I pochi beni di Ermes Mattielli andranno ai due nomadi che l’avevano derubato più volte. L’estrema umiliazione dopo le tante sofferenze patite negli ultimi anni della sua vita. Un oltraggio alla dignità di chi vive onestamente ma soprattutto uno sputo alla memoria del povero rigattiere vicentino, vessato prima dai due rom dalle mani lunghe e poi da una “giustizia” che, a partire dagli anni 90′, è diventata sempre più ideologica e meno “giusta”, puntellando nuovi assetti politici e sociali e cristallizzando i precetti delle religioni dei “diritti umani” care ai soliti noti. Il “patrimonio” del pensionato di Arsiero, è costituito da una casupola ed un magazzino malandato del valore di poche migliaia di euro. I familiari di Mattielli (che non aveva genitori, moglie, figli, fratelli o sorelle) potranno rifiutarsi di ricevere l’eredità, viste le modeste proprietà e soprattutto quel risarcimento di 135mila euro disposto dal giudice. In base all’art. 596 del codice civile, in mancanza di altri successibili, l’eredità è devoluta allo Stato italiano: l’acquisto avviene di diritto senza bisogno di accettazione e non può farsi luogo a rinunzia. Il secondo comma dell’art. 586 prevede inoltre che lo Stato risponda dei debiti del defunto nei limiti di ciò che ha ricevuto dal defunto stesso e che provveda alla liquidazione dell’eredità nell’interesse di tutti i creditori e legatari che abbiano presentato dichiarazione di credito. Dunque, gli immobili passeranno allo Stato che poi provvederà a “girarli” ai nomadi feriti. I funerali di Ermes Mattielli che si terranno oggi alle 14:30 nella chiesa di San Michele Arcangelo di Arsiero, saranno pagati con i soldi consegnati due settimane fa al 62enne da Graziano Stacchio e Robertino Zancan. I fondi (circa duemila euro), sono stati raccolti con la vendita delle magliette dedicate al benzinaio di Nanto con la scritta “Io sto con Stacchio”. “Ho una gamba di legno, ma neppure l’invalidità minima. Vivo con l’orto, le galline. Mi hanno messo alla carità. Andavo in giro con l’Ape a raccogliere rottami, sbarcavo il lunario. Adesso devo pagare 135mila euro. Ma chi li ha mai visti 135mila euro? Vivo con poco più di 100 euro, me li faccio bastare. Oggi ho mangiato quattro patate e du ovi”, aveva raccontato Mattielli recentemente. Una vita di sacrifici per morire da povero. Oltre il danno anche la beffa. L’ennesima vergogna all’italiana.

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