Marine Le Pen

Commissione Europea: OK alla “manovrina” ma bisogna tassare il patrimonio

Niente di nuovo sotto il sole di Bruxelles. Nella giornata di ieri la Commissione Europea ha reso noto il pacchetto con le analisi sui conti pubblici e le raccomandazioni.

La Commissione conferma quanto già si sapeva riguardo alla cosiddetta “manovrina”: “L’Italia conferma che le misure di bilancio addizionali richieste per il 2017 sono state prese e che quindi, in questa fase, nessun passo ulteriore è giudicato necessario per rispettare la regola del debito” .

Nel rapporto sulle raccomandazioni leggiamo invece che il nostro Paese ha un programma di riforme “sufficientemente ambizioso”: “Il programma 2017 di riforme dell’Italia prevede impegni di breve e medio termine, in continuità con i precedenti programmi. Le misure da prendere entro metà anno includono le regole sulla concorrenza, la riforma del processo penale e la legge contro la povertà. Sono anche previste norme sulla contrattazione salariale a livello aziendale e privatizzazioni. Sul medio termine, il programma guarda in particolare a conti pubblici, tassazione, mercato del lavoro, sistema bancario, PA, giustizia e investimenti”.

Poi la nota dolente: per il 2018 ci si aspetta uno “sforzo di bilancio sostanzioso” (come avevamo già anticipato, il deficit dovrà essere ridotto dal 2,1% al 1,2%). Per assicurare la stabilità dei conti senza frenare il trend di crescita,la Commissione consiglia di “spostare il carico fiscale dai fattori produttivi a tasse meno dannose per la crescita, reintrodurre la tassa sulla prima casa per i redditi elevati, riformare il catasto”. La mission, dunque, è quella di provare a ridurre la tassazione dal lavoro per introdurne altre o inasprire quelle già esistenti che vanno ad attaccare il patrimonio. La Commissione UE suggerisce di reintrodurre l’Imu sulla prima casa, almeno per chi ha un reddito alto, ma Padoan ha già declinato il suggerimento, senza tuttavia negare la strategia di tassare il patrimonio. Come possiamo leggere su Vincitori e Vinti da almeno un anno a questa parte, è più probabile che tutto ciò venga fatto con le imposte di successione, le quali nel nostro Paese non raggiungono ancora i livelli del resto d’Europa.

La nuova Equitalia a caccia di denaro

Si è tornato in questi giorni a parlare di Grecia, prima con l’approvazione da parte del Parlamento greco di nuove misure di austerità necessarie per sbloccare una nuova tranche di aiuti da 7,4 miliardi di euro e per provare ad ottenere un alleggerimento del debito pubblico, poi con la notizia che il governo Tsipras intende confiscare tutte i beni depositati in cassette di sicurezza e non dichiarati.

Ovviamente, l’approvazione di misure austere come il nuovo taglio alle pensioni e la riduzione all’esenzione fiscale hanno prodotto nuove proteste di piazza e scontri tra polizia e manifestanti ( ed anche scontri tra polizia e le stesse associazioni delle forze dell’ordine che protestavano). Ma è la seconda notizia che nelle ultime ore fa più scalpore, perché manifesta la necessità del governo di andare a raschiare i barili per racimolare denaro. Probabilmente tale misura non colpirà solo i grandi evasori, ma introducendo la possibilità della “confisca di massa”, potrebbero farne le spese anche le famiglie o i piccoli imprenditori.

Come abbiamo detto tante volte, la Grecia non è molto lontana da noi e lo stesso principio sta per essere messo in pratica a partire dal 1 Luglio 2017, quando sarà a tutti gli effetti operativa la nuova “Agenzia delle Entrate-Riscossione” che sostituirà la pensionata Equitalia. Ebbene, la nuova agenzia, come apprendiamo da Libero:

“A differenza di Equitalia, infatti, l’articolo 3 della legge n. 225/2016 prevede che il suo sostituto possa accedere direttamente all’anagrafe tributaria, alle banche dati dell’Inps e ai nostri conti correnti. Una svolta sostanziale. Perché fino ad oggi questa possibilità era garantita solo all’Agenzia delle Entrate, cioè all’ente addetto all’accertamento, mentre quello tenuto alla riscossione, Equitalia, non ne aveva diritto. Va da se che il processo subirà una brusca accelerazione.

«Tra poche settimane – spiega a Libero il commercialista Federico Grigoli, partner dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati – il nuovo ente addetto alla riscossione dei tributi potrà immediatamente accedere alle banche dati per verificare quali sono i crediti e qual è il patrimonio del contribuente che il Fisco ha la facoltà di aggredire per rifarsi dei mancati pagamenti. Un modo per velocizzare la riscossione e una dimostrazione che nonostante ci sia una sentenza della Corte Costituzionale che lo dichiara illegittimo, il nostro sistema va sempre di più verso un modello “solve et repete”. Cioè costringe il contribuente a pagare e poi eventualmente a ritornare in possesso dei suoi beni se dimostra di aver ragione».

E del resto c’erano già diversi indizi che andavano in questa direzione. Come dimenticare che le ultime norme hanno arricchito il numero di database a disposizione dei guardiani del Fisco. Per dire, l’Agenzia delle Entrate (e quindi il nuovo ente per la riscossione) potrà consultare anche le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps in modo da semplificare la procedura che porta al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità.

Così come è sempre utile ricordare che ormai da tempo le procedure esecutive per i debiti tributari sono svolte senza il controllo di un giudice. «Per esempio – spiega il commercialista associato allo studio Pirola – il contribuente che riceve una cartella esattoriale e non paga il debito dovuto può ritrovarsi il conto corrente pignorato senza che vi sia il via libera di un tribunale». Di fatto l’Agenzia delle Entrate decorsi i 60 giorni dall’avviso di accertamento (la classica cartella) può ordinare alla banca di versare la somma dovuta direttamente all’Agenzia. Una sorta di prelievo coatto. Ma non solo. Perché le Entrate possono imporre all’inquilino del contribuente moroso di girare allo Stato anche il canone d’affitto. «In tutti questi casi i cittadini hanno un unico modo per difendersi: fare causa all’Erario dimostrando di aver subito un danno».

E le brutte notizie non finiscono qui. L’altra amara sorpresa arriva dalla recente manovrina (dl 50/2017) che ha modificato la normativa sui pignoramenti immobiliari. L’iter parte con l’agente della riscossione che fa una comunicazione preventiva al proprietario per avvertirlo: se non paghi il debito che hai con il fisco entro 30 giorni sarà iscritta ipoteca sul tuo immobile. Fino a pochi giorni fa l’iscrizione poteva avvenire solo se il singolo immobile (eccezion fatta per la prima casa che resta fuori dai giochi) aveva un valore superiore ai 120 mila euro, con le nuove regole invece si considera il valore complessivo degli immobili di proprietà del contribuente moroso e se questo supera i 120 mila euro diventa possibile iscrivere ipoteca e successivamente procedere alla vendita del bene“.

Angela Merkel scarica le colpe del surplus commerciale tedesco sulla politica di Mario Draghi

Il mandato di Mario Draghi a capo della BCE scadrà ad ottobre 2019, ma da parte tedesca sono ormai quotidiane le pressioni per un cambio alla politica monetaria espansiva e quindi, per un cambio ai vertici della stessa banca centrale.

Nella giornata di ieri, parlando agli allievi di una scuola di Berlino, la cancelliera tedesca, forte anche del rinnovato consenso elettorale in alcuni Länder importanti, ha dichiarato senza peli sulla lingua che l’Euro è “troppo debole” che che la causa è da trovarsi nella politica troppo accomodante della BCE, la quale rende le esportazioni tedesche molto convenienti e consentono alla Germania di fare surplus commerciali da record.

Nessun merito alle riforme, all’efficienza, all’organizzazione, all’assenza di corruzione: tutto merito dell’Euro debole. E se non vi sta bene, andate a lamentarvene con Draghi che attua questa politica monetaria. Cose che noi sapevamo già, ma che dette dalla cancelliera tedesca probabilmente acquisiscono più eco mediatica.

Ma la preoccupazione di Angela Merkel è un’altra: l’inflazione. La cancelliera tedesca sta ricordando a Mario Draghi che la Germania sta raggiungendo l’obiettivo di inflazione da lui fissato al 2%, ma soprattutto è preoccupata dal fatto che un aumento dell’inflazione e l’innalzamento dei prezzi interni provoca una maggiore competitività dei beni prodotti all’estero e quindi anche un aumento delle importazioni. Cosa che fa bene ed è necessaria per  le economie del sud Europa, ma che penalizza la Germania.

Per cui, secondo Angela Merkel e Wolfgang Schaeuble, è ora per la BCE di iniziare le operazioni di tapering, ossia di riduzione del Quantitative Easing e di alleggerimento della politica monetaria espansiva. Grattacapi per chi è in cerca di più solidarietà.

Marine Le Pen capitola e abbandona la battaglia contro l’Euro

Negli articoli precedenti abbiamo rammentato che dopo le elezioni francesi il pericolo che si correva era quello di accantonare la battaglia sull’uscita dall’Euro perché non ha portato vantaggi elettorali immediati.

Il primo ad abbandonare il fronte euroscettico (ma probabilmente non ne aveva mai fatto parte) è stato Beppe Grillo che in un’intervista rilasciata l’altro giorno durante la marcia Perugia-Assisi, ha detto: “L’uscita dall’euro è metafisica. L’euro è metafisica. Se non siamo padroni del nostro sistema fiscale, non siamo padroni di niente”.

Più clamorose sono le parole dette da Bernard Monot in un’intervista rilasciata ad 

“Non ci sarà nessuna Frexit. Abbiamo preso atto di quanto ci hanno detto i francesi con il voto. 

[…]

Continuo a pensare che l’euro non sia tecnicamente sostenibile, ma non ha senso per noi insistere ancora sul tema. D’ora in poi proporremo di rinegoziare i trattati con l’Unione Europea per avere un maggiore controllo sulle regole del bilancio e sulle banche.”

Sembra che i dirigenti del Front National abbiano trovato nell’Euro la causa della sconfitta elettorale di Marine Le Pen, che non è riuscita a diventare Presidente della V Repubblica francese. Essi ritengono che il tema monetario abbia spaventato l’elettorato di centro-destra, che solo in parte ha appoggiato la candidatura della Le Pen al ballottaggio.

Volendo rifondare il partito su basi golliste e spostando il baricentro politico verso il centro, Marine Le Pen ha deciso di venire incontro agli elettori moderati e rivedere anche i temi portati avanti. Pertanto il Front National si trasformerà sempre di più in un Movimento 5 Stelle alla francese, critico a parole verso le politiche di austerità di Bruxelles ma che non andrà mai fino in fondo, rischiando di imitare, una volta al governo, le sorti di Syriza.

Ma è davvero colpa del tema “Euro” se Marine Le Pen ha perso le elezioni? Diciamoci la verità, il Front National non era abbastanza preparato sul tema e la stessa leader di partito, durante “le Grand Debàt” contro Emmanuel Macron ha dimostrato tutta la sua ignoranza parlando di doppia moneta, di referendum, di ECU. Una confusione totale che ha permesso al suo avversario di attaccarla e spuntarla sulla competenza. Probabilmente sarebbe bastato studiare un po’ di più e prepararsi un buon discorso per “smontare” le tesi euriste che ormai conosciamo bene.

Il vero problema del fronte sovranista è la mancanza di leader politici preoccupati del presente e del futuro dei popoli europei invece che considerare l’appuntamento elettorale come un fine e non come un mezzo per realizzare le proprie idee.

Marco Muscillo

UN COMMENTO

  1. In Italia ormai ci si avvia ad un regime fiscale allucinante … già la tassazione REALE supera di gran lunga il 66% …ora con queste misure avremo un sequestro di massa di beni e denaro che solo ai piccoli sarà tolto in quanto non possono difendersi da un mostro fiscale come quello italiano.
    A questo punto la crisi diverrà epocale con chiusura di imprese e attività economiche di massa.
    A questo punto cosa ci resterebbe da fare?
    La Bastiglia con tanto di ghigliottinati in piazza … non sto scherzando … gli italiani sono persone elastiche e pazienti ..ma quando l’elastico si rompe allora è meglio stare lontano …
    lo sappiano i politici …per loro potrebbe non esserci più scampo

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