Clemente Mastella

Il “sistema” Udeur non è mai esistito. La quarta sezione penale del Tribunale di Napoli ha assolto il sindaco di Benevento Clemente Mastella, all’epoca dei fatti Guardasigilli del governo Prodi, dall’accusa di concussione. Assoluzione anche per il consuocero Carlo Camilleri e per gli ex assessori della Giunta di Antonio Bassolino, Luigi Nocera e Andrea Abbamonte.

L’inchiesta del 2008 ipotizzava una presunta concussione ai danni di Antonio Bassolino, ex presidente della regione Campania. Le accuse che costrinsero Mastella a dimettersi da ministro della Giustizia, non costituiscono reato. Per il politico sannita di lungo corso, svanisce anche il rischio della sospensione dalla carica di sindaco di Benevento, che sarebbe scattata in caso di condanna in primo grado per effetto della legge Severino.

Primo grado (avete letto bene…), dopo nove anni di gogna politica e mediatica nazionale. Una cosa indegna per un Paese che si definisce civile.

Assoluzione piena “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” anche per la moglie di Mastella, la signora Sandra Lonardo, all’epoca presidente del consiglio regionale della Campania, messa ai domiciliari insieme al marito, all’ex consulente giuridico Felice Casucci e ad altri ex assessori e consiglieri regionali del Campanile per una tentata concussione ai danni del manager dell’ospedale di Caserta Luigi Annunziata provata, secondo i pm, da un’intercettazione diventata tristemente famosa.

Mastella, che ha atteso la sentenza dalla sua stanza al Comune di Benevento, ha dichiarato: “Mi auguro che nostra vicenda dolorosa serva per il Paese. Non mi sento un martire, ma uno dei tanti. E non nutro sentimenti revanscisti. Però deve essere chiaro che una giustizia lenta grava sul Pil del Paese”.

Poi un passaggio politicamente molto delicato: “Mi auguro che il Governo degli Stati Uniti mi porga le scuse perché tre anni fa mi impedirono di imbarcarmi in aeroporto a Fiumicino pur avendo il visto per gli Usa”.

“Sul web, continua, circolavano notizie false o imprecise sul mio processo. È come se per gli Stati Uniti fossi stato un condannato, quando in realtà ero semplicemente indagato. E quando contattai l’ambasciata mi venne sconsigliato di partire perché non avrebbero fatto atterrare l’aereo”.

Nel mirino del sindaco di Benevento ed ex ministro, finisce anche Wikipedia: “Chiedo che Wikipedia cancelli quello che è scritto nella mia pagina altrimenti non esiterò a querelare chi diffonde notizie false su internet. Io sono stato assolto, questo è il dato. Sono stanco di quanti hanno diffuso fake news sulla sua vicenda giudiziaria facendomi passare come il nipote di Belzebù”.

Infine uno sfogo amaro: “Nessun collega volle venire in tv a esprimermi solidarietà, anche quella ipocrita. Nessuno tra chi era ministro grazie a me. Solo Chiti mi fu vicino al Senato”.

Sull’assoluzione si è espresso anche l’ex governatore campano Antonio Bassolino, che ha sempre escluso di essere stato concusso, ma non è stato mai sentito dall’accusa.

“Clemente e Sandra Mastella, gli ex assessori Abbamonte e Nocera sono stati assolti: dopo nove anni. Fa piacere, malgrado i tempi troppo lunghi”, scrive Bassolino su Facebook.

 

Clemente e Sandra Mastella, gli ex assessori Abbamonte e Nocera sono stati assolti: dopo nove anni. Fa piacere, malgrado…

Posted by Antonio Bassolino on Wednesday, September 13, 2017

 

Ma la domanda da farci, aggiunge ancora l’ex sindaco di Napoli, è questa: se domani si riproponesse una vicenda Mastella o X cambierebbe qualcosa nel percorso giudiziario e nel meccanismo mediatico fatto di intere pagine accusatorie? Penso che più o meno sarebbe tutto uguale ed è questo il fatto triste e serio su cui riflettere con serietà, tutti”.

Parole che, ne siamo certi, non sortiranno alcun effetto sui giustizialisti compulsivi dei partiti e della carta stampata. Per i manettari in servizio permanente effettivo, le ingerenze politiche della magistratura continueranno a non esistere, nonostante l’abbattimento per via giudiziaria dell’intera Prima Repubblica, di due governi Berlusconi e di uno guidato da Romano Prodi.

 

 

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica