Qualunque sia la natura o l’origine del virus, per il pensiero politico la pandemia è un fatto, collegato ad altri fatti. Qual è il nesso tra misure liberticide e un sistema che lucra, sorveglia, reprime? Quali scelte, disfunzioni, conflitti, hanno portato alla situazione attuale?

Nei mesi precedenti la pandemia, una grave crisi minaccia l’economia globale. Devastante e temibile, più di un crack finanziario. Avvengono fatti che fanno presagire un crollo epocale, generale, irreversibile. Il conflitto tra le classi dominanti, sul governo delle nuove tecnologie e la gestione dei flussi monetari, destabilizza gli equilibri di potere. Aleggia lo spettro della stagnazione finale. Nella guerra imperialista per il controllo delle materie prime, compaiono armi nuove. Per legittimare misure liberticide, non basta il terrorismo. Servono altre paure collettive.

Raffaele Ragni, nella sua ultima fatica editoriale, passa sotto la sua lente di ingrandimento il fallimento della globalizzazione e dello sviluppo sostenibile. Seziona l’apparato digitale ubiquo, usato per affari, sanità, tracciamento e repressione politica. Descrive il nuovo totalitarismo, fondato sull’emergenza e la guerra permanente, che perpetua sfruttamento, precariato, sradicamento. Svela gli esperimenti sociali che spettacolarizzano malattia e morte per misurare l’assuefazione delle masse all’obbedienza. È lo stadio terminale del capitalismo postmoderno, che prelude alla crisi rivoluzionaria.

Pagina dopo pagina, risulta sempre più chiaro come le oligarchie dominanti usino terrorismo e pandemia per contenere le spinte destabilizzanti e gestire i conflitti, sociali e razziali. I poteri che emergono da quest’analisi, non sono forti, come si crede, ma deboli, fragili, precari. Il libro non si limita a dire in cosa consiste la nuova normalità conforme al Great Reset auspicato dai mondialisti, ma ne spiega le contraddizioni e dimostra perché falliranno.

L’ottimismo di cui sono impregnate le conclusioni, deriva da un’analisi dettagliata e documentata di fatti e relazioni, articolata in dodici capitoli: capitalismo digitale, moneta e cripto-valute, verso il grande crack, crisi cicliche, tempesta perfetta, guerra permanente, capitalismo sorvegliato, tracciamento, Stato e mercato, società alveare, sviluppo sostenibile, crisi rivoluzionaria.

“Libertà” è un grido di battaglia, esploso nelle piazze contro la dittatura pandemica. “Libertà” è un libro per la lotta e per la vittoria. Il messaggio finale dell’autore risuona su quel limite estremo che separa la speranza dalla profezia: “Siate forti e non abbiate paura. L’opera dei malvagi è breve, i loro idoli crolleranno“.

Note

Il libro in forma cartacea (formato 17×24, pagine 240) è ordinabile in libreria o su internet, nei principali store: Amazon, Feltrinelli, Ibs, Mondadori, Hoepli, Bookdealer, Libreria Universitaria, e altri.

Raffaele Ragni è laureato in scienze politiche, master in sviluppo economico, consulente finanziario, export manager. Come giornalista, ha scritto su quotidiani e riviste tra cui: Rinascita, Radici Cristiane, L’Uomo Libero, Africana. Ha pubblicato, talvolta con pseudonimo, libri di politica, economia, religione. Ricordiamo “Il mondialismo capitalista”, “Federalismo e rivoluzione”, “La milizia dell’Arcangelo”, “Banche società e congiuntura economica nel mezzogiorno postunitario”.