Hillary Clinton

Hillary Clinton è stata definita “estremamente negligente” nel trattamento di informazioni classificate da parte del direttore dell’FBI, che però ha consigliato di non incriminarla: un trattamento molto blando, rispetto a ciò che Edward Snowden e, in misura minore, David Petraeus hanno dovuto affrontare.
Il direttore dell’FBI, James Comey, un repubblicano, ha aggiunto che “nessun procuratore ragionevole” procederebbe contro la Clinton.

Tuttavia, Comey ha anche affermato che la Clinton e i suoi colleghi sono stati “estremamente negligenti” nel trattamento delle informazioni classificate – e ciò, con informazioni di tale portata, è considerato un crimine dalle leggi americane sullo spionaggio.

Hillary Clinton non è il primo funzionario di governo a venire indagato per aver maneggiato con noncuranza informazioni segrete, ma altri non hanno avuto lo stesso trattamento speciale.

Donald Trump, interviene citando la questione come ulteriore esempio che il sistema politico americano sia “truccato” per favorire determinate figure politiche.

Trump cita il caso di Petraeus, un generale molto rispettato che si diceva aspirasse addirittura alla candidatura come presidente, la cui carriera giunse a una brusca fine nel 2012, quando venne costretto alle dimissioni dopo che venne chiarito che passava informazioni riservate a Paula Broadwell, la sua amante nonché biografa.

Petraeus mentì durante l’inchiesta, cosa che è di per sé è già un reato, ma il Dipartimento di Giustizia accettò la sua richiesta di ottenere un’accusa minore di uso maldestro di informazioni classificate. Venne condannato in libertà vigilata e multato di 100 mila dollari.

Un altro direttore della CIA, John M. Deutch, si trovò in una situazione simile meno di due decenni prima. Deutch, che era stato nominato dal presidente Bill Clinton nel 1995, si dimesse nel 1996, dopo che venne scoperto che aveva memorizzato documenti classificati sul proprio PC.

Deutch ha accettato di dichiararsi colpevole di reato cattiva gestione delle informazioni classificate e pagare una multa di 5 mila dollari, ma venne salvato dall’indulto concessogli dal presidente Clinton nel gennaio 2001, durante l’ultimo giorno di mandato presidenziale.

Bryan H. Nishimura, un semplice funzionario, venne condannato a due anni di libertà vigilata e a pagare 7500 dollari l’anno scorso per aver trasferito materiali classificati su dispositivi personali – senza dolo, proprio come Hillary Clinton.

La somiglianza di questo caso con quello della Clinton ha spinto il capo del FBI sottolineare che questo non dev’essere preso come un segno che, da ora in poi, simili reati verranno condonati. “In altre circostanze, si procederà con l’incriminazione, ma abbiamo deciso di non farlo in questo.”

La decisione si differenzia notevolmente anche da quella presa riguardo Edward Snowden, l’informatore che ha rivelato la sorveglianza di massa segreta della NSA nel 2013.

Nonostante una protesta massiccia da parte dell’opinione pubblica, Snowden è ancora costretto all’esilio in Russia, per evitare decenni di galera, e Hillary Clinton l’ha accusato di “avere le mani sporche di sangue” per via dei documenti che ha pubblicato. Cioè praticamente per lo stesso reato di cui la Clinton si è macchiata, ma per cui lei non pagherà.

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Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto "Battaglia per il Donbass" (Anteo Edizioni, 2014) https://pagineirriverenti.wordpress.com/