La Mercedes-Benz W115 berlina fu presentata nel 1968 e, all’interno della sua ricca gamma, la 200 D era la versione di ingresso per quanto riguardava le motorizzazioni diesel, una motorizzazione su cui già a quel tempo la Casa tedesca godeva di una solida tradizione.

La serie W115 sostituiva, insieme alla W114 (esteticamente identica, salvo per i più grandi motori a sei cilindri), la precedente W110 e, rispetto a questa, era tutta nuova: oltre all’estetica, infatti, venne completamente stravolto anche il telaio, in modo da migliorare notevolmente il comportamento stradale su tutti i terreni e in tutte le condizioni d’uso (la W110 fu criticata in questo senso, accusata di essere piuttosto “ballerina”); a tal proposito venne montato, solo su alcuni allestimenti, anche un sofisticato sistema idraulico che permetteva di regolare l’altezza da terra della vettura.

La linea della W115, bella e pulita, era un’opera “a quattro mani” di Paul Bracq e di Bruno Sacco (il quale sarà poi direttore del Centro Stile della Casa tedesca fino al suo pensionamento), e reca elementi originali e subito distinguibili, come i grandi fari anteriori a sviluppo verticale con frecce integrate e le eleganti borchie ruota in tinta con la carrozzeria, per molto tempo caratteristica estetica distintiva delle Mercedes.

Qui però vogliamo trattare in modo particolare la 200 D. Come già detto, la 200 D era la versione “base” in riferimento alle motorizzazioni a gasolio, ma a nostro parere non essa non aveva assolutamente nulla da invidiare alle versioni più grandi: il suo motore era un 2.0 cc aspirato a quattro cilindri in linea da 55 CV, capace di una velocità massima di 130 km/h. Il cambio era a quattro marce, ma a richiesta si poteva avere un automatico a tre rapporti. Completava la dotazione meccanica un impianto frenante a quattro dischi con servofreno.

La vettura venne ristilizzata nel 1973; con tale aggiornamento cambiarono alcuni particolari estetici che forse la resero ancor più elegante della precedente versione: le modifiche più evidenti furono, esternamente, la mascherina più larga, la scomparsa dei deflettori e l’introduzione dei caratteristici fanalini posteriori zigrinati (che rimarranno un segno distintivo della Casa per molti anni) e, internamente, una nuova tappezzeria, una disegno della plancia rivisto e un nuovo volante a quattro razze senza corona clacson.

La 200 D uscì di produzione insieme a tutti gli altri modelli della serie W114 e W115 nel 1977 per lasciare il posto alla nuova (e bellissima) W123. Ultima curiosità: gli appassionati identificano le varie W114 – W115 con la sigla “/8”, indicativa proprio dell’anno di presentazione (1968).

Samuele Teodori

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