Da Willy Wonka al Dottor Frankenstein, da “Hanky Panky” a “Non guardarmi: non ti sento”, Gene Wilder è stato uno degli attori più importanti nel palcoscenico comico statunitense degli anni ’70 ed ’80.

Il suo vero nome era Jerome Silberman, nasce l’11 giugno del 1933 a MIlwaukee da una famiglia di ebrei russi immigrati. Appena laureatosi decide di andare in Inghilterra dove, frequentando la  Bristol Old Vic Theatre School si avvicina per la prima volta al mondo del cinema.

L’esordio sul grande schermo arriva nel 1967, con il film “Gangster Story” di Arthur Penn.

La vera e propria svolta però arriva quando il regista Mel Brooks si accorge di lui.

Con il film “Per favore, non toccate le vecchiette” vince l’Accademy Awards come attore non protagonista poi nel 1974 ottiene un altro grande successo con il film “Frankenstein Junior”, in cui interpreta il ruolo del dottor Frankenstein. Il film riceverà l’oscar per la miglior sceneggiatura, scritta a quattro mani con Mel Brooks.

Altri film e altri successi negli anni ottanta con “La signora in Rosso” e “Non guardarmi: non ti sento” (1989) fino a quando, un terribile lutto proprio nel 1989 segna la vita dell’attore.

Sua moglie (la terza)  Gilda Radner, muore di tumore. Da quel giorno Gene Wilder sarà costantemente impegnato nella raccolta fondi per la ricerca contro il cancro fino a quando, dieci anni dopo, si ammalerà egli stesso di una brutta forma di linfoma. Si sposerà l’ultima volta nel 1991 con Karen Boyer.

Ma non era solo un attore. La vita artistica di Gene Wilder è costellata anche di successi come regista, basti ricordare “La signora in Rosso”, come sceneggiatore, doppiatore e nel 2005 anche come scrittore. Il quell’anno pubblica infatti un libro di memorie, Baciami come uno sconosciuto (Kiss Me Like a Stranger: My Search for Love and Art), poi, qualche anno dopo, il primo romanzo La mia puttana francese (My French Whore).

Se ne va un pezzo importante della storia del cinema, un artista a 360 gradi. Fucina di idee per quanti, negli anni, si sono ispirati alla sua comicità e al suo talento.

“L’adolescenza è quell’età in cui i ragazzi non sanno se continuare a picchiare le ragazze, o cominciare a baciarle” Gene Wilder.

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