Il riassunto del libro sta tutto in due pagine. Leggendo a pagina 15 scopriamo che Sandro Mazzola racconta di aver indossato la sua prima casacca ufficiale a 12 anni. Qualche pagina più in là, più precisamente alla 52, si scopre che i bambini avvicinati (forzatametne) al calcio abbandonano in massa le scuole calcio a 13/14 anni.

Sta tutto in questa contraddizione il ragionamento che è alle spalle del bel libro inchiesta di Stefano Benedetti sulle scuole calcio: quando l’Italia produceva campioni in massa il calcio era divertimento fino all’età preadolescenziale; ora che l’Italia zoppica in quanto a produzione di talenti il calcio è “mestiere” fin dalla tenerissima età.

L’atto di accusa è rivolto alle scuole calcio, vero e proprio business italico, che, secondo l’accusa dell’Autore, non producono calciatori, ma solo guadagni. In soldoni, non giochi perchè sei bravo, ma perchè paghi. Magari più degli altri.

Il calcio del parco giochi, della campagnetta, del campo della parrocchia, che serviva ad avvicinare i più portati o appasionati e a scoraggiare chi non ne aveva voglia ormai non esiste più. Tra le strade delle città, fino a qualche decennio fa, i ragazzini si divertivano a correre dietro ad un pallone, senza caselle fisse, senza ruoli, raffinando la loro tecnica basilare, senza lo stess della prestazione o la pressione di allenatori e, soprattutto, genitori.

Oggi, il proliferare delle scuole calcio, un business principalmente, è bene ribadirlo, ha rotto questa magia: il bambino (perchè a 5/6 anni di bambino si tratta) inizia ad imparare calcio, senza spazio a fantasie. Fin da subito si impara a fare la diagonale e non il dribbling, si imparano le marcature e non i tacchetti, si imparano i ruoli fissi e determinati e non il “portiere volante”, si imparano le regole e non il “chi segna per ultimo vince (ad oltranza ovviamente)”.

E il nostro calcio produce solo robottini, difensori marcantoni, esterni capaci di fare la doppia fase, ma incapaci di fare un dribbling, maratoneti del centrocampo incapaci di fare uno stop.

Ritornare allo spirito originario, secondo Benedetti, è possibile.

Sognando Messi
La verità sulle scuole calcio
di Stefano Benedetti
Dissensi Edizioni, 201685 pag, 11 euro
Per acquistare il libro: Dissensi

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Responsabile delle pagine sportive. Nato a Trieste, ha scritto "Con lo Spirito Chollima", "Patria, Popolo e Medaglie", "Vincere con Gengis Khan" e "Due a zero". Gestisce il blog "Chollima Football Fans"