Christian Vieri, per tutti ormai semplicemente Bobo, si racconta senza peli sulla lingua in combutta con il giornalista della Gazzetta dello Sport Mirko Graziano in un’autobiografia molto politically scorrect e assai poco banale. Il Bobo nazionale infatti, a torto o ragione, è considerato dall’opinione pubblica il capostipite dei “bomber” italiani, questa sorta di neologismo ormai sta sempre di più ad indicare quegli attaccanti di razza abili a sfondare a suon di gol le porte avversarie ma anche di sfondarsi a suon di alcol e belle donne nelle migliori discoteche dello stivale. Questa definizione ci sembra troppo riduttiva però, perché da questa biografia capiamo che Bobo Vieri è stato qualcosa di più di un semplice “bomber”. Sotto la patina crostosa dei suoi pittoreschi tweet (“zio porcone” e “W la gnocca” sono ormai un must per i cultori del bomberismo) o delle sue stravaganti foto postate sui social, scopriamo in questo libro un uomo vero con la tempra del vero combattente e gli attributi d’acciaio.

Christian in principio era un ragazzo timido e impaurito che a quindici anni è stato quasi costretto a scappare dalla “sua” Australia per inseguire un sogno, cioè diventare un calciatore professionista. Una volta realizzato l’ambito sogno, Bobo si è buttato a capofitto in questa lunga e fascinosa avventura, ricca di gol, gioie ma anche di tante, forse troppe, amarezze e delusioni. Bobo così ci confessa di aver sempre dato il 100% per le squadre con cui ha giocato e di aver accettato per la fatidica grana solamente il trasferimento all’Atletico Madrid. Pochi sanno ad esempio che Christian è caduto in depressione dopo che vide svanita, causa un brutto infortunio, la possibilità di diventare campione del mondo nel 2006, fatto che ci testimonia ancora una volta tutto lo spessore dell’uomo Christian Vieri. Bobo, da buon toscanaccio, non usa mezze misure per dipingere in maniera quasi veristica i suoi tanti compagni di avventure, tra calciatori, allenatori e presidenti. A parole mielate per Ronaldo, Cesare Maldini, Hector Cuper, Emiliano Mondonico, Marcello Lippi (l’allenatore preferito da Bobo), Stefano Colantuono, Gigi Di Biagio (con cui fece una memorabile fuga da Appiano Gentile a causa di un sistema di riscaldamento troppo elevato!), seguono autentiche bordate contro personaggi da dubbio spessore come l’ambiguo Massimo Moratti, l’incompetente Marco Branca,  il senza palle Alberto Zaccheroni, il pusillanime Cesare Prandelli oltre ai soliti giornalisti pronti a facili scoop.

Inutile però nascondere che dopo il calcio, l’altro grande tema centrale del libro siano le donne. Chi, come chi scrive, si aspettava di trovare il ritratto di un donnaiolo cinico e impenitente è rimasto forse un po’ deluso perché dal libro si evince tutto il lato romantico e sentimentale di Bobo, il suo amore intenso ma allo stesso tempo ricco d’incomprensioni con le veline Elisabetta Canalis e Melissa Satta ma anche il suo grande attaccamento alla famiglia, al nonno Enzo (ex portiere che lo ha convinto a diventare calciatore a suon di mille Lire), al papà ex calciatore Roberto detto Bob e infine alla mamma Christiane. Scopriamo così un uomo di mondo, che ama girare il globo a tutto tondo (attualmente vive a Miami) ma che allo stesso tempo ha ancora piantate ben salde le radici nella sua Prato, perché va pur bene viaggiare e vivere in un mondo senza confini, ma le radici  e l’humus dove sono cresciute non devono mai essere dimenticate. Da non perdere infine il gustoso capitolo finale sull’amore e le prodezze fuori dal campo del Bobo nazionale, un vero e proprio trattato di “ars amatoria” in salsa vieriana, un’autentca ciliegina sulla torta di un libro da leggere tutto in un fiato.

Chiamatemi Bomber

di Christian Vieri e Mirko Graziano

Rizzoli – 2015

251 pagine – 12,99 euro

per acquistare il libro:  http://libreriarizzoli.corriere.it/Chiamatemi-bomber/8817083259/pc