Giuseppe Conte

Dopo lo scambio di battute di ieri tra il premier Conte e il ministro degli Interni Salvini, arriva la decisione di Malta: il governo di Muscat accoglierà i 49 migranti della Sea Watch 3 in cambio della redistribuzione dei circa 249 migranti giunti nell’isola nei giorni scorsi tra i membri dell’Unione Europa.

Un successo diplomatico, politico e personale del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che da timido “avvocato degli italiani” e del contratto di governo comincia a farsi largo con autonomia e decisione come politico navigato, sempre più trait d’union e sintesi dei due partiti che compongono questa strana maggioranza di governo.

Il do ut des ottenuto da Roma ha il dolce effetto per il governo gialloverde di passare la patata bollente a Francia e Germania, sempre restii ad ascoltare l’allarme lanciato dal governo italiano sull’emergenza migranti che ha colpito il mediterraneo negli ultimi due decenni e che l’Unione Europea continua ad affrontare con le lenti distorte dell’ideologia politica e dell’opportunismo dei singoli membri.

La posizione di Conte di far accollare i migranti ai membri dell’Ue si va ad immettere sulla scia del documento firmato dai paesi membri nell’ultimo vertice Ue del 26 giugno scorso. Un memorandum che invitava la comunità europea alla solidarietà nei confronti dei paesi transfrontalieri e che puntualmente è stata disattesa dall’inizio dell’estate ad oggi.

Con la decisione presa insieme a Malta, Emmanuel Macron e Angela Merkel sono costretti a giustificare la nuova infornata di migranti clandestini, un argomento che contrariamente a quanto raccontatoci da certi opinionisti è un tema sensibile, non solo per gli italiani provinciali, sporchi, cattivi e razzisti, ma anche per i cittadini francesi e tedeschi. Proprio sul tema migranti la CDU di Frau Merkel ha visto crollare il proprio consenso, mentre il governo francese malgrado la presunta “apertura mentale” di Macron è impegnato da un anno e mezzo a respingere i migranti al confine tra la Francia e il nostro paese.

Un altro effetto positivo della fine della crisi Sea Watch consiste nell’aver fermato le mille polemiche che opposizioni, paesi stranieri e intellettuali organici portano avanti ad ogni vagonata di migranti compiuta dalle navi ong. Un contesto decisamente deleterio per Roma, che non ha veri amici in Europa: il gruppo di Vysegrad non vuole saperne di lottare con il governo gialloverde per la questione migranti, mentre i cosiddetti euroscettici sui quali soprattutto la Lega fa grande affidamento non hanno idee molto diverse da quelle degli europeisti quando si entra nel discorso economico-finanziario.

Partiti come l’AfD o il centrodestra austriaco di Kurz e Strache hanno sì grande stima per un leader come Salvini, ma molto meno per l’Italia: entrambi i partiti germanofoni non hanno idee molto diverse dalla Merkel sulla posizione debitoria di Roma, mentre sia l’OVP che l’FPOE amano interferire con la politica del trentino alto-adige e malcelano il desiderio di rivedere il tirolo all’interno dei loro confini. L’unica vera amica di Salvini e del “populismo” italiano resta Marine Le Pen, che a partire dalla sconfitta alle presidenziali del 2017 ha innescato un processo di rinnovamento del Front National, che nel frattempo ha anche messo in soffitta lo storico nome del ’72 per il nuovo “Rassemblement National”.

Fra il nazionalpopulismo dei selfie della Lega di Salvini e i perenni dubbi ideologici ed elettorali del Movimento, è la figura di raccordo del premier Conte a brillare oramai di luce propria, forse l’unico in questo governo ad avere il talento dello statista. Le capacità strategiche e la diplomazia lungimirante del professore dell’Università di Firenze è in questo momento l’antidoto migliore al furore ideologico di Salvini e Di Maio, che spesso sembrano partire a testa bassa all’inseguimento della loro confort zone propagandistica.

Un atteggiamento che porta risultati quando si possiede il piccone della critica, ne porta decisamente meno quando è necessario ottenere non solo il consenso ma il bene comune, anche a discapito di quello del proprio gruppo politico di riferimento.

Nell’affare migranti è molto più utile al governo coinvolgere i partner europei piuttosto che piazzarsi “dalla parte del torto”, di chi dice sempre no, ma è privo di un piano politico e strategico. Conte lo ha capito tardivamente, ma è riuscito a ribaltare la situazione a proprio e nostro vantaggio. Una lezione che Lega e Cinquestelle farebbero bene a capire in fretta se non vogliono ricorrere a staffette e rimpasti che sanno di Prima Repubblica, o peggio passare la palla al Presidente Mattarella, mettendo ancora una volta in scacco il paese.

2 COMMENTI

  1. Io credo che molti si siano bevuti il cervello. Se io scelgo di fare l’imprenditore so che c’è anche la possibilità di fallire. Se io parto per un paese che ha i porti chiusi so che corro il rischio di non entrare. Non capisco Conte non capisco Fico non capisco Dimaio. Capisco Salvini l’unico con le palle.

  2. Mi dispiace dissentire con l’art. Che precede ma la palla degli pseudo naufraghi sarebbe dovuta passare a Francia e Germania senza passare dall’Italia. Non condivido La posizione del Presidente Conte.bbruno

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