umanità,si parla di Retromarcia,allora io dico che abbiamo tutti capito che c’è un problema…Ma quale?Io dico interessi…si l’Europa che fa tutti i suei interessi sulla morte,la fame del popolo Africano.fame e morte che portano al flusso migratorio che l’Europa stessa non vuole ammettere.

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