Sergio Mattarella non vuole Paolo Savona al Mef. La tensione che covava da giorni, come fuoco sotto la cenere, è divampata ieri. Il quadro è divenuto improvvisamente nitido: il capo dello Stato, Berlino e Bruxelles hanno posto un veto, non di metodo (aspetto che in ogni caso non gli competerebbe), sul nome dell’anziano economista, già ministro con Ciampi.

Savona non è un urlatore televisivo o un blogger euroscettico qualsiasi. E’ un uomo dell’establishment italiano che conosce alla perfezione i meccanismi attraverso cui far saltare determinati equilibri eurocratici. Ridicolizzarlo o sminuirne ruoli e competenze, non sarebbe affatto facile per gazzettieri, opinionisti e colleghi ministri italiani e stranieri. E’ questo a renderlo così minaccioso ed inviso.

La stampa tedesca continua a mettere pressione, con titoli che dovrebbero far riflettere chi finge di non vedere il disegno che c’è dietro le titubanze quirinalizie. “L’Italia vuole un nemico della Germania al governo”, scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Questo odiatore della Germania dovrebbe entrare nel governo italiano”, titola Bild.

Ieri sera, dopo l’incontro del premier incaricato Giuseppe Conte, salito al Colle per un colloquio informale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è esplosa la rabbia “social” di Salvini. “Sono davvero arrabbiato”, ha scritto il leader del Carroccio su Facebook, ottenendo il like di Luigi di Maio e oltre 4mila condivisioni.

Un post ed un “like” che segnano una rivoluzione copernicana nella comunicazione politica. Salvini, attraverso twitter e Facebook, ha stabilito un contatto continuo e molto forte con elettori e simpatizzanti che, come dimostrano le recenti performances elettorali della Lega, sta pagando. Molto social è anche Luigi Di Maio, seppur con toni e forme più istituzionali. I capi politici del Carroccio e del M5S stanno evitando l’accerchiamento della totalità dei quotidiani cartacei e dei salotti televisivi italiani, proprio grazie ai social.

Oggi Salvini si è sfogato nuovamente su Facebook: “Giornali e politici tedeschi insultano: italiani mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati. E noi dovremmo scegliere un ministro dell’Economia che vada bene a loro? No, grazie!#primagliitaliani”.

 

Giornali e politici tedeschi insultano: italiani mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati.E noi…

Posted by Matteo Salvini on Saturday, May 26, 2018

La fermezza di Salvini nel fronteggiare la violenza degli attacchi di Berlino e delle sue quinte colonne in Italia, hanno smosso qualcosa nel centrodestra. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha preso posizione a favore della nomina a ministro dell’Economia di Paolo Savona.

Ingerenza inaccettabile di Mattarella

È INACCETTABILE che in Italia un governo non abbia la libertà di indicare un ministro non scelto da Bruxelles!

Posted by Giorgia Meloni on Saturday, May 26, 2018

“Su Paolo Savona, una nuova inaccettabile ingerenza di Mattarella, dopo l’ostinazione a non conferire l’incarico di governo al centrodestra. Ho comunicato a Salvini che Fratelli d’Italia, pur senza aver cambiato idea sul governo giallo-verde, offre il suo convinto aiuto per rivendicare il diritto di un governo a scegliere un ministro dell’economia non indicato da Bruxelles. L’Italia è ancora una nazione sovrana, Juncker e la Merkel se ne facciano una ragione”. Lo dichiara, in un video postato su Facebook, il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Continua a tacere, invece, Berlusconi. Mattarella ha scelto di percorrere una strada rischiosa, interpretando il suo ruolo alla Giorgio Napolitano. I nemici del governo giallo-verde, Pd in primis, sperano che la crescente tensione e i veti facciano saltare l’accordo Lega-M5S, indebolendo innanzitutto Salvini, a cui toccherebbe poi il compito non facile di dover far digerire ai suoi intese al ribasso, con l’accantonamento di alcuni dei principali cavalli di battaglia della Lega.

Il naufragio del nascente “governo del cambiamento”, potrebbe tuttavia riservare sorprese ancora più amare per il Capo dello Stato e Berlino. I numeri mostrano la crescita di Salvini e della Lega che potrebbero capitalizzare la prova di forza in atto.

Le nuove elezioni potrebbero trasformarsi in un referendum sulle ingerenze straniere negli affari interni italiani, con esiti che Mattarella e suoi farebbero bene a considerare.

2 COMMENTI

  1. Comunque il primo ad attaccare è stato Savona nei confronti dei tedeschi (dicendo che sostanzialmente sono ancora dei nazisti…). Da lì partono le reciproche reazioni. Però è’ come se un peso piuma (italia) attaccasse briga con un peso massimo (germania)…. E intanto i mercati ne approfittano e le nostre banche vanno in difficoltà (coi nostri soldi dentro).
    Possibile che Salvini non abbia un altro nome meno rissoso da proporre a Mattarella?
    Troppo rigido sto Salvini….

    • Troppo rigido ?
      Perché non essere granitici anche noi italiani ?
      Solo loro possono esserlo ?
      Noi dobbiamo sempre fare la parte degli italioti ma siamo anche noi orgogliosi di essere Italiani .

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