Spenti i riflettori della Copa América e in attesa di ospitare il Mondiale under-17, il Cile ha organizzato la prima edizione della Copa América Indígena, dedicata alle selezioni dei popoli indigeni, originari del Centro e Sud America.

Hanno partecipato otto selezioni nazionali: Cile (mapuche, aymara e rapa nui), Perù (shipobos e conibos), Bolivia (Ligas de Carrasco, San Francisco, Chimoré, Chipirri, Entre Ríos, Los Yungas), Ecuador (kichwas, otavalo, cavambis e puruhá), Argentina (wichi, mapuche, qom, iogi e chané), Messico (chipanenca), Colombia (amazonia, vaupes, casanare, vichada, valle, caldas, pijao, uwa, wayuu e zenù) e Paraguay (guaranì, enlhet, alché e nivac).

Una rappresentanza importante per l’America Latina: gli indigeni sono circa 45 milioni, l’8,3% della popolazione totale.

La manifestazione è stata organizzata dall’organizzazione Gol Iluminado” dell’ex calciatore Elías Figueroa e dal Ministero dello Sport e dello Sviluppo Sociale e del Ministro degli Esteri cileno e ha visto la presenza della Presidentessa Michelle Bachelet alla cerimonia inaugurale (“uno spazio di incontro e una storia inedita di diversità che ci prepariamo a scrivere” ha dichiarato) prima della gara inaugurale tra Cile e Perù, el Clásico del Pacífico, terminata con un salomonico pareggio per 2-2.

La Presidentessa Bachelet con la nazionale indigena del Cile

Ogni selezione è stata accompagnata da un “padrino d’eccezione”: tra gli altri, il director técnico della Colombia era El Pibe Carlos Valderrama, Teófilo Cubillas per il Perù, mentre quello del Paraguay era l’ex Inter Carlos Alberto Gamarra.

Il Cile si è poi adagiato al secondo posto del Girone A, alle spalle del Paraguay, guidato in campo dai fratelli Amarilla, Raúl e Claudio. Tra i risultati più clamorosi vanno segnalati, in negativo, i zero punti del Messico, causati da tre pesanti sconfitte per 9-0 contro Paraguay, 5-0 contro Perù e 4-1 contro Cile.

Nel girone B passano il turno la Colombia e la Bolivia, grazie ai gol di Marco Peralta. Eliminati Ecuador ed Argentina (allenata dall’ex portiere di lungo corso -23 stagioni in Primera División- Esteban Pogany).

Nella prima semifinale molto equilibrio tra Paraguay e Bolivia, con l’1-1 firmato da Cristian Peritos e Wilman Pereyra. Dopo 120 minuti sono i rigori a decidere che la prima finalista sarà l’Albirroja.

Nell’altra semifinale gioco facile per i colombiani grazie a tre reti nei primi venti minuti contro il Cile: Edison Román Higuita, Wilmer Cervantes e Víctor Alejandro Contreras i marcatori. Nella seconda parte della gara non basta la rete di Richard Ñancuvilo alla Roja.

La finalissima, con l’appendice della “finalina” decisa ai rigori a favore del Cile (dopo uno spettacolare 3-3), è decisa al 34’ da Raúl Amarilla a decretare la vittoria del Paraguay allenato da Virgilio Ramón Benítez in questa prima storica edizione della manifestazione indigena.

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