Beppe Sala è indagato dalla Procura generale di Milano nell’inchiesta sul maxi appalto Expo. L’inchiesta, avocata dalla Procura generale per porre rimedio alle inerzie della Procura della Repubblica, è ripartita con il botto.
A decidere di iscrivere l’ex commissario straordinario di Expo, oggi sindaco di Milano, nel registro degli indagati, è stato Felice Isnardi, il procuratore generale che ha chiesto altri sei mesi di proroga delle indagini. Le ipotesi di reato a carico del primo cittadino, all’epoca dei fatti amministratore delegato di Expo, sono di falso materiale e concorso in falso ideologico.
Sono molti gli aspetti nebulosi dell’appalto che nel 2012 la Mantovani è riuscita ad aggiudicarsi per 149 milioni, con un ribasso sulla base d’asta di ben il 42%, un ammontare “non idoneo neppure a coprire i costi”: dalla nomina dei commissari nella fase pre-gara fino all’esecuzione del contratto. I verbali relativi alla sostituzione di due componenti della commissione giudicatrice della gara per l’appalto della Piastra dei servizi, riporterebbero “circostanze non rispondenti alla realtà” e sarebbero stati retrodatati con “l’intento di evitare di dover annullare la procedura fin lì svolta” con conseguente slittamento dell’avvio dei lavori. La falsità di due verbali era stata evidenziata anche in un’annotazione della Guardia di finanza datata 31 maggio 2013.
Immediate le conseguenze politiche della bufera giudiziaria meneghina. Dopo aver annunciato, già nella giornata di ieri, la sua autosospensione da sindaco, Beppe Sala si è recato in mattinata in prefettura per formalizzare la sua scelta al Prefetto, Alessandro Marangoni.
“Fino al momento in cui mi sarà chiarito il quadro accusatorio, scrive Sala in una lettera inviata al vicesindaco, ritengo di non poter esercitare i miei compiti istituzionali”. 
“Ho appreso da fonti giornalistiche, aggiunge ancora, di essere iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla Piastra Expo”. Non ho al momento ricevuto alcuna comunicazione ufficiale; ritengo che l’attuae situazione determini per me un ostacolo temporaneo a svolgere le funzioni di sindaco del Comune e della Città Metropolitana”. 
“La prossima settimana, conclude, mi presenterò al Consiglio del Comune di Milano e della città Metropolitana per riferire in merito”.
 

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