Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non andrà a Bruxelles, al vertice sui migranti, per sottoscrivere una bozza già preparata. Lo sottolineano fonti del Governo, evidenziando l’irritazione di Palazzo Chigi per i contenuti circolati in queste ore. In particolare, come dichiarato via Twitter dal presidente del Consiglio, l’Esecutivo giallo-verde vuole che la questione dei ricollocamenti sia affrontata solo dopo che vengano chiariti i principi dei “primary movements”, ovvero la prima accoglienza nei Paesi di approdo.

 

 

“Procedure veloci”, “meccanismi flessibili congiunti per le riammissioni dei migranti”, “controlli dei viaggi in uscita alle stazioni di treni, bus e aeroporti” e “obbligo per i richiedenti asilo di restare nei Paesi competenti”, pena sanzioni. Sono queste alcune delle misure previste per ridurre i movimenti di migranti o richiedenti asilo da un Paese di primo ingresso verso gli altri dell’Ue.

E poi ancora: “una forte necessità di ridurre in modo significativo i movimenti secondari”, evitando attraversamenti illegali delle frontiere interne tra Stati membri di migranti e richiedenti asilo e assicurando procedure veloci per i trasferimenti verso il Paese competente.

Tra le novità, il potenziamento dell’agenzia Ue Frontex, che viene trasformata in “una vera e propria polizia di frontiera”, e quella del sostegno all’asilo Easo, che diventa “Autorità per l’asilo per condurre le valutazioni sulle richieste d’asilo”, anche per imprimere un’accelerazione sui rimpatri.

Nella bozza si prevedono anche risorse per il Fondo fiduciario per l’Africa, uno schema per gli sbarchi dei migranti in Nord Africa e una lista Ue di Paesi di origine sicuri. Viene inoltre evidenziato il pericolo che “misure unilaterali e non coordinate” possano “danneggiare severamente il processo di integrazione europeo e mettere a rischio i traguardi raggiunti con Schengen”.

Il ministro dell’Interno Salvini avverte: “Il premier Conte ha pieno mandato di tenere alto l’orgoglio italiano nel vertice di domenica a Bruxelles”.

“Ma se andiamo lì per avere il compitino già preparato da francesi e tedeschi è giusto risparmiare i soldi del viaggio. Con la bozza che circola pensano di mandarcene altri (migranti, ndr) invece di aiutarci ed in cambio faranno poi i centri di raccolta fuori dall’Europa, ma meglio un uovo oggi”, dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ospite a ”Porta a porta” su Rai1.

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