Lo chiamavano Jeeg Robot
Trama

Enzo Cecotti è un uomo che vive di espedienti. Fortemente contrariato dalle avversità della vita e da tante difficoltà si arrabatta rubando, il resto delle sue giornate le passa guardando film porno. Non è una vita sicuramente piena di eventi, in ogni caso il film si apre con la sua fuga. Fugge dalla polizia che lo vuole braccare per il suo ennesimo furto, un furto di un orologio che potrebbe fruttargli i soldi sufficienti per poter comprare un altro dei suoi amati film porno. Fuggendo in preda alla disperazione cade nel Tevere, cadendo si immerge in un bidone di liquami. Liquami neri e fetenti, cadendo non viene braccato. Tornando a casa nel suo pied à terre non si sente bene, prova una serie di dolori persistenti e vomita parecchie volte.

Il giorno dopo si incontra con un suo vecchio compare di mille avventure, incontratolo gli propone l’acquisto dell’orologio da lui rubato. Il suo compare gli propone un lavoro semplice che potrebbe fruttargli altri soldi, recuperare degli ovuli di cocaina da un corriere che sta per arrivare a destinazione. La trattativa finisce male, il suo compare muore per un colpo di pistola e Cecotti sbalzato da sette piani dopo un colpo di fucile non muore. Scopre così di aver guadagnato dei poteri sovrannaturali, è forte potente e riesce a compiere gesti che prima non pensava minimamente di poter compiere.

Lo chiamavano jeeg robot

I superpoteri, quei tanto agognati superpoteri, non li vuole usare per il prossimo ma per rubare ancora. Riesce a sradicare un bancomat e intanto la sua inizia a diffondersi. In quest’epoca in cui tutto è virtuale ben presto il video della sua azione diventa virale, diventa una celebrità underground. Nel frattempo però si rende conto che Alessia ovvero la figlia del suo sodale ormai morto ha bisogno di aiuto per poter scappare dalle mani torturatrici del capo della banda dello zingaro.

Lo zingaro è un uomo che vive gestendo un canile, ha avuto un’esperienza televisiva anni addietro. Continua a compiere azioni criminali, è lui l’organizzatore dello scambio che ha portato alla scoperta di superpoteri per Enzo Cecotti. Vuole lasciare un segno, per questo gestisce questa piccola banda di criminali e tratta con una banda di criminali camorristi. Lo zingaro è un uomo raffinato amante della musica anni 80, è un uomo che sogna questa svolta, un uomo carismatico e pronto a tutto per il suo obiettivo. Lo zingaro viene a conoscenza di questo possibile futuro sodale, sogna una possibile collaborazione, lo vuole a tutti costi.

I due si incontrano, o meglio si scontrano, l’occasione è data dal tentativo della banda dello zingaro di estorcere una confessione ad Alessia . Comincia così una sorta di secondo atto dello stesso film, Enzo Cecotti inizia a provare quell’affetto che aveva dimenticato di poter provare per questa ragazza. Alessia dal canto suo vede in lui il supereroe che tanto ama e che tanto ha amato, Jeeg Robot d’acciaio. Alessia ha subito vari traumi, purtroppo è stata maltrattata in diversi contesti, ha anche subito degli abusi sessuali da parte del padre e di altri uomini. Restando con Enzo lui si rende conto di questo suo disequilibrio e del motivo per il quale vive in un contesto parallelo e così strano. La guerra tra i due gruppi continua e va avanti senza esclusione di colpi.

Critica

Questo film è il primo vero film del regista, il regista si era contraddistinto per un cortometraggio ambientato sempre nella periferia romana. Questa attenzione per il sociale rivive nella scelta del regista, visto che il film è ambientato a Roma ma in un contesto popolare quale è il contesto di Tor Bella Monaca. Contesto sicuramente diverso se confrontato con quello del suo primo cortometraggio quale è il Corviale, noto quartiere romano.

La regia si muove in diversi ambienti e con una velocità per ciò che concerne il cambiamento di scene e luoghi davvero notevole per essere un film italiano. Soltanto un regista come Mainetti forte della conoscenza del contesto nel quale si svolge il film poteva essere in grado di compiere quest’opera. Il film è una sorta di trasposizione italiana di un supereroe. Il nostro cinema non è certo solito a produrre film di questo tipo, quindi mancano sicuramente effetti speciali degni del cinema holliwodiano. Ma è stato anche prodotto con un budget ridotto e non certo con budget degni del cinema d’oltreoceano. Tenendo conto dei suoi limiti, si può dunque dire che è un esperimento ben riuscito.

Oltre a ciò si registra l’esordio di Ilenia Pastorelli. Ilenia Pastorelli, conosciuta per la sua avvenenza mostrata in televisione in occasione del Grande Fratello 12, è per lei la sua prima partecipazione ad un lungometraggio. In un ruolo non semplice, se si pensa alle scene nelle quali bisognava trasporre la sofferenza e la fragilità emotiva del personaggio da lei interpretato. Come esordio è degno di nota.

Il resto degli attori hanno palesato il loro talento come in altre occasioni. Mi riferisco ad esempio a Claudio Santamaria o a Luca Marinelli, che interpretando il ruolo dello zingaro si riconferma un interprete di grande livello, come aveva già dimostrato in “Non essere cattivo”. Il suo è un ruolo diverso nel quale dimostra versatilità e duttilità interpretativa. Non è poi così difficile passare da diversi ruoli di personaggi limitati intellettivamente ad un ruolo di un personaggio così complesso e raffinato.

Questo film si è aggiudicato per il 2016 diversi David di Donatello come miglior regista esordiente a Gabriele Mainetti e come miglior produttore a Rai Cinema e Goon Films. Un David è stato vinto anche come miglior attrice protagonista da Ilenia Pastorelli. Non potevano mancare nella lista dei David assegnati: Claudio Santamaria come migliore attore protagonista e Antonia Truppo come Miglior attrice non protagonista.

Insomma film da vedere assolutamente, film che consiglio a tutti gli eterni sognatori.

Dario Daniele Raffo

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