Luigi Di Maio

Anche il nuovo ministro per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio si mette sulla scia delle nuove tendenze protezionistiche inaugurate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Luigi Di Maio oggi ad Avellino, oltre ad aver ribadito i punti del programma, il cosiddetto contratto di governo, ha oggi chiarito un punto fondamentale nei rapporti tra governo e aziende. Il leader politico del Movimento Cinque Stelle, tornato in Irpinia per la tornata elettorale delle amministrative che domenica eleggerà il nuovo sindaco, si è rivolto alle grandi aziende del nostre paese: “vogliamo introdurre una norma che dice che sei un’azienda che ha ricevuto soldi dallo Stato e te ne vai in Polonia o in Turchia, o restituisci i soldi o rimani qui: non te ne puoi andare” ha tuonato Di Maio nel comizio che conclude la campagna elettorale dei 5stelle.

Una misura che metterebbe l’Italia sulla stessa scia degli Usa, quando le sole parole di Donald Trump nei confronti di aziende come la Ford e altre multinazionali americane che avevano scelto di dismettere i loro capannoni per andarsene all’estero bastò per far cambiare idea ai vertici di quelle aziende.

Nella città irpina Di Maio ha ribadito le misure che verranno presto messe sul tavolo dal governo e dal Parlamento: salario orario minimo per tutte le categorie che non hanno un contratto collettivo, basta ai vitalizi degli ex parlamentari, via le pensioni d’oro (ovvero le pensioni superiori ai cinque mila euro netti mensili, che non sono state ottenute a regime contributivo, con successivo ricalcolo), introduzione della pensione di cittadinanza (pensione minima) di 780 euro.

Tornando ai temi più strettamente politici, Luigi Di Maio risponde alle opposizioni e ai giornali: “ci dicono che la campagna elettorale è finita, ma noi vi continuiamo a dire le stesse cose prima della campagna elettorale e dopo di essa. A questo programma in questi anni ci hanno lavorato tutti: dallo scienziato all’elettronico, all’elettricista, la maestra come il pedagogista non siamo dei tuttologi e se sbaglieremo, lo ammetteremo. Il programma ha dentro le istanze abbandonate negli ultimi trent’anni”.

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