Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista, sta attaccando insistentemente, via social, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, rispettivamente leader della Lega e del Movimento Cinque Stelle, i due partiti premiati dagli italiani con milioni di voti perché considerati “anti-sistema”.

Rizzo ha criticato apertamente prima la visita di “cortesia” dei due all’ambasciatore statunitense a Roma e poi le manovre odierne, con trattative vecchio stile, per arrivare all’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

Prima #Salvini, poi #DiMaio sono andati a fare visita all’ambasciatore USA a Roma, Lewis Eisenberg. A fare che? Semplice: ad “accreditarsi”, di nuovo. Oggi si dice così…

https://www.facebook.com/MarcoRizzoComunistiSinistraPopolare/posts/1987624511251251

 

Questa mattina, con la prima seduta della Camera e del Senato, è iniziata ufficialmente la XVIII legislatura. In attesa dell’elezione dei nuovi presidenti, le assemblee sono state presiedute a Montecitorio dal vicepresidente uscente più anziano, Roberto Giachetti del Pd, e a Palazzo Madama dal senatore a vita Giorgio Napolitano, il più anziano per età.

Entrambi, hanno pronunciato un discorso davanti alle rispettive assemblee, come da consolidata consuetudine, sottolineando il ruolo Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Napolitano, è entrato nel vivo del dibattito politico, evidenziando le difficoltà che “nascono dal dato obbiettivo che nessuna delle forze premiate dagli elettori ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi nelle due Camere” e sottolineando che “occorre comunque corrispondere alle scelte del corpo elettorale e delineare la strada per il prossimo futuro del Paese. E alcuni elementi possono concorrere ad allargare l’orizzonte”.

Un orizzonte per ora ristretto in cui manca l’accordo tra le forze politiche per l’elezione dei presidenti delle due Camere. Nell’aula del Senato, la seconda votazione è ripresa poco dopo le 17. La prima si è conclusa con una fumata nera: 321 schede bianche e cinque voti dispersi.

Con il passare delle ore acquista peso l’ipotesi che, se Forza Italia dovesse insistere con il nome di Paolo Romani come candidato alla presidenza del Senato e il Pd proponesse il nome di Luigi Zanda, i 5 stelle potrebbero votare per l’esponente dem nella quarta votazione a Palazzo Madama, dove è previsto il ballottaggio tra i due esponenti che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Trattative tutt’altro che “anti-sistema” che hanno fatto sbottare di nuovo Marco Rizzo.

“Assistiamo a scene degne della peggiore prima Repubblica. Lega e Cinque Stelle sembrano correnti della vecchia Democrazia Cristiana che giocano a spartirsi i posti. Mentre il teatrino va avanti nessuno parla delle condizioni dei lavoratori, nessuno denuncia il piano di Marchionne di delocalizzare all’estero ulteriori rami della produzione della Fiat/Fca, o il piano di licenziamenti della Tim, che porteranno enormi perdite di posti di lavoro”, ha dichiarato il segretario generale del PC.

Lega e Cinque Stelle come la Democrazia Cristiana

Assistiamo a scene degne della peggiore prima Repubblica. Lega e Cinque Stelle sembrano correnti della vecchia Democrazia Cristiana che giocano a spartirsi i posti. Mentre il teatrino va avanti nessuno parla delle condizioni dei lavoratori, nessuno denuncia il piano di Marchionne di delocalizzare all'estero ulteriori rami della produzione della Fiat/Fca, o il piano di licenziamenti della Tim, che porteranno enormi perdite di posti di lavoro.

Posted by Partito Comunista on Friday, March 23, 2018

I meccanismi di voto, è opportuno ricordarlo, sono differenti fra le due Camere. Mentre a Montecitorio, considerati i numeri dei gruppi presenti, è impossibile eleggere il presidente senza un accordo, al Senato dopo il terzo voto si va al ballottaggio tra i due candidati più votati e il centrodestra, a quel punto, avrebbe i voti per nominare un suo rappresentante.

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