Carlo Cottarelli ha ricevuto, a tempo di record, l’incarico di formare il governo dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un governo con pochi ministri che sarà presentato al Quirinale in tempi molto stretti e potrebbe presentarsi all’esame della fiducia alle Camere entro la settimana.

Governo leggero ma anche di breve respiro visto che difficilmente avrà la fiducia, se si considera che l’unico gruppo parlamentare disponibile a votarlo è quello del Pd che può contare su 111 deputati e 52 senatori.

La speranza di trovare numeri in aula tra “responsabili” dell’ultima ora e folgorati sulla via del ritorno a casa, appare al momento flebile. Cottarelli ha già incontrato i presidenti di Camera e Sento Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati.

Nel curriculum di Cottarelli spiccano i 25 anni al Fondo monetario internazionale. Dal 2008 al 2013 è stato direttore del Dipartimento Affari Fiscali del Fmi, fino a quando Enrico Letta l’ha nominato commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica durante il suo governo.

Nel 2014, su nomina del Governo Renzi, Cottarelli è diventato direttore esecutivo nel board del Fondo Monetario Internazionale.

Pd e Fmi sono coordinate ricorrenti nell’azione del neo premier incaricato. Uomo d’apparato, soprannominato “Mister Forbici” per la sua passione per i tagli.

“Ho accettato l’incarico di formare un governo come mi ha chiesto il presidente della Repubblica. Sono molto onorato come italiano di questo incarico e naturalmente ce la metterò tutta”, ha detto l’ex commissario alla spending review al termine del colloquio con Mattarella.

“Il presidente mi ha chiesto di presentarmi in Parlamento con un programma che porti il Paese a nuove elezioni. Mi presenterò con programma che in caso di fiducia includa l’approvazione della legge bilancio e poi preveda lo scioglimento del Parlamento e elezioni nel 2019”, ha spiegato.

“In assenza di fiducia, ha proseguito il premier incaricato, il governo si dimetterebbe immediatamente ed il suo compito è quello dell’ordinaria amministrazione per le elezioni dopo il mese di agosto”.

“Il dialogo con la Ue in difesa dei nostri interessi è essenziale, deve essere un dialogo costruttivo, nel pieno riconoscimento del ruolo essenziale”, ha concluso Cottarelli, assicurando la “continua partecipazione all’area dell’euro”.

Durissimo il commento di Matteo Salvini, segretario della Lega, che boccia senza appello l’iniziativa di Mattarella: “Cottarelli non lo conosco, ho letto in questi giorni che tutto quello che proponevamo secondo lui non andava bene. Ho letto il suo curriculum, è il perfetto rappresentante della finanza e dei poteri forti che hanno fermato la nascita del governo del cambiamento per cui auguri a lui ma soprattutto agli italiani”.

Sulla stessa linea anche Manlio Di Stefano del M5S: “Non voteremo la fiducia, non andremo a Consultazioni: secondo Mattarella, Conte non era scelto dagli italiani e poi impone un presidente che ha scelto lui direttamente e guarda caso è esponente del Fondo Monetario Internazionale. E’ un governo che nasce già morto”.

Di Stefano ha ribadito la volontà di mettere in stato d’accusa Sergio Mattarella: “Noi applicheremo l’articolo 90 della Costituzione che prevede che si possa mettere in stato d’accusa il presidente della Repubblica perché non ha agito nell’ambito delle sue prerogative, è evidente questo. Non lo dicono Luigi Di Maio o Manlio Di Stefano, ma chi la Costituzione l’ha scritta. Alto tradimento? Mi sembra evidente: non fare partire un governo dopo le elezioni nonostante ci siano le condizioni per farlo partire significa aver tradito i 17 e rotti milioni di persone che hanno votato”.

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