Orrore e violenza cieca a Gaza. Il giorno dell’apertura dell’ambasciata Usa a Gerusalemme, che coincide con il 70esimo anniversario della fondazione d’Israele e con la Nakba, passerà alla storia per la mattanza di dimostranti palestinesi compiuta dall’esercito israeliano. Il bilancio, provvisorio, è salito a 55 morti e circa 2.400 feriti.

Il trasferimento della sede diplomatica Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, avvenuto dopo il riconoscimento (lo scorso 6 dicembre) della Città Santa come capitale di Israele da parte del presidente americano Donald Trump, ha infiammato ulteriormente la situazione in Medioriente.

Decine di migliaia di civili hanno iniziato a radunarsi dalla mattina lungo la frontiera, nella zona della linea difensiva tra Gaza e Israele. Secondo la Tv libanese Al-Manar, anche in varie parti della West Bank  i palestinesi hanno iniziato a protestare. La situazione è ben presto degenerata e sono iniziati gli scontri tra palestinesi ed esercito israeliano ad Hebron, nel nord di Al-Quds, nel nord di Ramallah e in altre parti della West Bank. Massiccio il dispiegamento di forze dello stato ebraico, con polizia, guardie di frontiera e forze di reazione rapida.

Il portavoce dell’esercito israeliano ha giustificato l’utilizzo del pugno duro con il dover affrontare “diecimila dimostranti violenti, e altre migliaia disposti nelle loro immediate vicinanze, in dieci punti di attrito”.

“Hamas, ha proseguito il portavoce israeliano, sta guidando un’operazione terroristica, mascherata da mobilitazione popolare. Cercherà di compiere attentati e di realizzare infiltrazioni di massa in Israele”.

Il pericolo incombente sarebbe anche alla base della decisione di proclamare “zona militare chiusa” l’area limitrofa a Gaza.

“Oggi è un grande giorno per Israele!”, ha scritto su Twitter il presidente Donald Trump commentando la cerimonia di apertura della nuova ambasciata.

 

 

In prima fila, oltre al premier israeliano Benyamin Netanyahu, la stretta cerchia del Tycoon: la figlia Ivanka Trump, il genero Jared Kushner, l’ambasciatore americano David Friedman e il vice segretario di Stato Usa John Sullivan insieme al segretario al Tesoro David Mnuchin. Presente anche il presidente di Israele Reuven Rivlin.

“70 anni fa Ben Gurion proclamò la nascita dello Stato di Israele. Undici minuti dopo il presidente Truman riconobbe lo stato di Israele, primo al mondo. Finalmente 70 anni dopo gli Usa compiono il loro passo aprendo la loro ambasciata a Gerusalemme. Per primi al mondo”, ha detto David Friedman.

Nel video messaggio trasmesso durante la cerimonia di inaugurazione, Donald Trump ha ipocritamente dichiarato: “La nostra più grande speranza è quella della pace”.

Benjamin Netanyahu, nel suo intervento, ha elogiato la forzatura del presidente statunitense: “Il presidente Trump, riconoscendo la storia ha fatto la storia”, ha dichiarato il premier israeliano. E poi ha aggiunto: “Siamo a Gerusalemme e siamo qui per rimanerci”.

Nel frattempo, nei territori occupati, l’esercito israeliano soffocava nel sangue la protesta dei palestinesi.

L’esercito di Israele ha reso noto che alcuni aerei appartenenti alla propria aviazione militare hanno bombardato cinque obiettivi terroristici in una struttura militare d’addestramento di Hamas al nord della Striscia di Gaza, specificando che “il raid è stato condotto in risposta alle azioni violente delle ultime ore condotte da Hamas lungo la barriera di separazione”.

ll governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), ha accusato Israele di avere commesso un “terribile massacro”. Il suo portavoce, Yusuf al-Mahmoud, ha invocato “un intervento internazionale immediato per fermare il terribile massacro a Gaza commesso dalle forze di occupazione israeliane contro il nostro popolo eroico”.

Il capo di Al Qaeda, Ayman al Zawahiri, ha invocato la jihad contro Usa e Israele. “Spostando l’ambasciata Usa a Gerusalemme, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha svelato il vero volto della moderna crociata. Con lui non funziona la pacificazione ma solo la resistenza tramite la jihad”, ha affermato Al Zawahiri.

Il segretario generale aggiunto della Lega araba con delega per la questione palestinese e i territori occupati, Said Abou Ali, “ha fatto appello a un intervento internazionale urgente per fermare l’orribile massacro perpetrato dalle forze di occupazione israeliane contro i palestinesi, in particolare nella Striscia di Gaza”.

Una condanna è arrivata anche da Turchia e Iran. “Il regime israeliano massacra innumerevoli palestinesi a sangue freddo durante una protesta nella più grande prigione a cielo aperto. Nel frattempo, Trump celebra il trasferimento illegale dell’ambasciata Usa ed i suoi collaboratori arabi cercano di distogliere l’attenzione”, ha scritto il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif su Twitter.

 

 

Il portavoce turco Bekir Bozdag ha dichiarato: “L’amministrazione americana è responsabile tanto quanto Israele di questo massacro”.

Amnesty International ha denunciato la “ripugnante violazione delle norme internazionali e dei diritti umani” da parte di Israele.

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