La “grande” battaglia annunciata dal Pd sullo ius soli, si è conclusa mestamente tra accuse e diserzioni. Al Senato è mancato il numero legale: appena 116 i senatori presenti su 319. Deserti i banchi del Movimento 5 Stelle, presenze sparute tra i centristi. Ha retto, invece, l’asse FI-Lega.

A Palazzo Madama era da poco iniziata la discussione sul provvedimento con l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità quando, su richiesta del senatore leghista Roberto Calderoli, il presidente Pietro Grasso ha proceduto alla verifica del numero legale dei presenti in Aula.

Constatata l’assenza del numero legale, il neo esponente di punta di “Liberi e Uguali”, ha fissato la nuova seduta a martedì 9 gennaio, alle 17. All’Odg “comunicazioni del presidente”.

Calderoli ha parlato di ius soli “definitivamente naufragato”, “colpito e affondato”, “morto e sepolto”.

“Per me è una grande vittoria, ha aggiunto il vice presidente del Senato, perché sono stato io in questi due anni e mezzo, con le mie decine di migliaia di emendamenti, a bloccare in commissione e poi in Aula questa assurda e inutile proposta di legge che serviva solo a regalare un milione di nuovi voti al Pd. E ora tutti quelli che a sinistra fingevano di digiunare per lo Ius soli, saltando il pranzo ma non la cena, possono anche tornare a mangiare, anche se temo che il panettone stavolta gli andrà di traverso”.

Il naufragio della legge fatta passare come una sorta di panacea di tutti i mali dal centrosinistra e dalle associazioni di riferimento, ha fatto saltare i nervi a diversi esponenti di quell’area.

“L’esito della vergognosa presa in giro sullo Ius soli era ampiamente prevedibile, il che non rende però meno ignobile questa vicenda”, ha affermato il capogruppo di Sinistra italiana al Senato Loredana De Petris (confluita in Liberi e Uguali).

De Petris punta il dito contro i renziani: “Era chiaro che le cose sarebbero andate così sin da quando il Pd, che porta la maggiore responsabilità di questo esito, ha appoggiato la calendarizzazione della legge sulla cittadinanza dopo l’approvazione della legge di bilancio invece di metterla come sarebbe stato necessario al primo posto”.

“Doveva essere un gesto di civiltà come qualcuno ha detto tempo fa invece si chiude nel modo più incivile possibile, lo ius soli non verrà approvato, basta ipocrisie elettorali”. Questo il pensiero di Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia, ex Partito popolare, Margherita e Ulivo, autore anche di un rovinoso scivolone su twitter, dove ha definito “idioti” e “fascisti” gli italiani contrari allo ius soli.

“E’ inaccettabile leggere sul profilo Twitter ufficiale di Unicef Italia che chi si oppone allo Ius Soli è fascista e idiota”, ha dichiarato il capogruppo leghista a Palazzo Madama, Massimiliano Fedriga.

“Ci vuole responsabilità e rispetto del dibattito democratico da parte di chi utilizza fondi statali come per l’agenzia delle Nazioni Unite. Siamo stanchi di subire la retorica antifascista”, ha sottolineato Fedriga.

 

UN COMMENTO

  1. I risultati della politica di immigrazione selvaggia la la vediamo tutti sotto i nostri occhi, gente che vaga per le strade a chidere elemosine, crimininalit’ comune che assolda questi esseri umani per usarli nei loro rraffici, sfruttamento dlla manodopera indiscriminato, prostituzione dilagante tra le immigrate…ci sarebbe da dire molte altre cose ma se le si dice si diventa “razzisti, fascisti” e altre denominazioni assurde… Lo vediamo tutti quale risultato hanno dato queste politiche in Italia, lo Ius Soli no e’ altro che una appendice di queste politiche sensa senso e senza prospettive.
    C’e’ poco da discutere … un fallimento che ora pagano gli italiani e che pagheranno ancora di piu’ nei prossimi anni… il risultato grottesco e’ che gli immigrati avranno “diritti” che agli altri italiani che pagano le tasse saranno negati.
    Niente male …il PD paghera’ anche questo alle prossime elezioni …
    Un disastro annunciato .

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