Mettere al riparo i cittadini dalle “persecuzioni” delle società di recupero crediti. È questo l’obiettivo della proposta di legge sullo stalking bancario, presentata a Montecitorio da Walter Rizzetto, Giorgia Meloni e Fabio Rampelli e sottoscritta dall’intero gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, che prevede una aggravante rispetto alla pena prevista per gli atti persecutori commessi da istituti bancari o società finanziarie o filiali di recupero credito, o da qualsiasi altro soggetto giuridico nella attività di recupero crediti “quando vengano messe in atto condotte che esulano e travalichino quanto previsto dalla legge e le norme del codice di procedura civile”.

La proposta, recante “Modifica all’articolo 612-bis del codice penale concernente il reato di atti persecutori commesso nell’esercizio di attività di recupero di crediti”, come ha dichiarato Giorgia Meloni, mira ad “estendere il reato di stalking alle condotte persecutorie e aggressive che vengono messe in atto nei confronti dei cittadini dalle società di recupero crediti che lavorano per conto di banche, società finanziarie e grandi aziende”.

Tra queste pratiche “scorrette”, rientrano le telefonate a qualsiasi ora del giorno e della notte, le intimazioni “fittizie” (per esempio lettere recapitate con finti decreti ingiuntivi) e le pressioni di ogni tipo per indurre i debitori a saldare quanto dovuto.

Negli ultimi tempi, è scritto nella relazione alla proposta di legge, “sono considerevolmente aumentate le attività per recupero crediti che si avvalgono spesso di personale privo di un preciso inquadramento professionale, e perciò non soggetto alle normative ed alle discipline di settore che sempre più frequentemente mettono in pratica condotte “aggressive” che possono arrivare a travalicare i limiti consentiti dalla legge e le procedure previste dal sistema vigente, per di conseguire più elevate percentuali di “recuperato”.

Comportamenti che non solo esulano dal dettato legislativo ma che in passato hanno causato immani tragedie, come quella di Dario Casotto, raccontata in conferenza stampa dalla moglie Laura Schiavo, che non reggendo la pressione a tutte le ore del giorno degli agenti di recupero crediti si tolse la vita per un debito di 40mila euro.

Da qui, l’esigenza di “impedire che altre famiglie subiscano lutti simili”, ha concluso la Meloni durante la presentazione. Per Walter Rizzetto, i debiti vanno certamente pagati “ma con una riscossione più umana e più etica”.

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