Ieri è iniziato l’ultimo tour di Barack Obama in Europa. La prima tappa è stata Atene, dove il Presidente statunitense ormai al termine del suo mandato resterà fino a domani, quando si recherà a Berlino. Ad Atene Obama s’è intrattenuto col Presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos e col premier Alexis Tsipras, per dei colloqui di natura riservata. Ma c’è stato tempo anche per un discorso aperto all’Acropoli, dedicato alle sfide della globalizzazione, che in diversi passi è suonato come un richiamo all’ordine non soltanto per il padrone di casa, invitato fra le righe a mantenersi collaborativo nei confronti delle istituzioni finanziarie internazionali ed europee, ma anche per il suo successore Donald Trump.

Meritano infatti attenzione le parole del Presidente americano ormai giunto al capolinea. A Tsipras ha detto che “E’ necessario un alleviamento del debito per contribuire a ripristinare la crescita, l’austerità da sola non genera prosperità”, quasi una raccomandazione affinché a Bruxelles ci si dia una calmata sul fronte dell’austerity, misura inizialmente pensata dai suoi fautori come salvifica per l’Europa unita ma che paradossalmente rischia invece di mandarla in pezzi (e infatti Juncker subito ha annunciato di volerla sospendere per almeno due anni, sebbene per una simile decisione si debbano pure fare i conti con l’oste, cioè con la Merkel). Parlando della Grecia, Obama ha sottolineato come “Le riforme non sono state facili, ma sono state necessarie per rendere la Grecia più competitiva”.

Tsipras, dal canto suo, ha risposto che negli anni Atene ha difeso i valori di libertà, democrazia, uguaglianza e diritti umani: “Nonostante tutte le difficoltà, siamo riusciti a restare in piedi difendendo i nostri valori. Spero che molto presto il duro lavoro e i sacrifici del popolo ottengano risposta positiva nei negoziati sulla crisi del debito”. Era facilmente intuibile, in ogni caso, la speranza di Tsipras che Obama mettesse qualche parola buona sul suo conto presso la Merkel, che visiterà fra meno di ventiquattr’ore.

Nel corso del suo colloquio col Presidente della Repubblica ellenica, Obama ha aggiunto: “Voglio ribadire che il tema della Nato è molto importante e vogliamo assicurare la continuazione di questa politica durante la transizione al nuovo presidente eletto dei repubblicani”, un chiaro invito alla “responsabilità” e ad evitare lo “sfascismo” rivolto al successore Donald Trump.

Dopo Angela Merkel, Obama incontrerà anche François Hollande, Theresa May e Matteo Renzi, il cui ruolo appare fondamentale all’amministrazione democratica uscente non soltanto dal punto di vista della preservazione dell’Europa comunitaria, ma soprattutto della NATO, attualmente impegnata soprattutto in un crescente confronto diplomatico (ma anche militare) con la Russia. La premura di Obama, ben manifestata proprio da questo suo ultimo viaggio post-elettorale in Europa, sembra paradossalmente riguardare quasi più le sorti dell’Alleanza Atlantica che dell’Unione Europea.

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