L’avvento di internet ha cambiato il nostro modo di vivere in molti modi, per esempio ha moltiplicato le possibilità di accesso a più informazioni, un beneficio certo, che può però portare dei problemi a chi non disponga del senso critico necessario per filtrarle.
Prendiamo come esempio l’abitudine di consultare le previsioni del tempo, che potrebbe sembrare, ma non è, del tutto priva di rischi. I numerosissimi siti monotematici sono sempre più visitati, soprattutto ora che la moda dello smartphone è divenuta dilagante.
Anche chi non naviga in rete ha possibilità di informarsi sul tema in una misura assai maggiore rispetto a pochi anni fa: tutti i canali satellitari ‘all news’ dedicano al meteo uno spazio ogni mezz’ora, ‘Sky’ va oltre e propone il canale ‘Meteo 24’.
Anche questa è una moda che arriva dagli Usa, dove già nel secondo dopoguerra numerose emittenti locali hanno iniziato a riempire i propri palinsesti con le previsioni meteo, ottenendo un successo perfino insperato dal punto di vista degli ascolti. Nel 1982 è poi nato ‘Weather Channel’, il primo canale di previsioni 24 su 24.I meteorologi televisivi statunitensi sono diventati spesso delle vere e proprie ‘star’. Insomma le previsioni del tempo sono oramai diventate un ‘businness’ colossale. Il problema è che per molti si sono trasformate anche in una specie di ossessione!
Con le parole rilasciate dall’antropologo Marino Niola a ‘Panorama’ (giugno 2013) “abbiamo la sindrome meteorologica, l’ansia da previsione. Ormai molti in televisione non guardano neanche il telegiornale, ma solo che tempo farà. In continuazione. È una passione-ossessione, un bisogno antico, siamo vittime di questo tempo, in tutti i sensi”. A rendere preocupante questa tendenza, che qualcuno chiama ‘meteomania’, è proprio la ripetitività, l’ossessività.
‘Il meteo sta sostituendo la passione per gli oroscopi’, ha aggiunto il professor Niola. Questo è un male, in quanto una persona che si va a leggere una decina di oroscopi giornalieri difficilmente rischia di prenderli troppo sul serio, perché sono più vari e senza pretese di scientificità. Le previsioni invece sono “scienza”, così ad esse non si rivolge quello sguardo ironico ed autoironico che è salutare per molti patiti d’astrologia.
La tecnologia disponibile permette oramai di fare delle previsioni piuttosto attendibili, che proprio per questo tendono ad essere più o meno tutte uguali, cosicché chi cerca un raggio di sole nelle previsioni su una giornata (presunta) piovosa può non trovarlo.
Dal luglio di quest’anno nelle grafiche delle previsioni meteo del TG5 compare un’icona che indica l’IdA (‘Indice di Affidabilità’) il cui valore dichiarato di solito supera il 90%: viene così reso esplicito ciò che avrebbe dovuto essere sottinteso, ma che per molte persone non sembra troppo chiaro, ovvero che le previsioni danno solo probabilità, non certezze, ed anche un evento molto probabile potrebbe talvolta non verificarsi.
Allora se si desidera che domani ci sia il sole è inutile consultare più di un paio di fonti oggi, meglio aspettare per l’appunto che arrivi domani e guardare, speranzosi, il cielo.
Ma perché per così tante persone è importante che ci sia “bel tempo”? Forse perché ci sono sempre più individui soggetti alla cosiddetta ‘meteoropatia’, problema che pare essere diventato molto comune negli ultimi decenni e oggi interesserebbe, secondo recenti stime, circa un quarto degli italiani.
E’ fisologico risentire delle variazioni climatiche, soprattutto se brusche, ma per alcuni esse comportano vera sofferenza, caratterizzata da debolezza, dall’abbassamento della pressione arteriosa e da un vissuto di depressione. Spesso basta un cambio di condizione climatica, oppure anche solo lasciar passare qualche giorno in modo che corpo e mente si adattino, perché questa sofferenza si attenui o scompaia. Nei casi dove ciò non accade, potremmo trovarci in presenza di una ‘depressione stagionale’, detta anche ‘Sindrome Affettiva Stagionale” o indicata semplicemente con l’acronimo SAD, dall’inglese ‘Seasonal Affective Disorder’, caratterizzata da sintomi tipicamente depressivi che però compaiono solo in certi periodi dell’anno, corrispondenti più spesso all’autunno e all’inverno, ma che in taluni soggetti si presentano in primavera.
La depressione stagionale è sovente caratterizzata da debolezza, ansia, sbalzi d’umore, perdita del desiderio sessuale, disturbi del sonno e dell’appetito che possono consistere sia in un aumento che in una diminuzione eccessiva.
Perché si possa diagnosticare una depressione stagionale sono necessari almeno due episodi del ciclo esordio-remissione in due anni consecutivi, senza altri periodi di sintomi depressivi non stagionali. Inoltre occorre che i sintomi depressivi non siano causati da eventi di vita.
Alla base del disturbo, oltre alle minori temperature, c’è la diminuzione della luce solare, difatti esso è più frequente nei paesi nordici, dove è minore la quantità annua di luce solare. Una cura efficaci risulta essere difatti la luce intensa: l’esposizione giornaliera a quella emessa da speciali lampade è un metodo usato molto e con buoni risultati, soprattutto in Canada e negli Usa. Da notare che questa ‘fototerapia’ non sembra apportare alcun beneficio a soggetti sofferenti di una depressione di altro genere.
Anche il semplice accorgimento di stare il più possibile all’aperto nelle ore centrali della giornata può essere comunque d’aiuto. Senza mai dimenticare che il tempo è ciclico, quindi non ha senso avere dubbio alcuno sul fatto che si tornerà di nuovo a sentirsi meglio, che ci sarà di nuovo più luce.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.