A poche ore dal vertice di Parigi, descritto positivamente dalle autorità italiane, la tensione in Europa sulla questione migranti è tornata a salire. Spagna e Francia, infatti, non vogliono permettere lo sbarco dei migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale presso i loro porti, mentre l’Austria addirittura minaccia di schierare il proprio esercito sul Brennero se “l’afflusso di migranti dall’Italia non diminuirà. (…) Molto presto saranno attivati controlli alle frontiere e ci sarà bisogno di un dispiegamento dell’esercito fino a 750 uomini, indispensabile se l’afflusso di migranti dall’Italia non diminuisce”. Così ha parlato il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil.

Il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker, alla seduta plenaria del Parlamento Europeo, ha sottolineato che oggi la Commissione sarà oggi chiamata a deliberare in materia di migrazioni: “dimostreremo con i fatti che vogliamo rimanere solidali, soprattutto con l’Italia che dimostra un atteggiamento eroico. La solidarietà è d’obbligo”. La riunione della Commissione Europea si terrà in vista dell’incontro informale dei ministri dell’Interno UE di domani a Tallin.

Juncker ha poi avuto uno scontro verbale col presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, a causa delle poche presenze in aula degli europarlamentari. “Siete ridicoli”, ha sbottato Juncker, mentre Tajani gli rispondeva: “Moderi i termini, è la Commissione sotto il controllo del Parlamento e non il contrario”.

“Il fatto che c’è solo una trentina di deputati presenti dimostra che il Parlamento Europeo non è serio. Se ci fossero stati Angela Merkel o Macron e non un piccolo Paese come Malta non sarebbe stato così. Non parteciperò più a riunioni di questo tipo”, ha poi aggiunto Juncker prima d’andarsene, non senza rivolgere prima un breve ringraziamento al premier maltese Joseph Muscat per il suo lavoro durante la presidenza di turno del Consiglio. Tajani l’ha ripreso per una seconda volta. Poi il dibattito è proseguito con gli interventi degli eurodeputati. E’ in ogni caso preoccupante che per una questione tanto grave e seria come quella dell’immigrazione gli europarlamentari si siano dimostrati così poco solleciti e professionali al punto da nemmeno recarsi alla seduta.

“La nostra priorità è lavorare a monte per ridurre il flusso di migranti verso l’Italia ed evitare tragedie nel Mediterraneo”, ha dichiarato il commissario europeo Dimitris Avramopoulos in un’intervista al quotidiano francese Le Figaro uscito oggi. “Oggi l’Italia si trova in una situazione delicata e noi la aiuteremo. E’ quello che già facciamo politicamente, finanziariamente, materialmente. Abbiamo ottenuto risultati, ma dobbiamo raddoppiare gli sforzi per ridurre significativamente il flusso”. Sui migranti “la Francia si è mostrata molto responsabile fin dall’inizio, ed è anche sotto pressione, in particolare a Calais. Ma può impegnarsi di più”, ha poi risposto ad una domanda sull’opportunità che la Francia apra i propri porti. “La situazione è insostenibile e urgono risposte”. Infine una tirata d’orecchi a tutti quanti: “per i contributi al fondo per l’Africa Roma ha sbloccato 4 milioni di euro, la Germania 50 milioni e la Francia solo 3. E’ una cifra troppo bassa”.

Il nodo più difficile da sciogliere all’incontro informale dei ministri dell’Interno UE a Tallin, secondo varie fonti a Bruxelles, sarà l’ipotesi di far sbarcare i migranti soccorsi in porti di altri Paesi UE. non poche problematiche si registrano anche sulla questione delle risorse per il Fondo fiduciario d’emergenza dell’Unione europea per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione, al quale per il momento, gli Stati membri hanno versato solo 89 milioni di euro.

Nel frattempo l’ONU non prevede un calo del flusso misto di migranti e rifugiati che giungono in Europa attraverso il Mediterraneo: “le indicazioni di cui disponiamo non denotano un rallentamento degli arrivi in Libia, il che significa che un più ampio numero di persone potrebbe continuare a provare di lasciare il paese tramite la rotta del Mediterraneo centrale”. Così ha dichiarato l’inviato speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel, ricordando che dall’inizio dell’anno 84.830 migranti e rifugiati sono giunti in Italia via mare con un aumento del 19% rispetto all’anno scorso.

Nel periodo 1 gennaio – 30 giugno in Italia nel 2017 sono sbarcati 83.360 migranti contro i 70.222 del 2016. Nel 2015 ne erano stati accolti 103.792, nel 2016 176.554, mentre i numeri quest’anno sono quadruplicati, visto che solo nei primi tre mesi ne sono stati accolti ben 176.523. In pratica nei soli primi tre mesi del 2017 sono stati accolti tanti migranti quanto in tutto il 2016.

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.