decreto dignità

I profeti di sventura, Martina in primis, dovranno fare qualche nuova capriola per far finta di non vedere la cruda (per loro) verità dei dati. ll decreto Dignità voluto fortemente dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, funziona. A certificarne gli effetti positivi, non è il blog pentastellato ma l’Osservatorio sul precariato dell’Inps, con i suoi numeri.

Nel 2018 infatti si registra, rispetto al 2017, “un importante incremento” delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che risultano quasi raddoppiate: da 299.258 a 527.333, ossia 228.075 in più.

La crescita c’è stata durante tutto l’anno, ma il picco si è avuto negli ultimi due mesi, con un aumento del 119%, ben superiore al +67% dei primi 10 mesi del 2018.

Da quando il decreto Dignità è pienamente operativo (da novembre si è esaurita la fase transitoria), le trasformazioni in lavoro stabile sono più che raddoppiate.

Particolarmente rilevante è il caso dei lavori somministrati: nel 2017 ci furono 1.365 conversioni, nel 2018 ve ne sono state 9.291, di cui la metà nei soli ultimi due mesi del 2018.

Il numero di assunzioni a termine, al contrario, è drasticamente sceso, se rapportato al 2017: oltre 57 mila unità in due mesi.

Entrando nei dettagli, per le assunzioni in somministrazione e a tempo determinato la fase di crescita si è conclusa tra luglio e agosto 2018. Per i contratti a tempo determinato, il dato è particolarmente negativo nell’ultimo bimestre, mentre per i contratti di somministrazione il calo è netto a partire da agosto.

Complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nel 2018 sono state 7.424.000, in aumento del 5,1% rispetto al 2017. In crescita risultano i contratti a tempo indeterminato (+7,9%), i contratti a tempo determinato (+4,5%), i contratti di apprendistato (+12,1%), i contratti di lavoro stagionale (+6,4%) e i contratti di lavoro intermittente (+7,9%). I contratti in somministrazione risultano pressoché stabili (+0,5%).

La variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno cessazioni) risulta pari a +200.450 contratti; su quelli a termine +52.008. Si conferma dunque un vero e proprio boom delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato nell’anno: ben il 76,2% in più.

I saldi su base annua per le diverse tipologie contrattuali attestano un andamento sempre positivo per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+200mila), per l’apprendistato (+81mila: livello tendenziale stabile nell’ultimo trimestre) e anche per i contratti in somministrazione. In progressiva diminuzione, anche se ancora positivi, sono quelli dei rapporti di lavoro a tempo determinato, dello stesso segno ma con un’intensità più attenuata risultano i saldi per il lavoro intermittente.

“Sono i primi effetti del decreto dignità e mi danno tanto entusiasmo per andare avanti su questa strada”, sottolinea Luigi Di Maio in un post su Facebook.

“Sono i primi effetti del decreto dignità e mi danno tanto entusiasmo per andare avanti su questa strada”, sottolinea Luigi Di Maio in un post su Facebook. “So bene che il problema non è risolto, ci sono ancora troppi precari che meritano una vita migliore, la strada da compiere è ancora lunga ma oggi, quantomeno, sappiamo di aver preso quella giusta, prosegue il ministro del Lavoro, ricordando anche che era stato “chiamato ministro della disoccupazione”, mentre “la mia principale missione da ministro è combattere la precarietà con tutte le mie forze perché sono convinto che se una persona vive serenamente e può programmarsi un futuro con la sua famiglia ne beneficia tutta la società, sia in termini di felicità che di ricchezza”.

 

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