Personalmente la lettura di questo libro parte con un pregiudizio storiografico: ritengo infatti errata l’assimilazione nel concetto di “totalitarismo” di fenomeni storici, politici, temporali e geopolitici tanto differenti, spesso in radicale contrasto. Nonostante ciò mi sono approcciato al libro di Giovanni Fiorentino con interesse, vista la fortuna editoriale del filone che lega calcio e, appunto, “totalitarismi”. Il libro di Fiorentino si inserisce appieno in questo filone storiografico e, anzi, ne rappresenta quasi un “bignami”, un riassunto di quanto finora pubblicato nel nostro paese (perché non inserire note a piè pagina e bibliografia?).

Fussbalpolitik. Un calcio alla democrazia, pubblicato da Ensamble, ha interessanti spunti, come quando bolla come “storici improvvisati” alcuni giudicanti dell’esperienza calcistica nel periodo fascista, ma cade in topiche, come quando ripropone la “storiaccia” legata ad Helmuth Duckadam. Comunque l’esordio letterario di Fiorentino scorre piacevolmente, anche se trattare di così tanti argomenti (fascismo, franchismo, stalinismo, dittatura brasiliana, Pinochet, regime militare argentino, Giunta uruguaiana, Ceaușescu, Arkan) in appena 110 pagine è impresa ardua.

Fussbalpolitik. Un calcio alla democrazia
di Giovanni Fiorentino
Ensamble edizioni – 2015
110 pag.
12 €

Per acquistare il libro: edizioniensamble

Avatar
Responsabile delle pagine sportive. Nato a Trieste, ha scritto "Con lo Spirito Chollima", "Patria, Popolo e Medaglie", "Vincere con Gengis Khan" e "Due a zero". Gestisce il blog "Chollima Football Fans"