Massimo Recalcati

Lo psicanalista Jacques Lacan (Parigi, 1901-1981) è celebre soprattutto per le sue teorie, foriere di controversie che sembrano ancora ben lungi dal conoscere una conclusione.

Lacan affermava la necessità di un “ritorno a Freud”, proclamandosi l’unico vero interprete dell’insegnamento del padre della psicanalisi, suscitando le proteste tanto delle istituzioni freudiane ortodosse che lo accusavano di eresia che, per paradosso, di molti suoi discepoli, che lo consideravano più grande dello stesso Freud. Il fatto che le sue opere siano di lettura davvero molto faticosa contribuisce di molto ai fraintendimenti che si susseguono in merito al suo pensiero.

Il più influente psicanalista lacaniano italiano è Massimo Recalcati, che è inoltre l’ideatore della ‘Scuola di formazione del Partito Democratico’, intitolata, giusto per fomentare una polemica in più, nientemeno che a Pier Paolo Pasolini. Da un punto di vista freudiano ortodosso non sembrerebbe trattarsi di una buona idea.

Lo psicanalista dovrebbe infatti essere ‘opaco’ per i pazienti, farsi conoscere da loro il meno possibile, in modo che possano proiettare su di lui le proprie fantasie: rivelare la propria posizione politica limita questa possibilità.

Se escludiamo questa faccenda di carattere tecnico, ci sentiamo di poter dire che chiunque ha il diritto di schierarsi con chi crede, sempre che sia chiaro che si tratta di militanza politica, cioè di lotta, seppure incruenta.
E’ ovvio che mettendosi dalla parte di Matteo Renzi ci si attireranno tanto lodi sperticate che critiche al vetriolo. Per quanto riguarda le lodi, non possiamo che concordare, senza nascondere il timore che molti ‘Dem’ lo incensino senza aver mai letto un suo libro, né ascoltata una sua conferenza.

Invece qualche tentativo in più potrebbero averlo fatto alcuni critici, se non altro coloro che insistono sull’incomprensibilità delle sue tesi, di certo non chi lo dileggia perché è un bell’uomo (http://www.linkiesta.it/it/article/2017/05/12/massimo-recalcati-e-il-tronista-della-psicanalisi-il-vero-pensatore-ec/34124/).

Perché per un intellettuale la bellezza dovrebbe costituire una minorità, non ci è dato di sapere. Comunque sia, scansiamo subito gli equivoci, Recalcati è intellettuale di rango, cui va riconosciuto il grande merito d’aver divulgato in Italia il pensiero lacaniano, tentando di rendere comprensibile il messaggio di un autore così ostico.

E’ grazie alle opere di Recalcati che chi scrive ha iniziato a capire qualcosa di Lacan e a riconoscerne il genio, senza peraltro riuscire a vedervi il succitato “ritorno a Freud”, ma questo è un discorso che ci porterebbe troppo lontano. E’ proprio per il valore riconosciuto a Recalcati che ci risulta inaccettabile il suo articolo pubblicato dal quotidiano ‘la Repubblica’ sul numero del 17 luglio(http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/07/17/lodio-per-renzi-e-il-lutto-della-sinistra23.html), dal titolo ‘L’odio per Renzi e il lutto della sinistra’.

Fa riflettere come un pensatore lucido e profondo possa inanellare una tale serie di corbellerie non appena decida di schierarsi e si esprima quindi come uomo “di parte”.

La storia della psicanalisi è piena di scissioni e di feroci diatribe interne e l’area lacaniana non sfugge assolutamente a questa regola, anzi. Ironico è che tentando di comprendere questi scontri di idee, si possono riconoscere dinamiche simili a quelle delle lotte interne alla sinistra: l’impressione è quella di essersi infilati in un ginepraio, senza peraltro che ne valesse troppo la pena.

La tendenza delle fazioni opposte, ovvero sottolineare sempre e solo le differenze, è l’esatto contrario dello sforzo necessario a comprendere la complessità del fenomeno, ovvero la ricerca di punti di contatto.

Alla fine ci si trova a pensare che la parola “psicanalisi” viene usata per indicare una serie di teorie e pratiche talmente differenti tra loro dal risultare quasi inutile se usata da sola, senza ulteriori specificazioni, proprio come accade per la parola “sinistra”. E’ fatale: quando una parola assume troppi significati diversi, non vuole più dire niente.

2 COMMENTI

  1. Recalcati in realtà si esprime come un bipolare incoerente anche nei suoi testi. A qualche buono spunto su ciò che hanno prodotto altri unisce qualche tentativo di originalità (Telemaco ed il padre) ma, in modo goffo e fin troppo evidente, è sempre attento a non pestare i piedi ai poteri politici e più ancora al potere della chiesa. La psicoanalisi non perdona in fatto di verità ma Recalcati piega ogni verità alla compatibilità religiosa. Di fatto negando, tradendo e cancellando ogni sana analisi culturale. Poveretto. Come tutti i personaggi che vengono messi in primo piano dai circuiti mediatici devono sottostare a delle servitù ideologiche irrinunciabili, a quanto pare. Leccare il culo al potere politico e legittimare la rapina di ogni senso del rispetto umano quando si difende l’apologia del sacrificio umano e del figlicidio rituale che contraddistingue la chiesa in quanto tale…, sembrano essere le condizioni essenziali per esser e per apparire oggi in questa società della falsificazione assoluta.

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