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Pippo Russo, Jorge Mendes

Che l’avvento della globalizzazione nel mondo del calcio sotto forma della legge Bosman del 1996 abbia radicalmente cambiato questo sport creando un vero e proprio spartiacque tra il “prima” ed il “dopo” è cosa risaputa ed innegabile, però è altrettanto inconfutabile come lo sport più popolare del mondo nell’ultima decade abbia subito un’ulteriore accelerata verso una dimensione sempre più finanziaria, speculativa e in un certo senso virtuale.

Il libro del sociologo Pippo Russo (uno dei pochi giornalisti sportivi d’inchiesta rimasti in Italia) M. L’orgia del potere. Controstoria di Jorge Mendes, il padrone del calcio globale  è esemplificativo in questo senso perché rivela come e quanto sia cambiato (in peggio) il calcio dai primi anni Duemila ad oggi. Con l’esplosione definitiva di internet, dei social network e dell’”industria dell’entertainment” il calcio è entrato infatti in una vera e propria dimensione parallela ed irreale dove fior di brocchi vengono valutati (e comperati) per milioni di Euro che vanno a finanziare anonimi fondi d’investimento apolidi e rimpinguare le tasche di agenti ed intermediari di mercato.

Letti questi ultimi vocaboli facciamo entrare in scena il nostro eroe: Jorge Mendes. Agente e nume tutelare dei calciatori più forti del pianeta (Cristiano Ronaldo, James Rodriguez, Thiago Silva, Diego Costa solo per fare qualche nome), di assi della panchina come José Mourinho e de facto di club calcistici di piccola, media e grande dimensione (dal Rio Ave al Monaco, dal Deportivo La Coruña al Manchester United, dal Benfica al Chelsea, dal Porto all’Atletico Madrid), il portoghese è il simbolo più fulgido e ben riuscito dei cosiddetti “super-agenti”, i nuovi oligarchi del sistema calcistico mondiale, cioè una versione più evoluta, raffinata e soprattutto potente dei vecchi intermediari di calciatori. Il “super-agente” è infatti solo per certi versi un semplice agente sportivo che però ha aggiunto a questo livello base altri gradini che, tutti assieme, finiscono per formare una vera e propria piramide di potere: si parte dalla procura di calciatori e allenatori e si sale sempre più fino a inglobare categorie che con il calcio poco c’entrano come investitori, speculatori della grande finanza, fondi transnazionali d’investimento.

Se nel calcio degli Anni Novanta il vertice della piramide di potere calcistica era rappresentato dalla classe dei “direttori”, figure che agivano da anello di congiunzione tra la giungla dei calciatori e le proprietà calcistiche accumulando un potere immenso quanto precario e limitato solo all’interno dei confini nazionali (la vicenda di Luciano Moggi è esemplare), negli Anni Duemila la nuova classe dei “super-agenti” alla Jorge Mendes ha saputo corroborare l’immenso potere della vecchia classe dei “direttori” globalizzandolo e integrandolo con i meccanismi sofisticati ed ineffabili della finanza speculativa. Il segreto del successo di Mendes, della sua incredibile “forza d’attrazione” di cui fa riferimento Russo è stato proprio questo: propagare la propria rete di potere in stile clientelare in patria (di fatto oltre un terzo dei club delle prime due serie calcistiche lusitane sono proprietà di Mendes) per poi estenderla di prepotenza all’estero, in Inghilterra e in Spagna soprattutto (patrie dei due campionati di calcio più popolari e seguiti al mondo cioè la Premier League e la Liga) fino a toccare e sponde dell’Africa e dell’Asia, il nuovo Eldorado calcistico.

 E’ proprio in questo modo che Mendes è riuscito a sbarazzarsi nel 2006 di José Veiga, potentissimo agente di calciatori portoghesi (colui che ha portato Zidane dalla Juve al Real Madrid per intenderci) che rispetto a Mendes ha avuto il torto di concentrare tutto il suo potere solo nella compravendita dei calciatori tralasciando altri fattori che nell’industria dello spettacolo sono diventati cardinali. Il libro-inchiesta di Russo descrive minuziosamente la cavalcata inarrestabile del “super-agente” lusitano, incominciata con il Porto dei primi anni Duemila e ancora lungi dal declinare, ma si conclude con un interrogativo: quando e come finirà l’orgia di potere di M.? La risposta, detta da chi conosce bene il “super-agente” portoghese è la seguente: al Porto è tutto incominciato e al Porto tutto potrebbe finire! Sono infatti e dirigenti dei Dragões a conoscere e a custodire tutti i segreti di Mendes e se le due parti entreranno in conflitto in futuro il potere dell’attuale padrone del calcio mondiale è destinato a crollare!

L’Orgia del potere. Controstoria di Jorge Mendes, il padrone del calcio globale
di Pippo Russo

Edizioni Clichy – 2016

320 pagine – 18,00 euro

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